Stamina sì o Stamina no? Ecco il nostro dossier

Approfondimento sul caso Stamina, il caso scientifico più discusso degli ultimi mesi ai raggi X

LaboratoryNon si placano le polemiche di questi ultimi giorni sul metodo Stamina: da una parte gli schierati a favore del metodo sviluppato dal prof. Davide Vannoni, dall’altra coloro che invece si oppongono all’utilizzo di un protocollo che ancora oggi non mostra segnali di piena sicurezza e validità. «Una cura pericolosa e scadente» è il titolo dei quotidiani che hanno supervisionato i verbali di una relazione condotta insieme dai carabinieri dei Nas, dall’Istituto Superiore di Sanità, dal Centro Nazionale Trapianti e dall’Agenzia italiana del Farmaco (Aifa), nei quali sono chiaramente espressi sostanziali dubbi circa il metodo di infusione delle cellule da un paziente all’altro. «Il metodo Stamina non esiste dal punto di vista Monocot_Stem_xsscientifico», è quanto ha sentenziato il ministro della Sanità, Beatrice Lorenzin, all’inaugurazione dell’Ospedale di Oftalmologia di Chieti, dove ha incontrato il padre di Noemi, bambina affetta da atrofia muscolare spinale e alla quale erano state negate le cure compassionevoli il 25 novembre scorso. La Ministra si è detta fiduciosa sulla nuova Commissione di esperti che interverrà per giudicare ulteriormente la validità del metodo, dopo la bocciatura dello scorso 4 dicembre. Ma in cosa consiste il cosiddetto “metodo Stamina”? Innanzitutto prevede il prelievo di cellule staminali mesenchimali (solitamente destinate a formare tessuto osseo e adiposo) dal midollo osseo dei pazienti, successivamente le cellule sono purificate e manipolate in vitro per almeno due ore, dove ricevono un trattamento di acido retinoico, che sembra guidare il fenotipo pluripotente delle cellule NCI_laboratorystaminali (cioè in grado di dare origine ad ogni tipo di cellula del nostro organismo) verso il differenziamento in neuroni. A questo punto i neuroni sono pronti per essere infusi direttamente nel paziente malato. Un metodo che per una prima analisi generale può essere considerato di semplice applicazione, ma secondo Vannoni in grado di curare pazienti con patologie neurodegenerative anche molto diverse tra loro, che abbiano diversa sintomatologia e diverso decorso. Ogni campione viene quindi prelevato dal midollo osseo dei donatori dal personale degli Spedali Civili di Brescia, (dove attualmente sono siti i laboratori di Vannoni) e consegnato agli operatori di Stamina che, secondo una procedura ancora segreta, si occupano della separazione cellulare, della proliferazione e della manipolazione estensiva. La relazione di oltre trecento staminapagine condotta dai Nas mette in luce un quadro abbastanza critico: in primis la mancata conoscenza del metodo applicato, per quanto concerne tutti i dettagli del protocollo, così come il rischio di malattie infettive per assenza di controlli delle cellule del donatore (in particolare non sono disponibili i risultati dei test per alcune malattie infettive, come la sifilide e il virus Hiv). I fascicoli contenenti i risultati delle analisi condotte dai Nas nei laboratori di Vannoni agli Spedali Civili di Brescia, sono finiti direttamente sui banchi della Procura di Torino che sta vagliando trentasei cartelle cliniche fino ad ora rilevate, nelle quali non si riscontrano miglioramenti di nessun genere. Vi sarebbe solo un caso di miglioria, descritto dal direttore sanitario della Regione Lombardia, Luca Merlino, promotore stesso del metodo Stamina nella propria regione. Tra i documenti in Procura vi sarebbero anche alcune mail scambiate tra lo stesso Vannoni ed il professore Camillo Ricordi, direttore della sezione di diabetologia dell’Università di Miami ed esperto in trapianti cellulari, da sempre schierato a favore del metodo Stamina. In queste mail emergerebbero dettagli sui dubbi espressi da Vannoni stesso e dal suo staff di ricercatori circa l’infusione delle staminali, non propriamente definite come tali. Nell’inchiesta nelle mani del procuratore Raffaele Guariniello sono ben tredici gli indagati fino ad ora scritti nel registro, compreso Davide Vannoni, accusato di somministrazione di farmaci pericolosi per la salute e rischiando anche il reato di omicidio colposo. Rimane inoltre da accertare se, in questa situazione molto delicata, i giudici possano sostituirsi agli scienziati, quando invece solo un confronto puramente scientifico potrebbe chiudere questo intricato dossier.

articolo di Alessia De Felice

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Stamina sì o Stamina no? Ecco il nostro dossier ultima modifica: 2015-04-13T16:52:11+00:00 da info@cronacaedossier.it

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