Violenza sulle donne: la difesa diventa prevenzione

Tecniche e strategie che le donne dovrebbero conoscere, fondamentali da adottare quando si è dinanzi ad una grave minaccia

 

violenza coltelloDa sempre le donne sono oggetto di aggressioni, più o meno gravi, solo per il fatto di essere fisicamente più debole dell’uomo. Prevenire però si può, a condizione di rendere automatici pensieri, comportamenti e atteggiamenti favorevoli alla prevenzione. Prevenire significa saper “leggere” il contesto, la situazione, l’ambiente fisico, percependo il pericolo che può essere insito in loro. Molte volte, chi ha subito un’aggressione racconta di come gli eventi sono precipitati in modo rapido e imprevedibile. In realtà, non sempre è così: troppo spesso sono mancate delle chiavi di lettura in termini di attenzione al contesto e ai messaggi inviati dal futuro aggressore.

Attenzione al contesto, significa avere il giusto grado di attenzione e di valutazione di ciò che si sta facendo, di dove ci si trova e di chi ci circonda. È un aspetto fondamentale, perché è molto difficile passare in un attimo da uno stato di disattenzione a quello di percezione del pericolo. Il nostro organismo, il nostro cervello, non lo consentono: la scarica di adrenalina travolge le difese fisiche e psicologiche determinando panico, paralisi o, al contrario, reazioni impacciate, rigide ed inefficaci. È molto più facile difendersi dal panico se si percepisce il pericolo con qualche istante di anticipo ed si ha il tempo di prepararsi.

 

donnaSaper interpretare il linguaggio del corpo è uno degli elementi più importanti per verificare le intenzioni di chi sta di fronte e potrebbe dare quel prezioso secondo in più per organizzare una qualsiasi tattica difensiva. Vediamo, quindi, quali sono gli aspetti più importanti della Comunicazione Non Verbale, che possono aiutare.

Sotto l’effetto dell’adrenalina, l’aggressore subisce la perdita della visuale periferica. Si tratta di un fenomeno fisiologico e quindi incontrollabile che determina la sensazione di vedere il bersaglio come attraverso un cannocchiale. La perdita della visuale periferica è accompagnata dalla necessità di muovere freneticamente lo sguardo a destra e sinistra per controllare che la scena sia libera da testimoni. Questo segnale, al cospetto di uno sconosciuto o nel corso di una lite, deve mettere immediatamente in allarme.

 

Pubblicità contro violenza sulle donne
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Quando l’aggressore si avvicina, la mimica del viso può apparire moderata, fin suadente ma attenzione al tentativo di avvicinarsi troppo. Quando si discute pacificamente, anche se in modo animato, ci si pone in modo frontale rispetto all’altro ed ogni parte del corpo è visibile, mani e volto in particolar modo. Bisogna diffidare in modo tassativo di chiunque si presenti con posture angolate o non rilassate: una postura angolata può anche servire a nascondere una mano che impugna un’arma.

Si consideri che chi ha cattive intenzioni cercherà di avvicinarsi. Attenzione alle contraddizioni tra contenuto verbale e comportamento. Se si sta litigando con qualcuno che dice «non voglio litigare» si controlli che nel frattempo egli non cerchi di avvicinarsi. È un segnale tutt’altro che rassicurante.
Negli attimi che precedono un’aggressione spesso si osservano improvvisi rallentamenti, interruzioni del discorso o cambiamenti repentini del tono della voce.

 

0Ma il linguaggio del corpo può essere usato anche come difesa: è importante evitare in tutti i modi che il malintenzionato, parlando, si avvicini troppo. Bisogna rispondere con calma ma anche muoversi per allontanarsi quel poco che consente di stare fuori tiro. Si eviti di alzare la voce o comunque di alterare il proprio tono abituale. Se l’altro sta gridando, bisogna lasciare che si sfoghi ed è importante ricordare che più delle parole, in quel momento, conta il proprio atteggiamento. Non bisogna rispondere alle urla con le urla ed è assolutamente necessario evitare tutto ciò che possa alimentare un’escalation della violenza.

È importante non fissare l’altro: uno sguardo duro e fisso negli occhi rappresenta una sfida, ma bisogna evitare anche di abbassare gli occhi mentre si viene affrontati, poiché questo gesto è interpretato come un segnale di paura. Ricordiamoci infine che, in caso di conflitto, non esiste solo la reazione aggressiva o passiva. È possibile agire secondo una logica assertiva, basata cioè su un duplice obiettivo: la salvaguardia di sé e la possibilità per l’altro di abbandonare la scena o il suo atteggiamento aggressivo, senza che si senta sconfitto o umiliato.

 

articolo di Nia Guaita

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L’approfondimento sulla violenza contro le donne pubblicato sulla rivista Cronaca&Dossier:

 

Violenza sulle donne: la difesa diventa prevenzione ultima modifica: 2016-07-23T13:14:35+00:00 da info@cronacaedossier.it

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