Veronica Panarello potrebbe avere detto la verità?

Le ultime gravi affermazioni di Veronica Panarello e il profilo psicologico della donna: versione possibile o frutto di fantasia?




veronica-panarelloÈ di ieri sera la notizia che forse si attendeva nel caso della morte di Loris Stival: «Ad uccidere Loris è stato mio suocero perché eravamo amanti». A dirlo stavolta non è un esperto forense ma è la stessa Veronica Panarello, facendo la presunta rivelazione dinanzi una psicologa del carcere di Catania. «Loris lo ha ucciso mio suocero, Andrea Stival ‒ ha affermato Veronica Panarello ‒. Ho ricordato tutto quando sono andato a trovarlo al cimitero, ma non l’ho detto prima perché avevo paura che uccidesse anche il bimbo più piccolo». Esce per la prima volta anche un possibile movente per il delitto: «Io e mio suocero eravamo amanti». Rispetto alle tante “verità” di Veronica Panarello questa potrebbe essere la più attendibile o tra le più attendibili? Per spiegare le ragioni di una storia così tragica, le indiscrezioni di ieri dinanzi la psicologa del carcere e per riprendere il filo proprio sul piano psicologico, abbiamo contattato la psicologa forense Dottoressa Francesca De Rinaldis cercando di comprendere la ragione delle affermazioni della Panarello nel caso Loris rispetto al profilo della donna.




Loris Stival.«Potrebbe essere plausibile quanto asserito dalla Panarello nella misura in cui si parlava di due persone, una figura maschile in particolare che giustificasse la dinamica dei fatti», ha affermato la psicologa forense Dott.ssa Francesca De Rinaldis. Le affermazioni della Panarello non possono non essere contestualizzate in quanto, se fosse vero quanto asserito dalla donna, «una ragazza giovane che vive una relazione sentimentale con un uomo molto più grande di lei, e che soprattutto è il proprio suocero,  ‒ ha sottolineato la Dott.ssa Francesca De Rinaldis ‒, è plausibile che sia al tempo stesso dipendente da una soggezione psicologica dallo stesso unitamente ad un forte senso di vergogna e perdita della stima dell’immagine di sé. Se così fosse si tratterebbe dunque con molta probabilità di uno stato psicologico caratterizzato da un fortissimo senso di vergogna e umiliazione vissute come minaccianti e destrutturanti l’immagine di sé, tanto da dover essere taciuto e nascosto. Probabilmente tale stato psichico associato a quello che Veronica afferma essere stato il timore che l’uomo potesse uccidere anche l’altro figlio, avrebbero creato uno stato di forte  soggezione psicologica e blocco. Se davvero la Panarello ha detto il vero, tutto ciò avrebbe facilmente trovato terreno fertile in una personalità già debole e fortemente provata, come sembra emergere dalla storia di vita della donna medesima. È fondamentale infatti pensare come in una persona che costruisce a fatica il proprio senso di identità, sarebbe uno scotto troppo grande trovare il coraggio di aprirsi e dunque esporsi ad una profonda umiliazione e colpa. Veronica Panarello vive in un paesino, ovvero un contesto piuttosto chiuso e una possibile fuoriuscita della presunta notizia del rapporto tra il suocero e la nuora sarebbe stato molto “pericoloso” nell’ottica della Panarello». Questo perché è proprio il senso di insicurezza e il passato della donna ad essere particolarmente determinanti. Secondo la Dott.ssa De Rinaldis, «la Panarello probabilmente ha fatto quelle presunte rivelazioni solo perché si è sentita sicura, dunque vedendo nel carcere di Catania e nella persona della psicologa un contesto di sicurezza, una sicurezza e assenza di giudizio soprattutto che fino a quel momento non aveva avvertito».




Dottoressa Francesca De Rinaldis
Dottoressa Francesca De Rinaldis

Le affermazioni della Dott.ssa De Rinaldis si legano a doppio filo alle indagini intercorse finora sul caso Loris Stival, comprese le dichiarazioni del criminologo Francesco Bruno che ha sempre sostenuto come la Panarello non avesse affatto ucciso sebbene partecipato all’occultamento di cadavere; stesso discorso con gli elementi individuati dagli investigatori, i quali hanno reso nota la presenza di un uomo con la Panarello nell’auto che avrebbe portato il corpo di Loris Stival a Santa Croce Camerina per gettare il corpo nel canalone. Nella versione ultima della Panarello potrebbe tornare tutto, almeno per quanto riguarda la presenza di una seconda persona: dai polsi legati mentre Loris era ancora vivo, alla figure riprese dalle telecamere, fino al movente che, anche nell’ottica presunta della Panarello e considerando un’analisi forense del profilo della donna, avrebbe potuto vedere nella morte di Loris un fatto “meno grave” rispetto alla scoperta della presunta relazione tra Veronica Panarello e Andrea Stival. «È l’ennesima follia di Veronica Panarello e sono tranquillo – invece ha detto a caldo Andrea Stival stroncando sul nascere le illazioni mosse contro di lui – perché la mia posizione è stata vagliata da investigatori e magistratura dettagliatamente».

 

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Veronica Panarello potrebbe avere detto la verità? ultima modifica: 2016-02-12T12:05:11+00:00 da info@cronacaedossier.it

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