La strana morte del brigadiere Mario Guzzetta

Le sorelle ed il fratello di Guzzetta non credono alle cause naturali e chiedono nuove indagini: ecco gli elementi pro e contro la versione ufficiale

 

Campagnano di Roma
Campagnano di Roma

È stato semplice e sbrigativo liquidare il decesso di Mario Guzzetta, avvenuto a Campagnano di Roma il 4 agosto 2000, come conseguenza di un arresto cardiocircolatorio in un soggetto già affetto da diverse patologie. Nella dichiarazione ed accertamento della morte stilati dal medico curante Dott. Massimiliano Pasquetti, si leggeva: «Il decesso è avvenuto in seguito a causa naturale per le seguenti patologie: broncopneumopatia cronica ostruttiva; cardiopatia, insufficienza cardiaca, ipertensione arteriosa». Il medico necroscopo certificò di aver visitato il cadavere e di aver rilevato segni di morte, ma non segni o indizi di morte dipendente da causa delittuosa.

 

cancelloAllora perché i familiari di Guzzetta non hanno mai creduto a questa versione e non accettano la richiesta di archiviazione del procedimento fatta dal pm Roberto Staffa il 25 maggio 2001? E chi era Mario Guzzetta? Nato ad Arbus, Ca, il 17 giugno 1950, era un Brigadiere dei carabinieri in pensione che però lavorava alle dipendenze di un noto personaggio romano, l’oncologo Pier Carlo Gentile, come giardiniere ed addetto al rigoverno degli animali presso la villa a Campignano, località Valle del Baccano, Strada Fontanile dell’Oppio. Viene rinvenuto cadavere dalle due figlie alle 13:30. Assieme al 118 intervengono anche il sostituto del medico di famiglia e i Carabinieri. Non viene chiamato il  magistrato perché, si giustificheranno i militari, era il 4 agosto e pure di venerdì. Il Dott. Staffa aveva richiesto l’archiviazione poiché in virtù degli accertamenti e della consulenza tecnica eseguiti non erano emersi elementi per ritenere che il decesso fosse stato determinato da azioni od omissioni di terze persone e, quindi, riteneva non sussistenti le condizioni per l’esumazione del corpo, come invece richiesto dai familiari.

 

carabinieriIl consulente Dott. Leonardo Grimaldi aveva concluso che la morte fosse avvenuta tra le ore 11:30 e le ore 14:00 circa, causata con elevata probabilità da un’insufficienza cardio-respiratoria acuta, in soggetto già affetto da insufficienza cardiaca e respiratoria di tipo cronico. Evidenziava poi, pur non avendo visto né il cadavere, né il luogo del ritrovamento, che sul corpo «sono state riscontrate lesioni compatibili con la caduta a terra e con l’azione della microfauna cadaverica (formiche); sono stati rilevati inoltre fenomeni tanatologici consecutivi (ipostasi) e segni compatibili con la morte da insufficienza cardio-respiratoria (cianosi del volto, fuoriuscita di liquido di edema dalla bocca)».

 

 

In merito alle lesioni indicate nell’atto di denuncia presentato dai parenti ‒ principalmente ecchimosi sull’occhio destro, area violacea sulla nuca come delle strisciate, fuoriuscita di sangue dall’orecchio destro ‒ «possono anch’esse trovare spiegazione nei fenomeni naturali legati sia al tipo di morte che ai fenomeni post mortali. Ad ogni modo ‒ in base agli elementi raccolti ‒ difficilmente queste lesioni possono trovare una spiegazione unitaria rappresentata dalla genesi traumatica esogena». Esprimendosi su un’eventuale esumazione del cadavere il Dott. Grimaldi era stato chiaro: «Non potrebbe consentire di evidenziare la presenza di lesioni a carattere vitale a carico dei tessuti molli, sarebbe però sicuramente possibile eseguire un esame dello scheletro per la ricerca di eventuali fratture».

 

occhialiI parenti avevano riscontrato sul corpo di Mario, poi trasportato presso l’abitazione, un graffio di circa 4 cm a forma di mezzaluna sul mento, uno di circa 4/5 cm sulla guancia destra ed un altro sul sopracciglio destro di circa 2 cm, nonché una tumefazione sull’occhio destro e segni di strisciate sulla testa e numerose chiazze rosse sulle braccia. Segni non riscontrati precedentemente. Anche in merito al tipo di bara e di sepoltura scelti dalla moglie e dalle figlie, il fratello e le sorelle di Mario avevano avuto diverse perplessità già ad ottobre 2000, infatti così esponevano: «Poco prima del funerale è stato deciso l’utilizzo di una bara di legno rispetto a quella di zinco ed è stato tumulato in terra in luogo del previsto tombino, in seguito ad una strana telefonata giunta presso l’agenzia funebre. In tal modo è soggetto a più celere processo di decomposizione».

 

Non venne effettuata l’autopsia, quindi non fu possibile stabilire il momento esatto del decesso, non venne fatta documentazione fotografica, quindi non venne stabilita l’esatta posizione del corpo, né vennero esaminate le condizioni del luogo in cui venne trovato. Discordanze emersero anche in merito alle condizioni del cancello di ingresso alla villa. Linda, figlia di Mario, dichiarò di essersi recata sul posto alle ore 13:30 con la sorella Noemi e di aver dovuto forzare il cancello; il Dott. Gentile dichiarò di non essere presente in villa al momento del decesso, ma escluse categoricamente la presenza di segni di scasso sul cancello.

Come se tutto ciò non bastasse, a gettare ombre sull’accaduto c’è pure la questione degli occhiali di Mario, affetto da retinopatia ipertensiva grave e per ciò costretto a portarli sempre. Vennero invece ritrovati integri dentro un locale adibito a deposito attrezzi. Sono trascorsi 15 anni e a tutt’oggi i familiari di Mario Guzzetta non hanno mai avuto alcuna notizia in merito all’archiviazione o meno del procedimento.

 

 

articolo di Paola Pagliari

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La strana morte del brigadiere Mario Guzzetta ultima modifica: 2016-10-15T14:49:04+00:00 da info@cronacaedossier.it

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