Testimoni, mitomani, tombe rimosse: cosa succede nel caso Ragusa?

Il caso Ragusa è tornato d’attualità ma c’è poca chiarezza su cosa stia accadendo e intanto si apprende che due notti fa qualcuno ha “agito” nel bosco

 

 

 

 

roberta ragusa
Roberta Ragusa

Non c’è chiarezza da anni e ancora si fa fatica a intravedere la luce sul caso Ragusa. Nelle ultime settimane più volte sono circolate notizie, indiscrezioni e possibili elementi che sembravano cambiare il volto di questa storia. Invece è ancora tutto nell’ombra, in una staticità preoccupante. A quanto pare però non tutti sono presi dal “torpore” investigativo. La scorsa notte qualcuno ha pensato di confondere ulteriormente le acque e smuovere il terreno che, secondo una presunta testimone, potrebbe essere la “tomba” della povera Roberta Ragusa. Ma andiamo con ordine.

 

caso ragusaLo scorso 18 aprile il giornalista del Corriere della Sera Fabrizio Peronaci aveva pubblicato la notizia dell’esistenza di una sedicente testimone nel caso Ragusa, notizia ripresa da vari media dopo che la stessa presunta testimone aveva inviato una lettere e delle foto agli inquirenti. La lettera raccontava di strani movimenti nel boschetto poco distante dalla stazione di S.Giuliano Terme nei giorni in cui spariva Roberta Ragusa a San Giuliano Terme, in provincia di Pisa. Di lei non si ha più notizia dalla notte tra il 12 e il 13 gennaio 2012.

 

 

 

 

 

 

 

Il giornalista Fabrizio Peronaci
Il giornalista Fabrizio Peronaci

Da allora ipotesi sulle responsabilità del marito Antonio Logli si sono rincorse ma senza trovare mai prove per accusarlo. Lo scorso marzo la Cassazione ha accolto i ricorsi presentati sia dalla Procura sia dalle parti civili, asserendo che quella di Roberta Ragusa è stato un omicidio e non un allontanamento volontario. Antonio Logli dovrà quindi presentarsi in tribunale e rispondere alle accuse di omicidio volontario e distruzione di cadavere, considerando che la stessa Cassazione ha escluso possa emergere «in modo evidente l’innocenza dell’imputato».

Da quel momento una serie di elementi sono emersi nel caso Ragusa, a cominciare proprio dalla presunta testimone che ha portato alla ribalta il boschetto e le tracce che lì potrebbero essere rimaste sepolte, forse assieme al corpo di Roberta Ragusa. C’è di strano che dal 18 aprile ad oggi gli inquirenti non hanno ancora controllato quanto possa esserci di vero nella cosiddetta “pista del boschetto”. Un comportamento che ha fatto ritenere poco credibile la tesi con un tira e molla sul caso Ragusa che ha impegnato vari media nazionali.

 

roberta ragusaIl 16 giugno scorso spunta un altro pezzo di questa storia tutta da verificare. Non solo nel boschetto ma anche nel vicino cimitero di Orzignano ci sarebbero stati movimenti strani. Su una tomba senza lapide appare la scritta “Vanni Emilia”. Il particolare era già stato notato nella prima parte dell’inchiesta, ma il nome ha destato qualche sospetto sia perché è molto diffuso in Toscana, sia perché la donna non risulta avere parenti. Quando poi è spuntata la tesi del boschetto, che è poco distante dal cimitero, allora i due episodi sono stati collegati.

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto dal profilo Facebook del giornalista Peronaci che mostra il terreno  prima e dopo
Foto dal profilo Facebook del giornalista Peronaci che mostra il terreno prima e dopo l’intervento di due notti fa

Allo stesso modo alcuni oggetti ritrovati nel boschetto hanno suscitato non poca attenzione oggi al vaglio degli inquirenti nella speranza di una svolta. Eppure, dopo che i Carabinieri hanno fatto sapere di un sopralluogo in programma nel boschetto accade un “imprevisto”: due notti fa qualcuno è andato sulla presunta “tomba” indicata dalla sedicente testimone e ha smosso il terriccio. A testimoniarlo sono le fotografie che lo stesso Fabrizio Peronaci ha pubblicato sulla sua pagina Facebook. Un altro giallo dunque su chi e perché abbia compiuto tale gesto.
Vere, presunte o millantate, le ipotesi sul caso Ragusa si sono moltiplicate negli ultimi mesi e oggi più che mai si sente il bisogno di una verifica, di un chiarimento. La confusione non giova certo al necessario proseguimento delle indagini ed è per questo che serve ora un intervento dell’autorità inquirente, quanto meno per dirci se qualche elemento è o meno degno di nota.

 

articolo di Andrea B.

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Testimoni, mitomani, tombe rimosse: cosa succede nel caso Ragusa? ultima modifica: 2016-06-23T17:26:48+00:00 da info@cronacaedossier.it

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