Uccise la moglie a coltellate ma il giudice gli dà la libertà

Per il magistrato deve tornare in libertà perché l’assassino è «incapace di intendere e volere» e non sussiste neanche la pericolosità sociale

 




 

Francesca BenettiSono amare e dure le parole di Dea Gucci in merito alle vicende accadute nel giugno 2014 e alla libertà concessa a Roberto Barbieri: «Sono sconvolta, potessi cambiare tutto lo cambierei. Mi dispiace ma non posso dire nulla di questa storia». Queste frasi si riferiscono ai fatti del pomeriggio del primo giugno 2014, quando Roberto Barbieri, 57enne dipendente Enel, dopo avere ucciso con undici coltellate la moglie, Sandra Fillini, 53enne medico e madre dei suoi due figli, aveva telefonato proprio a Dea Gucci, dicendole: «Vieni subito, corri che ho ammazzato Sandra».

Dea Gucci era la tata dei due figli, Pietro e Rodolfo, rispettivamente di 20 e 18 anni (ancora minorenne all’epoca dell’omicidio). Da quel giorno la donna, che era la persona più vicina alla vittima, si è chiusa nel silenzio perdurato fino a questi giorni. Perché proprio nelle ultime ore è giunta la notizia della sentenza, destinata a far discutere. Barbieri, infatti, è stato assolto dall’accusa di omicidio volontario perché, nel momento del raptus omicida, era incapace di intendere e volere. Potrà così tornare in libertà.

 

libertàEd ora sono proprio i concittadini di Sandra a chiedere giustizia. Il giorno dopo la sentenza di Primo grado che ha assolto Barbieri, alcune amiche della vittima hanno provato a rompere la coltre di silenzio che per tanto tempo ha coperto la vicenda. Si tratta di un gruppo di amiche della dottoressa, la quale in passato aveva lavorato, oltre che a Volterra, all’ospedale di Pontedera. «Quando ho saputo della sentenza non volevo crederci» ha dichiarato Tiziana Sozzi, parrucchiera di Castelnuovo Val di Cecina. «Sandra non meritava tutto questo. È come se l’avessero uccisa più volte, a cominciare dal silenzio che ha circondato la sua morte, ignorata dai media nazionali. Eppure di solito c’è una grande attenzione per delitti come questo. Ora stiamo pensando di coinvolgere le tv, di fare della morte di Sandra un caso mediatico, chiediamo giustizia».

 




 

Riferendosi al gruppo di amiche sconvolte dall’assoluzione, la parrucchiera afferma: «Siamo un gruppo di donne, amiche di Sandra: dopo questa sentenza sentiamo la necessità di fare qualcosa. C’è un uomo che ha ucciso la moglie per gelosia, perché lei voleva la separazione, e dopo 9 mesi di carcere è tornato in libertà: questa è la verità. Non avevo mai sentito una cosa del genere. Finora siamo state in disparte per rispettare i figli ma ora ci siamo rese conto che dobbiamo fare qualcosa anche per rispettare la memoria di Sandra. Il marito le ha tolto la vita per il semplice fatto che lei voleva lasciarlo. Sandra era un persona buona, molto legata ai figli. Se c’è sotto qualcosa non lo so, ma certo lei non meritava questa apparente indifferenza».

libertàD’altro canto l’avvocato Ilaria Bacci, amica della vittima e legale ai tempi delle prime fasi della separazione, afferma amareggiata: «Non ho molto da dire, non ho seguita la vicenda dal punto di vista penale ma solo civilmente. Barbieri ha rinunciato in favore dei figli ad ogni richiesta sul patrimonio e sulle disponibilità della donna. Loro, i ragazzi, non si sono costituiti parte civile al processo. Hanno vissuto una situazione tragica che hanno cercato di gestire al meglio anche in relazione alla loro giovane età». Volevano dimenticare nel minor tempo possibile quell’atroce giorno in cui hanno perso la madre, ribadisce la legale. Le sue parole trovano conferma anche nel mutismo dei due figli, che in più occasioni hanno dichiarato di non voler parlare di quanto accaduto.

 

Quello che sorprende, però, è la differenza tra la condanna attesa e quella effettivamente pronunciata, oltre alle ragioni esposte dal giudice. I legali della vittima chiedevano infatti la condanna di Barbieri a 24 anni, ridotti per il rito a 16 anni, e la misura di sicurezza custodiale. Ma c’è un ulteriore particolare a rendere la situazione ancora più paradossale: secondo il giudice, infatti, non c’è pericolosità sociale nella rinnovata libertà dell’assassino. Barbieri è di fatti pronto a tornare al lavoro, come già richiesto all’Enel nelle settimane successive in cui era tornato in libertà, dopo circa 9 mesi di detenzione.

 

articolo di Gianmarco Soldi

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Uccise la moglie a coltellate ma il giudice gli dà la libertà ultima modifica: 2016-04-14T19:03:10+00:00 da info@cronacaedossier.it

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