Il terrorista e la lucida follia criminale

Il profilo psicologico del terrorista islamico e le ragioni che lo portano ad essere Muss Murder
11 settembre 2001
11 settembre 2001

Nella psiche di ognuno di noi c’è un angolino dove è conservato un patrimonio di immagini collettive in grado di suscitare sentimenti di terrore e delle quali siamo, spesso, incoscienti, ma che possono attivarsi con episodi di vissuto emozionale causati dagli eventi quotidiani. Risentire della traumaticità negativa di questi, o meglio ancora del ricordo di essi che in seguito e in maniera cadenzata rinnova il trauma. È un po’ quello che accade quando la nostra psiche vive o ricorda ad esempio un episodio di terrorismo.

 

Ground Zero, New York City
Ground Zero, New York City

Nell’azione terroristica, l’evento in sé è il prodotto finale dell’attività criminosa stessa, una specie di escatologia dell’azione dannosa. Scopo del terrorista è appunto quello di generare terrore, ovvero condizionare il vissuto emozionale dei soggetti passivi dell’azione. Chiaramente la gamma delle tipologie di attacco è variopinta e finalizzata a produrre un tipo diverso di sconvolgimento mentale secondo i mezzi e gli obiettivi che il terrorista sceglie di utilizzare, ne consegue che anche la parte di immaginario collettivo della comunità colpita che viene attivata e sollecitata dall’azione sarà multipla.

Gli atti di terrorismo che più hanno sconvolto gli animi negli ultimi 15 anni, partendo dall’11 settembre 2001 a New York, sono soprattutto di matrice islamica e dunque diventa interessante capire cosa possa esserci alla base della scelta individuale di far parte del cosiddetto “terrorismo islamico”. Dall’11 settembre 2001 viviamo tutti nel terrore di poter essere i prossimi a cadere vittime dell’imprevedibilità del regime del terrore. Dunque, ognuno di noi si sarà più volte chiesto quali possano essere le ragioni che spingono un essere umano al compimento di azioni distruttive che vedono nel suo stesso sacrificio, per primo, l’attuazione dell’azione criminale medesima.

 

Osama Bin Laden
Osama Bin Laden

Certamente l’azione terroristica ‒ nell’ottica di chi agisce ‒ si legittima con la religione, ma le ragioni profonde della sua forza sono psicologiche. Oggi sappiamo che lo Stato Islamico offre, a chi è disposto ad immolarsi per la sua causa, risposte e ricompense inestimabili a chi ha bisogno di certezze sul piano della significatività esistenziale, come l’attribuzione di senso alla propria stessa vita. Lo Stato Islamico inoltre, fa leva sulla disperazione di chi vive in territori degradati ed offre opportunità a chi ha bisogno di rivalsa e di riscatto sociale, offre le donne ai combattenti, sfrutta i social network per fare propaganda, usa la musica per creare identità e rafforzamento nell’immaginario collettivo, affina la manipolazione psicologica per reclutare i suoi combattenti. Certamente i terroristi non sono “matti” come spesso capita di appellare coloro che si macchiano di azioni terroristiche. Lo Stato Islamico ha bisogno di arruolare persone affidabili scartando dunque coloro che mostrano avere segni di squilibrio rischiando di compromettere il buon esito dell’azione criminale. Pensiamo ad esempio agli atti terroristici del 13 novembre 2015 eseguiti dal commando di Parigi, il quale si è mosso secondo strategie ben pianificate, incompatibili con disturbi mentali gravi.

 

isisPertanto, anche se non esiste un concetto universale del profilo del terrorista, possiamo comunque identificare alcune caratteristiche e meccanismi di pensiero comuni: si tratta per lo più di giovani, single, astuti e ambiziosi, spesso di media cultura (come Mohamed Atta, il terrorista dell’11 settembre), indottrinati nelle scuole che insegnano il Jihad, con traumi alle spalle come la morte o il ferimento di familiari, spesso integrati nella cultura occidentale. Il terrorista possiede inoltre buone capacità di concentrazione per il raggiungimento del suo obiettivo e nutre forti aspettative di riscatto e crescita sociale, supportate da una fede incondizionata nel Corano che accetta senza critica. Annulla la sua vita certo che il suo martirio sia il sistema più nobile per raggiungere l’Aldilà.

Il terrorista così caratterizzato è in grado di operare, attraverso un meccanismo di “disumanizzazione delle vittime”, un forte distacco emotivo dalle stesse, minimizzando le loro sofferenze e reprimendo così ogni freno inibitorio, fidandosi ciecamente delle giustificazioni morali che gli sono inculcate.

isis_timeline_poster_header1400620613Ultimamente, in riferimento a fatti di terrore recenti, si è sentito spesso parlare dei cosiddetti “lupi solitari”. Secondo l’Europol, nella sua analisi degli attacchi di singoli attentatori, questi hanno spesso dei “problemi mentali”, aspetto che, legato all’ideologia o alla religione, diventa “un’aggravante” in grado di rafforzare l’attacco. I “lupi solitari” fanno pensare alla tipologia criminale del Mass Murder, l’assassino di massa, ossia colui che, secondo la definizione dell’FBI, uccide un minimo di quattro persone nello stesso luogo e nello stesso tempo. I motivi principali per il quali il Mass Murder uccide sono: vendetta, depressione (il Mass murder vuole “uscire dal mondo” portando con sé tutto ciò su cui ritiene avere grande ed imprescindibile responsabilità, come il “suicidio allargato”), psicopatologia, “missione”.

 

isisiÈ in quest’ultima categoria che possiamo ascrivere i “lupi solitari” che le cronache degli ultimi tempi ci hanno fatto conoscere: il Mass Murder crede che la società sia patologica, affetta da “malattia” motivo per il quale va soppressa, va salvata; lo scopo è quello dimostrativo di attirare l’attenzione, ed essere ricordati come eroi che portano a termine una missione.

Così il Mass Murder-lupo solitario, quale personalità già di per se stessa fragile, disturbata, incontrando e condividendo principi, svincolata da qualunque comando organizzato, abbraccia la sua missione spesso facendosene così portavoce ed eroe solitario.

 

articolo di Francesca De Rinaldis

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Il terrorista e la lucida follia criminale ultima modifica: 2016-10-15T14:52:15+00:00 da info@cronacaedossier.it

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