Sextortion: le estorsioni sessuali tra adolescenti

La sextortion è una pratica molto diffusa tra i ragazzi ma ancora poco studiata: ecco come prevenire il fenomeno

Sextortion è una parola sconosciuta, una crasi, sta per “ricatto sessuale”, si tratta di uno dei pericoli più nuovi ed inquietanti del web. La cosa più preoccupante è che sta mietendo vittime tra i giovanissimi, tra i 16 e i 17 anni. È un fenomeno in crescita, da considerare e prevenire assolutamente, nell’ottica della tutela dei minori. Come avviene la sextortion? Come fa il minore a cadere in questa trappola?




3Innanzitutto definiamola: è un’estorsione a sfondo sessuale che è volta ad ottenere favori sessuali oppure denaro, tutto questo mediante l’utilizzo dello strumento informatico e della rete internet ‒ soprattutto dei social network, delle app di messaggistica istantanea e delle video chat ‒ al fine di costringere la vittima a pratiche di tipo sessuali o al pagamento di somme di denaro per evitare la diffusione di immagini compromettenti. Ovviamente queste immagini sono state precedentemente acquisite in modo consensuale o sotto minaccia.




4Se ne distinguono due forme: un primo tipo di sextortion è la conseguenza, il risultato negativo del sexting tra pari, ossia lo scambio di materiale osé tra coetanei; il secondo, invece, viene agito da gang criminali, si tratta di un’estorsione di caratura, quindi, internazionale, che colpisce anche gli adulti. Secondo l’Interpol quest’ultima tipologia verrebbe messa a punto in questo modo: il ricattatore assume l’identità di un uomo o di una donna attraente, capace di adescare la vittima; dopo aver ottenuto la sua fiducia, il criminale registra filmati della vittima mentre compie atti sessuali, e subito dopo la minaccia di farli circolare tra gli amici o di pubblicarli su Internet a meno che non venga pagata una somma di denaro.




2In Italia stiamo venendo a conoscenza del fenomeno in tutte le sue sfaccettature solo da qualche anno: si riscontrano casi in cui alcuni ragazzi si spogliano in webcam o mandano video o immagini ad alcuni coetanei, al fine di avere in cambio altre immagini o video, sempre a sfondo sessuale, invece poi quelle immagini vengono utilizzate per ricattare la vittima ed estorcere così denaro. Sempre tra gli adolescenti, può avvenire che, dopo una relazione, uno dei due partner minacci di diffondere pubblicamente ad amici o sulla rete il materiale sexy che la vittima stessa aveva inviato in precedenza, per vendicarsi della rottura della storia, per estorcere denaro o per infangare la figura dell’ex. Questo perché gli adolescenti si scambiano foto come prova d’amore o per tenere viva la sessualità nella coppia, non consci del pericolo insito nell’inviare ad un’altra persona immagini riguardanti la propria intimità e il proprio corpo. Oppure – e qui diventa ancora più pericoloso – è possibile imbattersi in casi in cui queste immagini di minorenni nudi o in atteggiamenti provocanti vengono intercettate da sex offender e trasmesse direttamente nel mercato pedopornografico.

sextortion
Esempio di chat con webcam

Al centro di questo reato si trova sempre l’intreccio tra cybersecurity e coercizione sessuale. Il problema di questo nuovo crimine sessuale dell’era digitale, alimentato da connessioni Internet onnipresenti e da un utilizzo sfrenato delle webcam, è il fatto che sia quasi interamente non studiato. Tale materia manca di una letteratura accademica. A parte rarissimi articoli scientifici che hanno dedicato energie significative al problema nel corso del tempo, e alcuni giornalisti che hanno trattato singoli fatti di cronaca, il fenomeno è stato in gran parte ignorato. Non ci sono ricerche complete che esaminano le domande più basilari che circoscrivono il problema: quanto sono comuni questi casi? Quali sono gli elementi chiave che li caratterizzano? Le nostre leggi sono adeguate ai fini delle indagini e del perseguimento di tale crimine?

maxresdefaultLa sextortion è purtroppo sorprendentemente comune. Il fenomeno si è manifestato inizialmente negli USA a partire dal 2010, per poi diventare pratica diffusa anche in Italia. Le denunce alla Polizia postale, infatti, sono passate da 400 nel 2013 a 1.700 nel 2015. Un aumento esponenziale. Le maggiori vittime sono i minori, principalmente di sesso femminile, ma aumentano anche di sesso maschile; la maggior parte sceglie di rimanere anonima e di non denunciare a causa della vergogna. Ma riportare quanto successo è il primo passo per cercare di risolvere la situazione e non trovarsi in un qualcosa di più grande e rischioso, difficile da gestire da soli, senza l’aiuto della famiglia e di esperti. Anche se a livello pratico è abbastanza semplice da descrivere, giuridicamente parlando, invece, sia a livello internazionale che nazionale, non esiste il reato di sextortion. Tale parola è uno slang utilizzato dalla pubblica accusa per delineare una serie di condotte criminali che in realtà non corrispondono esattamente ad un unico reato. Infatti, i casi di sextortion vengono perseguiti in base agli articoli di legge che puniscono la pedopornografia, altre volte le intrusioni informatiche, lo stalking o le estorsioni. Il termine, dato il recente sviluppo legato all’uso delle nuove tecnologie e i rischi connessi, manca, perciò, di una precisa e necessaria formulazione e regolamentazione legislativa.

 

articolo di Nicoletta Calizia @nicolecalizia

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Il numero 27 della rivista Cronaca&Dossier:

 

Sextortion: le estorsioni sessuali tra adolescenti ultima modifica: 2016-06-15T19:15:34+00:00 da info@cronacaedossier.it

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