Sarah Scazzi e quel movente che non convince

La Corte di Cassazione potrebbe annullare le condanne inflitte a Sabrina Misseri e Cosima Serrano per la morte di Sarah Scazzi?

 




 

Sarah Scazzi
Sarah Scazzi

C’erano voluti undici mesi per il deposito della sentenza di Primo grado, ce ne sono voluti ben quattordici per depositare quelle d’Appello. Sarah Scazzi, hanno ribadito i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Taranto, è stata uccisa da Sabrina Misseri in concorso con Cosima Serrano, sua madre, mentre il padre della ragazza, Michele, ha occultato il cadavere cercando di impedire la scoperta dell’omicidio.

Certo non si può dire che scrivere queste mille e trecento pagine sia stato agevole, i tempi sono stati così lunghi da imbarazzare il Ministero di Grazia e Giustizia che per espresso volere del ministro Andrea Orlando aveva il 29 luglio disposto un’ispezione ministeriale per accertare e soprattutto comprendere i motivi di tanto ritardo. «In cinquant’anni di carriera forense non mi era mai capitato di assistere a cotanto. È stato danneggiato il diritto alla difesa delle imputate!» aveva tuonato dall’alto della sua esperienza l’avvocato Franco Coppi e non certo a torto. Ora, parte il conteggio dei giorni disponibili alla difesa per ricorrere in Cassazione e questi sì, saranno giorni che non potranno essere prorogati. Eppure motivi per sperare in un colpo di scena nell’ultimo grado di giudizio, scorrendo quello che scrivono i giudici, affiorano; e l’attesa seppur così lunga e snervante nel pool difensivo delle due imputate principali potrebbe esser non stata vana.

 

Cosima Serrano e la figlia Sabrina MisseriQuello che rimane chiaro è per i giudici l’azione, come per quelli di Primo grado, “zio Michele” avrebbe nascosto il corpo della nipote in un luogo sicuro, un luogo che conosceva soltanto lui e che lui ha mostrato agli inquirenti. Michele si autoaccusa dell’omicidio, ma non lo hanno creduto neanche in Secondo grado, incasellando un paradosso processuale clamoroso dove non si crede a chi si processa colpevole e non si crede a chi si professa innocente. Un delitto in famiglia quindi, stridente nella dinamica che non ha ancora  certezze. Non è chiaro infatti in che modo  e con che cosa la piccola Sarah Scazzi sia stata uccisa, a questo si aggiunge anche la difficoltà evidente dei giurati nello spiegare i movimenti delle due accusate e della vittima.

 




 

Corte di Cassazione
Corte di Cassazione

Nella ricostruzione che si legge nelle motivazioni appena stampate, si materializza per la prima volta un movente occulto, un segreto inconfessabile che Sarah Scazzi avrebbe minacciato di rivelare alla mamma e che avrebbe costretto Cosima e Sabrina ad inseguirla per il paese, sequestrarla con modalità che si descrivono  nei termini uguali al “sogno” del fioraio, per poi riportarla a casa e ucciderla. Qual è questo segreto che spinge le due donne ad ucciderla? Possibile che ci sia un segreto così grande da far decidere per l’omicidio? Un movente che a questo punto scavalca anche la motivazione del processo di Primo grado, che indicava la gelosia verso l’ondivago Ivano come scintilla fatale? Ecco quale può essere l’elemento che potrebbe convincere la Corte di Cassazione a pronunciarsi per un ulteriore processo d’Appello, invalidando il percorso processuale fin qui svolto: la vaghezza del movente.

 

sarah scazziLa Suprema Corte considererà priva di mancanze, contraddizioni e insufficienze una ricostruzione come questa descritta, con Sarah Scazzi che passa la mattina dalla cugina, come sempre in quell’estate, poi torna a casa, mangia qualcosa e riesce; arriva dalla cugina con il costume e in una frazione di secondo fa scattare la lite e il ricatto, svegliando la zia che dormiva ma che è prontissima, lei che – come scrivono con dubbia eleganza i giudici – «è appesantita dalla fatica e dai chili» a prendere la macchina, rincorrere la nipote e con l’ausilio della figlia riacciuffare Sarah Scazzi e poi riportarla in casa e ucciderla, salvo poi chiamare Michele (che non si è accorto di nulla!) e chiedergli, anzi ordinargli l’occultamento del cadavere?

Un dubbio ci assale: ma se Sarah Scazzi doveva svelare quel segreto alla mamma, cosa è uscita a fare quel pomeriggio quando la mamma era lì con lei in casa? Cosa l’ha spinta a tornare dalla cugina dove era fino a due ore prima per annunciarle la decisione di raccontare tutto ( ma cosa?) alla mamma? Qualcosa, troppo forse in questa ricostruzione non quadra. Basterà alla Corte di Cassazione per ridare una speranza a Sabrina e Cosima?

 

articolo di Mauro Valentini

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Sarah Scazzi e quel movente che non convince ultima modifica: 2016-09-18T22:53:56+00:00 da info@cronacaedossier.it

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