Servizi Segreti, a 50 anni dalla riforma

 

Occuparsi dei servizi segreti vuol dire entrare in un labirinto nel quale è facile perdersi. Trattare poi le vicende inerenti i Servizi italiani diventa addirittura improbabile perché troppe sono le storie nelle quali essi sembrano comparire come fantasmi, attraversando fatti oscuri e delittuosi.

nicolò pollariIn occasione della ricorrenza dei 50 anni da una delle più importanti riforme dei servizi segreti nostrani, Cronaca&Dossier ha scelto di compiere assieme ai nostri lettori un viaggio nelle vicende tra le più rilevanti della Storia repubblicana italiana, passando dal SIM (Servizio Informazioni Militari) al SIFAR (Servizio Informazioni Forze Armate) e trascinando con sé migliaia di schede, documenti, informative e persino un tentato colpo di Stato (il celebre “Piano Solo”) come quello organizzato, e poi fermato, dal generale Giovanni De Lorenzo.
È il 1964 quando il cosiddetto “Piano Solo” dovrebbe trovare attuazione in Italia ma all’ultimo momento fallisce. Da lì inizia un’altra storia.
Esattamente 50 anni fa, nel giugno del 1965, con riorganizzazione a luglio e attuazione dall’anno successivo, si passa dal SIFAR (poi disciolto per decreto il 18 novembre 1965) al SID (Servizio Informazione e Difesa), segnando un punto di non ritorno nella storia dei servizi segreti in Italia.  

Sebbene gli uomini che avevano fatto parte del precedente Servizio si ritrovano in reparti diversificati e apparentemente più “gestibili”, sotto la direzione del suo primo direttore (l’ammiraglio Eugenio Henke), dal 1966 al 1970 (per poi tristemente continuare) inizia un’escalation che gli storici hanno sintetizzato nell’espressione “Strategia della tensione”: la bomba a piazza Fontana (Milano) nel 1969, il tentato golpe Borghese nel 1970, le stragi dell’Italicus e a piazza della Loggia nel 1974, il caso Aldo Moro nel 1978, le presunte coperture sui fatti legati ad Ustica e alla bomba alla stazione di Bologna nel 1980 e persino il possibile ruolo nelle delittuose vicende circa la morte dei giudici Falcone e Borsellino (1992).
La lista dei fatti di sangue nei quali i servizi segreti italiani sono stati chiamati in causa a vario titolo è lunga, ancora più lunga di quella appena indicata.
servizi segretiI servizi segreti cambieranno pelle tante volte nel corso dei decenni. Dal già citato SID si passerà nel 1977 (con legge n. 801 del 24 ottobre 1977) al SISMI (Servizio Informazioni e Sicurezza Militare) e al SISDE (Servizio Informazioni Sicurezza Democratica) distinguendo le competenze sulla sicurezza militare da quella civile; con la legge n. 124 del 3 agosto 2007 si passerà poi all’attuale AISE (Agenzia Informazioni e Sicurezza Estera) raccogliendo l’eredità del SISMI, e all’AISI (Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna) in sostituzione del SISDE.
Non è certo questa la sede per “giudicare” penalmente l’operato dei Servizi, ma è senz’altro questa l’occasione per porsi la domanda di natura storico-giornalistica se l’Intelligence nostrana si sia “limitata” a compiere coperture nelle suddette vicende o se vi sia stata una partecipazione attiva al punto da determinare l’accadimento di quei fatti.
Le recenti declassificazioni di documenti, i casi riaperti e i nuovi processi impongono un ritorno alla riflessione su vicende storiche per le quali si ha ancora la sensazione che non sia stato fatto abbastanza.

 

articolo di Pasquale Ragone

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Servizi Segreti, a 50 anni dalla riforma ultima modifica: 2015-07-28T15:33:25+00:00 da info@cronacaedossier.it

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