Serena Mollicone riesumata? Il papà: «Dai media notizie imprecise»

Dopo che il Gip ha disposto nuove indagini nel caso Serena Mollicone interviene il padre della vittima con precisazioni sulla possibile riesumazione





Guglielmo Mollicone
Guglielmo Mollicone

Da qualche giorno è stata diffusa la notizia della possibilità di una riesumazione del corpo di Serena Mollicone dopo la disposizione di nuove indagini da parte del Gip. Per questo motivo la famiglia Mollicone ha diffuso un comunicato per chiarire la propria posizione in merito. «Si tratta di una notizia   ̶  si legge nel comunicato  ̶  che è stata data al papà Guglielmo da alcuni giornalisti e che per un attimo lo ha profondamente turbato ma che in realtà, si è rivelata, inesatta».

 

 

Il 14 gennaio scorso il gip Angelo Valerio Lanna ha rigettato la richiesta di archiviazione disposta dal Pm. Secondo Lanna il caso Serena Mollicone ha bisogno di ulteriori approfondimenti, accogliendo di fatto la richiesta della famiglia della 18enne di Arce, brutalmente uccisa nel 2001, ovvero di eseguire il prelievo del DNA a tutti i cittadini di Arce, circa seimila persone, iniziando dagli uomini per poi effettuare il prelievo in un secondo momento anche alle donne del paese. Tale modalità, a discrezione della Procura, non è escluso che possa allargarsi anche agli abitanti dei paesi limitrofi.




palazzo cassinoTuttavia diversi media nazionali hanno diffuso la notizia che a quest’ultimo accertamento possa aggiungersi anche la riesumazione della salma di Serena Mollicone. La notizia appresa dai media non è stata ben gradita da Guglielmo Mollicone, padre di Serena, il quale ha diffuso un comunicato tutto il proprio disappunto. «In questo momento così delicato – spiega Guglielmo Mollicone amareggiato – in cui è stata tanta l’attesa e la tensione accumulata, in cui stanno per ricominciare le indagini, desidererei che i professionisti del settore stessero più attenti a dare questo tipo di notizie e che prima di scrivere informazioni così delicate, si informassero con attenzione. È una richiesta personale, fino ad ora gli addetti alla comunicazione hanno sempre lavorato in modo corretto e li ringrazio per avermi aiutato in tutti questi anni, standomi vicino e continuando a parlare a scrivere di Serena».

 

Avvocato Dario De Santis

La questione non è affatto marginale nell’economia del caso Serena Mollicone. L’osservazione di Guglielmo Mollicone è stata ripresa anche da Dario De Santis, avvocato della famiglia. «Nella mia qualità di legale del padre e dello zio di Serena, e poiché la notizia può arrecare turbamento alla famiglia di quest’ultima,   ̶  ha asserito l’avvocato De Santis   ̶  sento il dovere di fare le seguenti precisazioni: nella sua ordinanza, con la quale ha disposto la prosecuzione delle indagini, il Gip dottor Lanna, non ha disposto la riesumazione della salma; il Gip ha affermato che “forse non  sarebbe  nemmeno del tutto peregrina l’ ipotesi di procedere ad una riesumazione della salma”, al fine di uno specifico approfondimento di indagine; ma ha precisato che “il vaglio preliminare circa l’utilità e fattibilità di tale approfondimento, però, sono rimesse ad una valutazione di tipo più squisitamente tecnico, estranea all’attuale bagaglio di conoscenze dello scrivente”».
Insomma una riesumazione della salma di Serena Mollicone non sarebbe all’orizzonte ma solo nell’ipotesi, ad oggi lontana, che ciò possa essere tanto necessario quanto determinante ai fini della risoluzione del caso.

 

Redazione Cronaca&Dossier

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Serena Mollicone riesumata? Il papà: «Dai media notizie imprecise» ultima modifica: 2016-01-19T16:48:22+00:00 da info@cronacaedossier.it

One thought on “Serena Mollicone riesumata? Il papà: «Dai media notizie imprecise»

  • 10 marzo 2016 at 13:08
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    Altro prelievo di massa del DNA, altra violazione dei diritti umani. Povera Italia. Dispiace per la morte di quella povera ragazza, ma le lacune nelle indagini e l’incapacità degli investigatori di allora, non possono essere coperte con un altro caso Gambirasio. Perché questa del DNA è una favola, con le sue incertezze, con le necessità di amplificazioni, con le possibilità di contaminazione in laboratorio, con la possibilità di contaminazione involontaria e terza dei reperti (esempio: chi raccoglie i panni che poi una vittima indosserà, magari ha stretto la mano un minuto prima al dirimpettaio o ad un artigiano o commesso del paese e non le ha lavate). Ed eccoci ad alimentare metodi di indagine che sarebbero vietati, o quanto meno meglio regolamentati, in un paese civile e non schiavo dell’audience di “chi l’ha visto?”, “quarto grado”, ed imitazioni varie.

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