Strage di Bologna, il centro esatto di ogni depistaggio

Uno degli attentati più violenti del periodo della “strategia delle tensione” è proprio la Strage di Bologna: anche in questo caso passa sospetta l’ombra dei servizi segreti.

000È un luglio torrido quello del 1980, quando il colonnello Amos Spiazzi di Corte Regia viene incaricato da apparati del SISDE di indagare sulla possibile riorganizzazione dei gruppi eversivi di destra. Strano, stranissimo questo incarico per un uomo che Gianadelio Maletti definiva qualche mese prima «pieno di entusiasmo, un vero signore, professionalmente ottimo, politicamente però un lattante, un vero ingenuo». Eppure Spiazzi si mette subito all’opera, aveva voglia di rendersi utile dopo aver scontato quasi sei anni di carcere per il sospetto (in verità poi rientrato) di aver partecipato al perverso “golpe Borghese”. Perché il SISDE si affidi a lui è un mistero nel mistero, ma tant’è. E Spiazzi qualcosa di interessante lo porta a casa, subito, con incredibile velocità per uno che stava in carcere fino a poche ore prima, riuscendo a contattare Francesco Mangiameli, infiltrato nella galassia neofascista. E Mangiameli dice apertamente che per agosto è previsto «un gran botto», lui è sicuro. E Spiazzi gli crede, consegnando ai servizi segreti un rapporto su quanto ha scoperto, il 31 luglio 1980, 48 ore prima della strage di Bologna. Mangiameli stavolta però ha sbagliato interlocutore, perché un mese dopo verrà ucciso dai coniugi Fioravanti, si dirà per questioni economiche legate ai NAR e all’evasione di Concutelli, ma certo la circostanza è sospetta, dal momento che proprio strage di BolognaGiusva Fioravanti e Francesca Mambro saranno accusati per la strage di Bologna. Ma se il SISDE ha per le mani un’informativa che scotta, il centro di questa vicenda, dopo la conta dei morti e dei feriti passa in mano al SISMI, che con i suoi massimi vertici organizza un depistaggio (conclamato da sentenza negli anni successivi) a dir poco spettacolare. Pietro Musumeci e Giuseppe Belmonte, al vertice del SISMI, produssero un dossier chiamato senza neanche troppa fantasia Terrore sui treni. Dossier compilato sulla base del ritrovamento di una valigia, a gennaio 1981, sul treno Milano-Taranto, contenete esplosivo e oggetti personali di estremisti di destra, esplosivo uguale a quello della strage di Bologna. Quella valigia era stata lasciata li proprio su ordine dei vertici del SISMI, con l’immancabile beneplacito del vertice della P2, proprio per spostare l’attenzione sui gruppi eversivi neri. Ma perché ci si chiederà anni dopo, quando gli stessi vertici del SISMI saranno condannati per calunnia aggravata. Il sospetto più grande, mai confessato, riporta ancora una volta alla Libia, alla volontà per ragioni economiche e politiche di coprire le responsabilità di quel paese canaglia con cui l’Italia aveva interessi chiari e poco chiari da condividere e che sarebbero andati in pezzi qualora si fosse scoperto che loro, proprio loro, potevano aver ucciso senza pietà cittadini innocenti.

 

articolo di Mauro Valentini

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Strage di Bologna, il centro esatto di ogni depistaggio ultima modifica: 2015-07-28T15:17:10+00:00 da info@cronacaedossier.it

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