Willy Branchi, caso chiuso? Stavolta il DNA non fa centro

Il caso Willy Branchi potrebbe diventare a breve un caso chiuso senza soluzione dopo l’esito negativo che sarebbe emerso dagli ultimi accertamenti compiuti






3028124-poster-p-dnaSiamo abituati ormai a conoscere il DNA come il fondamento di ogni indagine che si rispetti, base che può dare una svolta significativa per la risoluzione di un caso: per la morte di Willy Branchi,  ragazzo di 18 anni assassinato a Goro il 29 settembre 1988, neanche il DNA riuscirà però a dare una risposta. Nell’ottobre scorso il Pm aveva disposto che venisse riesumata la salma di Willy Branchi per verificare se sotto le unghie fossero rimaste tracce del DNA dell’assassino.

 

Il caso, riaperto nel novembre del 2014, ha visto nella riesumazione del corpo di Willy Branchi (avvenuta esattamente un anno dopo) l’unica e ultima possibile carta da giocarsi per risalire al colpevole dell’efferato delitto. Ad occuparsi della salma in fase autoptica è stato il medico legale Giovanni Pierucci e dopo sessanta giorni avrebbe anche già completato la relazione con le conclusioni che potrebbero essere depositate a breve. In via ufficiosa si apprendere però che stavolta il DNA non ha fatto centro.




 

willy branchiSarebbe stato rinvenuto solo il DNA della vittima nonostante la presenza di altre tracce ancora presenti sul corpo. La predominanza del DNA di Willy Branchi non ha permesso tuttavia di isolare frammenti di altro DNA, presumibilmente del suo assassino. Si tratta di una difficoltà dirimente che ad oggi potrebbe rappresentare un serio ostacolo agli ultimi accertamenti disposti dalla Procura.
Il caso Willy Branchi era stato già oggetto di un accurato approfondimento di Cronaca&Dossier dal titolo Il potere del silenzio ponendo l’accento sugli elementi di indagine e prospettando novità proprio in merito alla possibile ricerca di nuovi indizi tramite indagini scientifiche.

 

Invece a pesare in modo determinante è stata la condizione del corpo di Willy Branchi, ormai soggetto a importanti fenomeni putrefattivi essendo passati ormai ventisette anni dal delitto. Oltre il medico legale, alla riesumazione avevano assistito anche il biologo genetista Matteo Fabbri e il consulente Lorenzo Marinelli; presente anche la famiglia di Willy Branchi e l’avvocato di quest’ultima.

willy branchiL’analisi accurata dal momento dell’apertura della bara sino poi agli esami necessari non avrebbero portato purtroppo ad alcun esito, dunque. Il caso Willy Branchi rischia così di finire in quell’ampio spettro di storie irrisolte, senza più alcun elemento per rintracciare il colpevole.
Nell’attesa del responso ufficiale per ora nella nuova inchiesta disposta dalla Procura c’è solo di un indagato, ovvero dell’ex parroco di Goro, don Tiziano Bruscagin, che aveva affermato di conoscere i nomi degli assassini di Willy Branchi. L’ex parroco è stato indagato per falsa testimonianza, ma di chi ha commesso l’atroce delitto ancora nessuna traccia.

 

Redazione Cronaca&Dossier

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Willy Branchi, caso chiuso? Stavolta il DNA non fa centro ultima modifica: 2016-01-20T18:39:34+00:00 da info@cronacaedossier.it

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