Sindrome da burnout: società a rischio

Salute, benessere e quotidianità ormai in pericolo: la sindrome da burnout è la malattia del terzo millennio

Great_Depression_(2882358170)Il temine “burnout” è stato introdotto per la prima volta negli anni ‘30 per indicare, dopo anni di successi e sacrifici, la difficoltà di alcuni atleti a portare avanti uno sport agonistico a causa di un forte esaurimento delle energie. Negli anni ‘70 il termine “burnout” è stato introdotto negli Stati Uniti nell’ambito lavorativo soprattutto in riferimento agli operatori delle helping professions (professioni d’aiuto), maggiormente esposti a tensioni. Burnout, tradotto in italiano, significa “bruciarsi”.

La sindrome da burnout si manifesta con insoddisfazione, delusione, agitazione, svuotamento, apatia e viene solitamente espressa con la fatidica frase: «Non ce la faccio più». Il soggetto non è più in grado di controllare lo stress perché avverte un forte senso di impotenza e la mancanza di controllo della situazione. Gli effetti di questo malessere si ripercuotono sia a livello personale con ansia, nervosismo, somatizzazioni, comportamenti devianti, sia nei contesti organizzativi con scarsa produttività, insofferenza e disattenzione.

D’altra parte, è noto che la società in cui viviamo è continuamente esposta a cambiamenti. Il progresso ha portato un Pankration_panathenaic_amphora_BM_VaseB610avanzamento a stadi superiori, ma anche un mutamento graduale e continuo dello stile di vita delle persone. Si è giunti ad una particolare concezione dell’esistenza umana che ha spinto gli individui a crearsi continuamente delle aspettative, dettate anche dalla speranza e dalla fede nel futuro. Nel corso degli anni, però, l’aspetto del rischio in un società come la nostra non è stato considerato correttamente o quanto meno è stato sottovalutato. La flessibilità nell’affrontare le cose, la scarsa valutazione, le trasformazioni avvenute negli anni, i tagli del welfare e tanto altro ancora hanno messo a repentaglio tutti quei numerosi aspetti della vita quotidiana tra cui il lavoro, la salute, il benessere: elementi fondamentali, ma non più scontati.

Dopo un modesto periodo di progresso e di fiducia, conquistato a fatica dai nostri avi, si guarda ora al futuro con preoccupazione e con un pizzico di amarezza per le scarse opportunità che esso offre; l’idea di sviluppo, ora, sembra essere ferma e in crisi.

10000_m_-_DM_2006C’è il timore di andare incontro ad una forte improduttività: la nostra società è dunque a rischio burnout. Come affermava il filosofo John Dewey: «Una società consiste in un certo numero di individui tenuti insieme dal fatto di lavorare in una stessa direzione in uno spirito comune e di perseguire mire comuni». Se le persone si ammalano, il malessere si diffonde e la nostra società si chiude in se stessa, diventando sempre più patologica e deviante. In Italia sono un milione e mezzo le persone che soffrono di depressione.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2020 la depressione sarà la seconda causa di malattia dopo quelle Atleta....cardiovascolari.

Le origini di queste patologie sono varie, ma bisogna intervenire efficacemente per evitare il burnout generale. La cura è lavorare sulle singole persone, ma anche sui gruppi di lavoro nelle quali esse sono inserite. È necessario analizzare prima i fattori di rischio e poi compiere azioni volte alla gestione dello stress, promuovendo il benessere individuale e di comunità. Questa è l’unica via d’uscita per evitare un grave rischio sociale che sembra sempre più dietro l’angolo.

 

articolo di Gelsomina Napolitano

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Sindrome da burnout: società a rischio ultima modifica: 2015-04-14T16:06:29+00:00 da info@cronacaedossier.it

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