Sud, Nord, espatrio: ecco gli italiani di oggi     

I dati che accompagnano il fenomeno dell’espatrio delle nuove generazioni italiane, dal Sud al Nord per poi lasciare il Paese






Migrazione 4Le migrazioni, specie da Sud verso Nord, hanno rappresentato un fattore di primaria importanza nell’evoluzione della società, assumendo caratteristiche differenti a seconda del contesto storico geografico di riferimento. La  nostra penisola è sempre stata terra di emigranti. La storia dell’emigrazione italiana, difatti, può essere suddivisa in due grandi periodi: quello che va  dalla fine dell’800 e gli inizi del ‘900  con migrazioni prevalentemente transoceaniche e quello delle migrazioni interne ed europee che è iniziato alla fine della Seconda guerra mondiale, a partire dagli anni ‘50. Le prime grandi migrazioni di massa, che hanno interessato dapprima le regioni settentrionali, più facilitate negli spostamenti per le migliori condizioni socio economiche e ambientali,  si sono verificate tra il 1876 e il 1886. Nei due decenni successivi, in seguito alla crisi agraria, il primato migratorio è passato alle regioni meridionali, con un numero elevatissimo di persone emigrate  da Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Il viaggio per mare rappresentò, in quegli anni, per molti italiani l’inizio di una nuova vita.  Gli emigrati si ripartirono tra Francia, Germania, Argentina, Brasile e Stati Uniti.

 

Migranti per anno di emigrazione e ripartizione geografica di origine (%) 

1876             1900            1910               

Nord         86,7              49,9              40,6

Centro        6.7              10,0              13,2

Sud            6,6              40,1              46,2

Totale      100,0            100,0             100,0

Fonte: Rapporto Migrantes Italiani nel mondo. Elaborazioni su dati Istat

espatrioNel periodo tra le due guerre mondiali, le migrazioni diminuirono e ci fu  una conseguente riduzione degli espatri.
Il secondo periodo, che parte dalla fine della Seconda guerra mondiale, ha visto invece la ripresa delle migrazioni italiane interne e verso l’estero. Gli anni del “miracolo economico” evidenziarono il forte divario tra nord e sud che si era già visto in precedenza, costringendo milioni di meridionali a spostarsi nei grandi centri industrializzati del settentrione e all’estero. Le mete europee più ambite  furono la Francia, la Svizzera e la Germania. Dagli anni ‘70 diminuirono le destinazioni extraeuropee a causa delle numerose restrizioni stabilite per gli ingressi, si ridussero i flussi internazionali e, intorno agli anni ’80, si verificò un livellamento tra espatri e rimpatri. Negli anni successivi, anche se il movimento migratorio degli italiani non si è mai placato, si è verificata un’inversione di tendenza. L’Italia da terra di emigrati è divenuta terra di immigrati trasformandosi in una società multietnica e multiculturale.




espatrioDando uno sguardo alla storia delle migrazioni italiane, si denota un forte divario tra Nord e Sud che mette in evidenza un paese spaccato in due sul fronte migratorio. Negli ultimi anni, la situazione non è cambiata.

Secondo il Rapporto Svimez 2012, nel 2010 circa 109.000 abitanti hanno abbandonato il Mezzogiorno per spostarsi principalmente nelle regioni  del Centro–Nord. Il maggior numero di partenze ha interessato la Campania (34100); a seguire la Sicilia (23900), la Puglia (19400) e la Calabria (14400). Le regioni più attrattive per il Mezzogiorno sono state Lombardia e Emilia Romagna. Per Abruzzo, Molise e Campania la prima regione di destinazione è stata il Lazio.

Le cause delle migrazioni attuali non sono uguali a quelle del passato. Nel corso degli anni si è verificata un’evoluzione socio economica che ha fatto emergere situazioni differenti.
Prima si emigrava con una scarsa alfabetizzazione o con titoli di studio molto bassi;  oggi invece è molto evidente il fenomeno della “fuga dei cervelli”. Gli ultimi dati Istat, dimostrano le differenze nella distribuzione dei flussi in uscita rispetto al titolo di studio posseduto: la quota di laureati è passata dall’11,9% del 2002 al 27,6% del 2011, mentre la quota di emigrati con titolo fino alla licenza media è passata dal 51% al 37,9%. Le principali mete di destinazione sono la Germania, la Svizzera, il Regno Unito e la Francia che, messe insieme, assorbono il 44% degli emigrati di 25 anni e più. I più propensi all’espatrio sono al momento i cittadini del Centro-Nord. Al di fuori dell’Europa ci si reca soprattutto negli Stati Uniti e in Brasile. Si potrebbe continuare all’infinito,  ma questi brevi cenni ci dimostrano che la storia – anche quella dell’immigrazione – si ripete, seppur con dinamiche differenti.

di Gelsomina Napolitano       @gelsominamail



Sud, Nord, espatrio: ecco gli italiani di oggi      ultima modifica: 2014-02-15T18:37:04+00:00 da info@cronacaedossier.it

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