Strage di Erba, inizia la caccia al DNA  

Dopo l’Associazione “Amici di Olindo e Rosa” e l’appello dal mondo della Criminologia, ora i legali della coppia chiedono la revisione per la strage di Erba

 




 

Ricostruzione strage Erba -foto 1
Ricostruzione scena del crimine strage di Erba prodotta da Cronaca&Dossier

Per la strage di Erba potrebbe aprirsi un nuovo capitolo. L’11 dicembre 2006 persero la vita Raffaella Castagna di 30 anni (disoccupata ma volontaria in una comunità di assistenza a persone disabili), Paola Galli di 60 anni (casalinga, madre di Raffaella) e il piccolo Youssef di 2 anni e 3 mesi (figlio di Raffaella). Nell’appartamento localizzato al piano superiore il corpo esanime della vicina di casa Valeria Cherubini (moglie di Mario Frigerio, unico sopravvissuto grazie ai primi soccorsi). Per la strage di Erba sono stati condannati Olindo Romano e Rosa Bazzi, i coniugi vicini di casa di Raffaella Castagna.

Ora quella storia potrebbe essere vicina ad una revisione, o quantomeno è ciò che chiedono i legali dei Olindo e Rosa. L’obiettivo è individuare «tracce non rilevate durante le indagini espletate nel lontano 2007», fanno sapere gli avvocati Nico D’Ascola, Fabio Schembri e Luisa Bordeaux, che presso la Corte d’Appello di Brescia hanno presentato la domanda di revisione.

 

olindo e rosa
Olindo Romano e Rosa Bazzi

Quest’ultima si basa su accertamenti non compiuti al momento delle indagini, come «l’approfondita analisi dei reperti giacenti presso la cancelleria del Tribunale di Como, nonché dei campioni biologici presenti presso l’Università di Pavia e presso il RIS di Parma» ritenendo «assolutamente utile e necessaria per la ricerca di elementi probatori che possano perorare l’estraneità dei coniugi Romano in ordine alla cosiddetta “Strage di Erba”». Non ultimi i reperti piliferi presenti sulla maglia di Youssef, un accendino ed altri elementi che giacciono senza che alcuna analisi venne eseguita. I legali di Olindo e Rosa sono coadiuvati dalla genetista forense Dottoressa Sarah Gino, già nota per essere parte della difesa di Massimo Bossetti per il caso Yara Gambirasio.

 

 




 

«Le attuali, moderne e più precise strumentazioni di analisi genetico forense ‒ hanno fatto sapere i legali dei coniugi ‒ potrebbero, infatti, permettere di rilevare sui reperti rinvenuti sulla scena del delitto (es. mazzo di chiavi, vestiti vari, mozziconi di sigaretta e altro) tracce non rilevate durante le indagini espletate nel lontano 2007 e riconducibili a diversi soggetti rispetto ai coniugi Romano».

 

Copertina di Cronaca & Dossier numero 6
Cronaca&Dossier n. 6 (luglio-agosto 2014)

Dunque la verità potrebbe trovarsi nell’Ufficio corpi di reato del Tribunale di Como dove tutti i reperti sono stati conservati fino ad oggi, così come sostenuto il 22 marzo scorso anche dall’associazione “Gli amici di Rosa Bazzi e Olindo Romano”, la quale «nella persona della  sua presidente Dr Paola Pagliari, […] ha incontrato presso il suo studio legale l’avvocato penalista Sabrina Rondinelli, alla quale è stato conferito mandato per la disamina degli atti inerenti la cosiddetta strage di Erba».  Medesimo appello era stato lanciato anche da mondo della Criminologia. In particolare il criminologo Gianfranco Marullo rilasciò un’intervista nell’estate del 2014 (con un numero dedicato alla strage di Erba) evidenziando tutti i punti che necessitavano di ulteriori indagini.

Ora non resta che attendere l’esito della richiesta di revisione che, come hanno spiegato gli avvocati dei coniugi, «potrebbe fare emergere nuove prove utili per la difesa dei coniugi Romano […] e l’esito positivo dell’incidente probatorio certamente renderebbe ammissibile e non manifestamente infondata una domanda di revisione».

 

 

articolo di Andrea B.

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Strage di Erba, inizia la caccia al DNA   ultima modifica: 2016-04-09T12:18:54+00:00 da info@cronacaedossier.it

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