Violentate due volte: i numeri nel 2018 raccontano dei soprusi sulle donne

Uno dei reati più odiosi, la violenza sulle donne, nell’ultimo anno si è moltiplicato e diffuso a macchia d’olio su tutto il territorio nazionale

 

articolo di Dora Millaci

 

Sede del Ministero dell'Interno
Sede del Ministero dell’Interno

Analizzando i dati riportati dal Ministero dell’Interno  possiamo vedere come da gennaio a luglio più di 2.311 donne hanno presentato una denuncia per stupro. Di queste 1.646 erano italiane, le altre invece di varie nazionalità.

La responsabilità di questi atti criminosi viene imputata soprattutto all’aumento di stranieri, che giungono oramai quotidianamente sulle nostre coste. Ma se è  vero che molti di loro delinquono, è anche vero che la maggior parte delle violenze e abusi sessuali, provengono invece da cittadini italiani. Questi i dati forniti dal Viminale, che ha identificato più di 1.600 molestatori italiani contro i 1.155 stranieri. Dati impressionanti e allarmanti.

 

violenzaC’è inoltre un altro elemento preoccupante, e cioè l’età sempre più bassa di vittime e carnefici: ragazze giovanissime che subiscono violenze da parte di branchi costituiti da ragazzini poco più grandi di loro. Come è accaduto a maggio, durante una festicciola, ai danni di una dodicenne. Ricordiamo alcune notizie riportate dai media proprio l’estate appena trascorsa, come quella relativa ai fatti avvenuti a Rimini, in cui sono implicati due allievi poliziotti e la vittima dello stupro è una giovane turista di 19 anni. La ragazza ha raccontato di essere stata aggredita dai due (di 21 e 23 anni) nella stanza di un albergo.

 

violenza-coltelloI ragazzi, che sono stati sospesi dalla scuola, hanno invece detto che il rapporto sessuale c’è stato, ma che la ragazza sarebbe stata consenziente. Se le indagini dovessero dare ragione alla turista, i due aspiranti poliziotti sarebbero destituiti, espulsi e non potrebbero più entrare in Polizia. I due giovani, di origine siciliana, frequentavano la scuola per allievi agenti di Polizia di Brescia.

Per non parlare di un altro caso che ha fatto scalpore, avvenuto nei pressi di Como, dove una ventunenne, sarebbe stata violentata da un noto imprenditore della zona e dal suo pusher nigeriano. Le indagini sono ancora in corso in entrambi i casi. La violenza sulle donne è ancora oggi un argomento che fa molto discutere, commentare, e tante sono le polemiche ad ogni nuovo abuso. Nonostante i dati sopra riportati, sono molte ancora le donne vittime di violenze e abusi che non conosciamo, che non denunciano, che restano in silenzio e nell’ombra.

 

Giovanni Leone Taking Oath of OfficeAncora tante, troppe, infatti sono coloro che hanno timore di chiedere aiuto ed uscire così allo scoperto, ma fuori da un incubo angosciante, nel quale nessuna vorrebbe mai trovarsi. Domandiamoci il perché. Forse perché le leggi italiane, a differenza di quelle di altri Paesi, non sono così severe, e pertanto quelle denunce, spesso, servono a ben poco.

Solo alla fine del mese di settembre il Decreto Legge sul Femminicidio è stato convertito in legge fra mille dispute, in quanto, per motivi di tempo (doveva essere approvato dal Senato entro il 15 ottobre, pena la decadenza), non si è potuto apportare modifiche al testo.

 

Manifestazione femminista nel 1979 a Tallahassee (immagine d'archivio)
Manifestazione femminista nel 1979 a Tallahassee (immagine d’archivio)

Degli undici articoli che compongono il provvedimento, poi, soltanto cinque si riferiscono alla violenza sulle donne, i restanti sei vertono su questioni completamente diverse, si va dalla sicurezza alle misure contro i No Tav, fino ad articoli sulla Protezione Civile e sulle Province. Per non parlare di quanto sono lunghe, delicate ed intricate le indagini che si riferiscono alle violenze. La questione più assurda di tutte, e la più terribile, è che spesso sono le stesse donne, vittime di stupri, a vedersi messe alla berlina. Quante volte difatti abbiamo ascoltato dopo un episodio, per esempio nei piccoli centri, queste parole: “Se l’è cercata lei” oppure “Se non usciva vestita così” o ancora peggio “Era consenziente”.

 

violenceCome pensate che si debba sentire, quindi, una donna che ha subito un abuso sessuale? Violentata due volte! Nonostante questo c’è chi riesce ad andare oltre il pregiudizio, il tabù, il preconcetto, comprendendo che è lei la vittima, e che ha pertanto il potere di fermare il suo carnefice, affinché non faccia più del male non solo a lei, ma anche ad altre donne, e restituendosi così, quello che le è stato tolto: la dignità e il rispetto per se stessa. Donne che vanno oltre la paura che un tempo le fermava, denunciano mettendo così fine a maltrattamenti e violenze subite, anche per anni, da aguzzini che dicevano magari di amarle.

 

Telefono Rosa, servizio dedicato alle donne per contrasto alla violenza di genere
Telefono Rosa, servizio dedicato alle donne per contrastare la violenza di genere

È stato e sarà fondamentale in diverse situazioni il Telefono Rosa, con il suo numero gratuito 1522 attivo 24h/24, che nei primi sei mesi di quest’anno ha ricevuto più di 4.000 chiamate, un vero e proprio record di richieste di aiuto.

Occorre assolutamente parlare di più di questo fenomeno, ancora troppo diffuso,  e che al contempo viene celato anche da conoscenti, amici e parenti delle vittime.

Più campagne di sensibilizzazione, azioni di sostegno, eventi e – cosa importante – iniziative nelle scuole, perché un giovane informato sarà un adulto responsabile.

 

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Violentate due volte: i numeri nel 2018 raccontano dei soprusi sulle donne ultima modifica: 2018-12-02T19:40:39+00:00 da info@cronacaedossier.it

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