Scomparsi, i cari irrisolti di chi svanisce nel nulla

Documenti, Istituzioni e iniziative per combattere il fenomeno degli scomparsi

0«Questo è un fenomeno che desta allarme sociale, perché dietro ognuno di quei numeri e delle statistiche sugli scomparsi, c’è una persona che non si trova e il pianto dei familiari disperati». L’intervento del ministro Angelino Alfano pochi mesi fa, a margine di un convegno europeo sul fenomeno dal titolo eloquente La scomparsa delle persone: una sfida per i paesi UE sintetizza efficacemente, qualora ci fosse stato bisogno, quello che le cifre statistiche sugli scomparsi da sole non possono dire. Ogni anno in Italia gli scomparsi sono circa un migliaio. Nonostante la maggior parte venga ritrovata dopo pochi giorni, molti rimangono in quella sorta di oblio, in un mondo parallelo, da cui non arrivano segnali e che sembra inghiottire bambini, adulti e anziani in salute e in difficoltà. Per anni gli appelli, le ricerche e le grida di dolore sono passati soltanto attraverso gli organi di stampa; la televisione soprattutto, che con la sua invadente capillarità è stata dunque unica fonte di speranza per quanti, tra parenti e amici, hanno cercato un loro congiunto misteriosamente assente. Il governo italiano, nel 2007, venendo incontro proprio alle difficoltà incredibili in ordine logistico e normativo contro cui si scontravano ogni volta le ricerche, ha istituito una figura ad hoc per il contrasto al fenomeno degli scomparsi, cioè quella del Commissario straordinario Dati scomparsidel Governo per le persone scomparse. Questo Istituto, oltre ad un’azione più incisiva e di coordinamento tra i vari enti preposti a vario titolo nella ricerca di chi non è più tornato a casa, vuole anche essere elemento di raccordo internazionale e locale e di monitoraggio statistico attivo, per valutare eventuali picchi o cambiamenti di una piaga in continua mutazione. Piaga che però, leggendo i dati, si mostra costante nel tempo: dal 1974 al 2014 le denunce per gli scomparsi sono state circa 30.000, di questi più di due terzi sono stranieri, e di questi stranieri la maggior parte sono minorenni. Un dato che si spiega con il particolare flusso migratorio che il nostro Paese ha subito negli ultimi anni, che genera fisiologicamente numeri che non sempre, anzi quasi mai per fortuna, sono riconducibili a incidenti e altro di irreparabile, trattandosi spesso di persone non registrate; o peggio persone che, con generalità false si defilano andando a riempire la statistica senza un reale motivo di preoccupazione. Però, in questo calcolo quarantennale fornito dal Commissario nella sua relazione al 31 dicembre 2014, 1.628 minorenni italiani mancano all’appello, mentre 1.075 sono le persone over 65, a cui si deve sommare anche una quota di 169 cittadini italiani scomparsi all’estero, mistero Dati scomparsi 2se si può ancor più tragico per chi vive sulla pelle la perdita di un congiunto in Paesi lontani, dovuto alle difficoltà di comunicazioni o di relazione con gli Stati coinvolti. Si diceva del coordinamento che l’Ente effettua tra i vari attori in campo nello svolgimento delle ricerche, un coordinamento che ha proprio la logica funzione di mettere a disposizione le notizie e le possibili scoperte conquistate caso per caso: Vigili del Fuoco, Polizia e Carabinieri, la Protezione Civile insieme alle associazioni di volontariato come “Penelope” o “Telefono Azzurro”, finanche i sindaci e gli assistenti sociali hanno tutti un punto di riferimento unico che, facendo circolare le notizie, coordina gli interventi evitando anche e soprattutto inutili ricerche nei luoghi (fiumi, boschi o ospedali) già verificati da altri. Ed i risultati, a leggere la relazione di qualche mese fa dell’Alto Commissario Vittorio Piscitelli sono soddisfacenti, con un incremento dei ritrovamenti di due terzi degli scomparsi rispetto agli anni appena precedenti. Segno che il fenomeno non solo è monitorato dagli organi preposti, ma ha raggiunto soprattutto un altro importante risultato: sensibilizzare al fenomeno tutti gli attori che concorrono alle ricerche. Dunque il “tavolo tecnico di coordinamento” sembra funzionare, anche per l’efficacia determinante del dispositivo di legge 203/2012 che prevede (sono parole scritte proprio sul sito ministeriale) un «nuovo dovere civico» di fronte al fenomeno degli scomparsi, perché esso è stato di fatto svincolato da quel fuorviante senso di rispetto della libertà di movimento e di scelta del singolo individuo, che rimane di fatto garantito, ma che può e deve esser scavalcato di fronte a casi di scomparsa di anziani malati, di minori sicuramente in pericolo 0000o peggio, davanti ai casi di assenza improvvisa di donne che hanno una storia di violenza familiare conclamata. La legge 203 determina che «chiunque viene a conoscenza dell’allontanamento di una persona dalla propria abitazione o dal luogo di temporanea dimora e, per le circostanze in cui è avvenuto il fatto, ritiene che dalla scomparsa possa derivare un pericolo per la vita o per l’incolumità personale della stessa, può denunciare il fatto alle forze di polizia o alla Polizia locale». Nodo focale questo della denuncia, che deve esser immediatamente registrata, senza attendere quelle famose 48 ore che purtroppo, spesso sono state fatali. Il Legislatore ordina anche che «l’ufficio di Polizia che ha ricevuto la denuncia promuove l’immediato avvio delle ricerche dandone contestuale comunicazione al prefetto per il tempestivo e diretto coinvolgimento del Commissario straordinario per le persone scomparse e per le iniziative di competenza”. Oltre a questo, viene istituito un “Sistema di Ricerca Scomparsi” (detto RI.SC) che non è altro ciò che per anni programmi di servizio televisivo specializzati come Chi l’ha visto? hanno chiesto: una banca dati che contiene tutte le informazioni più significative sulle persone scomparse, da confrontare con i dati di corpi ritrovati senza documenti o di persone malate ricoverate senza identità negli ospedali, questo per giungere velocemente ad identificazione evitando così inutili sofferenze a chi, disperato, cerca un congiunto. Perché quei cortocircuiti burocratici insopportabili tra vari enti, spesso, hanno ritardato o peggio vanificato per sempre una felice soluzione.

 

articolo di Mauro Valentini

Vuoi leggere il numero completo di Cronaca&Dossier da cui l’articolo sugli scomparsi è tratto? Clicca qui, oppure sfoglialo qui sotto. È gratis!

Scomparsi, i cari irrisolti di chi svanisce nel nulla ultima modifica: 2015-09-21T14:28:30+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!