Scena del crimine: congelamento e ricostruzione

Nuove tecnologie e mondi virtuali al servizio delle Scienze forensi per ricostruire la scena del crimine

Uso della camera metrica per ricostruzione luoghi.Congelare la scena del crimine è sicuramente una delle prime, più importanti e delicate operazioni che la Polizia Giudiziaria deve mettere in atto appena giunge sul locus commissi delicti. Questa operazione permette infatti di cristallizzare, come su una fotografia, lo stato dei luoghi, con lo scopo di preservare la scena del crimine dalle inevitabili contaminazioni e, soprattutto, per poter tenere traccia e memoria dei dati che saranno poi necessari nella successiva operazione di ricostruzione della scena del crimine nel modo più fedele possibile durante l’iter giudiziario nei vari gradi del processo penale. Durante il sopralluogo, la corretta esecuzione dei protocolli operativi permette infatti di ridurre gli errori e minimizzare il rischio che una o più prove possano venir inficiate a causa di sbagli o disattenzioni da parte di chi opera all’interno della scena. Una delle procedure che viene utilizzata per assicurare il congelamento della scena del crimine è quella del rilievo topografico, ovvero la rappresentazione dimensionale dello stato dei luoghi che, tuttora, nella grande maggioranza dei casi viene realizzato nella maniera più semplice, ovvero con carta, matita e fettuccia metrica, disegnando schizzi e planimetrie per riportare la posizione di vittime, ambienti, oggetti e corpi di reato. Oltre al semplice disegno planimetrico bidimensionale si è cominciato a comprendere l’utilità della ricostruzione in 3D, la Immagine 3D gentilmente concessa dal Centro Balistica Forense. (1)quale è in grado anche di far capire le dinamiche evolutive di un certo evento. È così che si può, per esempio, ricostruire traiettorie di proiettili, effettuare analisi delle macchie di sangue, ipotizzare vie di fuga di un omicida, fino a poter “navigare” virtualmente all’interno della scena del crimine. Ci sono varie tecniche per poter entrare in contatto con il mondo delle ricostruzioni 3D, alcune di esse sono semplici ed economiche, altre necessitano di conoscenze informatiche e tecnologiche approfondite e di elevati investimenti economici per l’acquisto di strumenti e di software per sviluppare e leggere la ricostruzione. Se disponiamo di un budget economico limitato, possiamo partire da un disegno su carta e, tramite semplici accorgimenti trasformarlo in un rilievo tridimensionale mediante il ripiegamento di più lati del foglio, fino ad ottenere una sorta di “scatola-modellino”, aperta su un lato, all’interno della quale è contenuta la scena del crimine. Salendo di livello ed avendo a disposizione dei buoni apparati fotografici e software dedicati, è possibile utilizzare la tecnica della fotosferica. Con questa tecnica ricostruzione scena del crimineè possibile combinare più fotogrammi ripresi da una comune fotocamera e legarli assieme in un unico spazio tridimensionale, all’interno del quale un operatore che si pone come fulcro del sistema stesso, può ruotarne la sua osservazione di 360 gradi. La tecnologia più evoluta attualmente disponibile sul mercato, in grado di sostituire il classico rilievo topografico, è sicuramente quella dei laser scanner, ovvero degli apparati che sfruttando la luce proiettata su degli oggetti, ne captano le informazioni riflesse in modo da poter ricostruire in tempi limitati, geometrie anche molto complesse. Grazie a questa tecnologia il topografo forense è in grado ricostruire l’ambiente nelle tre dimensioni spaziali e ottenere misurazioni estremamente precise sugli oggetti presenti all’interno della scena del crimine. Dopo l’acquisizione geometrica, il topografo può quindi ricorrere alla computer grafica che gli consentirà il passaggio da un modello statico ad un modello dinamico, in grado di poter muovere soggetti ed oggetti, simulare traiettorie ed eventi all’interno della scena del crimine virtuale. Questo aspetto è di fondamentale importanza, in quanto una ricostruzione spazio/temporale permette una più facile comprensione degli eventi ed una maggiore comunicazione a tutti gli interessati di un procedimento giudiziario (giudici, Prof. Martino Farneti.magistrati, avvocati, ecc). Come sostiene il prof. Martino Farneti, persona di indubbia esperienza nel settore criminalistico, «oggi il giudice per poter decidere nel modo migliore possibile deve comprendere, nel più breve tempo possibile, come un evento si è evoluto, ma soprattutto come il reo si è comportato in relazione al luogo, al tempo e a tutte le altre circostanze che in quel momento venivano ad influenzare la sua condotta. Ricostruire in modo tridimensionale un determinato luogo, posizionare all’interno dello stesso gli elementi oggettivi fonte di prova, rappresenta oggi un grande passo in avanti nel mondo della giustizia. La ricerca della prova e la sua presentazione nell’ambito del dibattimento sono le nuove frontiere della giustizia non più legate a volontà personali ma a fatti oggettivi e inequivocabili. Diminuire il più possibile gli errori giudiziari e condannare i veri colpevoli sono segni di civiltà». Per questo la nuova scuola di formazione professionale per “Esperti in balistica forense e analisi della scena del crimine” diretta dal prof. Farneti, ha come obiettivo la formazione di personale altamente specializzato in grado di operare relativamente a fatti criminosi che accadono quotidianamente, con lo scopo di trovare prove e strategie da presentare in dibattimento nell’interesse della sola giustizia.

 

articolo di Paolo Mugnai

 

L’importanza della ricostruzione 3D

   
Intervista alla dott.ssa Beatrice Farneti, esperta in ricostruzioni 3D, docente nel corso di Balistica Forense ed analisi della Scena del Crimine

 

Dott.ssa Beatrice Farneti
Dott.ssa Beatrice Farneti

Dott.ssa Farneti può spiegare come ha cominciato il suo lavoro nel campo delle Scienze forensi e nella ricostruzione 3D?

«Ho sempre seguito mio padre, il dott. Martino Farneti, nel suo lavoro cominciando ad aiutarlo in diversi modi, come ad esempio prendendo delle misurazioni sulla scena del crimine durante dei sopralluoghi, fotografando luoghi e reperti in sequestro e facendo da assistente durante le sue docenze. Nel corso degli anni è nata inizialmente l’idea di integrare le perizie e le consulenze balistiche con delle immagini, successivamente si è giunti alla ricostruzione della scena del crimine virtuale sfruttando la moderna tecnologia del 3D. I primi successi mi hanno subito entusiasmato potandomi a credere molto in questo importante progetto».

 

Qual è il futuro della ricostruzione 3D nel campo delle Scienze forensi e quali le competenze richieste?

«La ricostruzione tridimensionale della scena del crimine e dei comportamenti degli attori è e resterà comunque un’integrazione alla perizia o alla consulenza, in quanto il suo scopo è solo quello di riassumere visivamente ciò che è accaduto e come è accaduto nella scena del crimine. Per svolgere l’attività della ricostruzione 3D vi è la necessità di un’esperienza altamente qualificata in molteplici materie a cominciare dalla grafica fino alle diverse materie d’interesse delle Scienze forensi. Il suo compito è quello di saper “rappresentare” la sintesi dell’indagine e dei comportamenti degli indagati e delle altre persone presenti nella scena del crimine. Ricordando sempre che, agli occhi di un giudice, una buona e valida rappresentazione grafica può risultare più convincente di un’eloquente e valida “discussione” posta in essere da un buon avvocato».

 

Quali sono i contributi che può apportare la ricostruzione 3D nell’indagine difensiva?

«Conoscere il modus operandi del sopralluogo, sia nella teoria che nella pratica operativa è fondamentale per un buon lavoro di rappresentazione. Commettere degli errori è facile, recuperarli è difficilissimo. Questo è molto importante anche nelle indagini difensive, per individuare una strategia adeguata al caso e assistere l’avvocato nel suo sforzo di sviluppare delle idonee indagini difensive. La ricostruzione 3D, in questo ambito, è importantissima sia per dare l’idea all’organo giudicante di cosa si sta discutendo sia per collaborare con l’avvocato difensore, assicurando un adeguato supporto alla strategia difensiva nei confronti dell’indagato».

 

intervista a cura di Paolo Mugnai

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Scena del crimine: congelamento e ricostruzione ultima modifica: 2015-09-21T14:29:42+00:00 da info@cronacaedossier.it

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