Tullio Brigida, l’uomo che massacrò i figli

Tullio Brigida e il duplice delitto che scosse l’Italia


simbolo infanziaSono trascorsi 18 anni da quella notte del 4 gennaio 1996 quando Tullio Brigida uccise e seppellì i propri figli in un terreno di campagna nei pressi di Cerveteri, in provincia di Roma.

Quella di Tullio Brigida, ex operaio con qualche precedente penale, è la storia di un padre che soffocò con l’ossido di carbonio i suoi bambini all’interno della propria automobile collegandola al tubo di scarico. Tullio Brigida non ha mai amato i propri figli. Nei loro confronti nutriva soltanto una forma di possesso; erano diventati uno strumento contro la ex moglie, con la quale aveva avuto vari scontri a volte sfociati in episodi di violenza. E li uccise proprio per colpire lei, per vendicarsi infliggendole la più grande delle sofferenze. Tutto iniziò il 18 dicembre del 1993. Brigida aveva appena perso la patria potestà, si avvicinava il Natale e voleva trascorrere una giornata con i figli. Aveva insistito tanto e la ex moglie Stefania Adami, alla fine, aveva ceduto. Non poteva immaginare che se li sarebbe portati via per sempre. Laura, Armando e Luciana. Erano questi i nomi dei tre fratellini di 12, 7 e 2 anni e mezzo. La madre, Stefania Adami, passò  un anno e mezzo peregrinando da poliziotti e carabinieri alla ricerca di quelle creature che, invece, erano già morte.

Era gennaio del ’94 quando si consumò l’orrendo delitto, ma solo il 20 aprile del ’95 i corpicini furono recuperati proprioFlora_Banditaccia_01 sotto gli occhi beffardi dell’aguzzino dei tre piccoli, in via Fosso del Cerqueto, a Cerveteri.  Brigida, arrestato subito con l’accusa di sequestro, aveva tenuto tutta l’Italia con il fiato sospeso per un anno e mezzo. Aveva dato mille versioni, facendo addirittura credere che dietro il rapimento dei figli ci potesse essere un dispetto della ‘Ndrangheta. Aveva portato gli investigatori persino in Australia ma alla fine la verità era dietro l’angolo ed era la più terribile.  Così, nella primavera del 1995, Tullio Brigida confessò: «I piccoli sono morti, i loro corpi sono seppelliti in un terreno nei pressi di Cerveteri». Insisteva però per una morte accidentale. Ma le perizie medico legali stabilirono che ad ucciderli fu proprio lui. Mentre la mattina del 20 aprile 1995 si scavava per cercare i cadaveri dei fratelli, Tullio Brigida non batté ciglio, non si fece sfuggire una lacrima. Soltanto lui restò impassibile. Tutti gli altri furono assaliti dall’emozione quando dalla buca vennero fuori i resti dei bambini che indosso avevano ancora le giacche a vento, le felpe, le scarpe. «Vi ho punito», disse durante un’udienza rivolgendosi alla ex moglie e alla sua famiglia. Tre anni dopo il ritrovamento dei corpi di Armandino, Laura e Lucia, per Tullio Brigida arrivava l’ultima sentenza: il 26 gennaio del 1998 è stato condannato in via definitiva all’ergastolo per omicidio volontario aggravato. Nessuna attenuante, nessuna infermità mentale. Oggi, Brigida è ancora in carcere.

articolo di Francesca De Rinaldis

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Tullio Brigida, l’uomo che massacrò i figli ultima modifica: 2015-04-13T16:24:51+00:00 da info@cronacaedossier.it

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