Strage di Erba, Schembri: «Vi sono intercettazioni mai acquisite»

L’avvocato di Olindo e Rosa interviene ai microfoni di Radio Cusano sulla strage di Erba e rilancia: «Molte intercettazioni ambientali furono accantonate»

 




 

ErbaL’inchiesta sulla strage di Erba torna d’attualità, una sorta di seconda vita dopo la conferma dell’ergastolo nel 2011 per i coniugi Olindo Romano e Rosa Bazzi. Entrambi furono condannati per l’assassinio di Raffaella Castagna (30 anni, disoccupata ma volontaria in una comunità di assistenza a persone disabili), Paola Galli (60 anni, casalinga e madre di Raffaella) e il piccolo Youssef di 2 anni e 3 mesi (figlio di Raffaella).

 

fabio schembri
L’avvocato Fabio Schembri

Sono gli avvocati di Olindo e Rosa a tentare una riapertura del caso sulla base di elementi finora non presi in considerazione. Intervenuto ieri pomeriggio a La Storia Oscura su Radio Cusano Campus, è l’avvocato Fabio Schembri a chiarire quanto sta accadendo in queste ore in merito ad una possibile svolta processuale per la strage di Erba.  Intervistato dal conduttore Fabio Camillacci ha fatto sapere innanzitutto che «non è stata ancora depositata un’istanza di revisione del processo. Per un’istanza di revisione occorrono degli elementi che siano completamente nuovi. Noi stiamo lavorando proprio su questo – ha spiegato l’avvocato Schembri –. A tutt’oggi è pendente un ricorso alla Corte europea che già di per sé potrebbe costituire un elemento di revisione. Naturalmente noi vorremo presentare un’istanza di revisione completa, corredata da una serie di elementi di carattere dichiarativo e scientifico».

 




 

olindo e rosa
Olindo e Rosa

Le sue affermazioni giungono a completamento di quanto è stato pubblicato nei giorni scorsi dai media in merito ad una possibile riapertura del caso. L’obiettivo è esaminare «tracce non rilevate durante le indagini espletate nel lontano 2007», avevano fatto sapere gli avvocati Nico D’Ascola, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux all’inizio di aprile. A tali elementi si aggiungono le intercettazioni che durante le prime indagini pare non abbiano ricevuto la dovuta attenzione. «Nella sentenza di primo grado si disse che Olindo Romano e Rosa Bazzi, nonostante fossero sotto intercettazione, non parlavano mai delle povere vittime e questo secondo molti era un indizio della loro colpevolezza – ha fatto sapere l’avvocato Fabio Schembri –. In realtà le indagini erano piene di intercettazioni ambientali tra Olindo e Rosa dove i due parlavano senza sapere di essere intercettati e si interrogavano su chi potevano essere gli autori di questa strage e manifestavano solidarietà nei confronti di Frigerio. Nella vita si può fingere, ma in questo caso sarebbero attori da Oscar».

 

Copertina di Cronaca & Dossier numero 6
Il numero di Cronaca&Dossier  dedicato alla strage di Erba

Nell’ottica della difesa sarebbero proprio quelle intercettazioni un elemento che potrebbe motivare una riapertura del caso in quanto «quelle intercettazioni furono accantonate – ha continuato il legale –. Queste intercettazioni sono elementi da considerarsi nuovi, in quanto mai valutate dai giudici, e possono essere elementi da inserire nell’istanza di revisione del processo».

Nel corso della puntata di ieri a La Storia Oscura è intervenuta anche la giornalista Paola Pagliari che il 22 marzo scorso, come Presidente dall’associazione “Gli amici di Rosa Bazzi e Olindo Romano”, aveva sostenuto la necessità di riaprire le indagini. Medesimo appello era stato lanciato anche da mondo della Criminologia. In particolare il criminologo Gianfranco Marullo rilasciò un’intervista nell’estate del 2014 evidenziando tutti i punti che necessitavano di ulteriori approfondimenti. Un caso tutt’altro che risolto insomma, con i due coniugi che però restano in carcere perché, ad oggi, sono loro i colpevoli per la strage di Erba.

 

articolo di Andrea B.

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Strage di Erba, Schembri: «Vi sono intercettazioni mai acquisite» ultima modifica: 2016-04-29T15:22:16+00:00 da info@cronacaedossier.it

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