Salvatore Avantaggiato, serial killer in permesso premio

Il caso emblematico di Salvatore Avantaggiato e possibili soluzioni preventive 

000È l’8 agosto del 2000 quando la ballerina dominicana Cristina Migna Hichez Castro, di 34 anni, viene ritrovata priva di vita nell’appartamento in via Turri n.47 di Reggio Emilia. La donna, residente a Parma da circa dieci anni insieme alla madre e a tre figlie minorenni, ha affittato quell’appartamento da appena due settimane, per prostituirsi. Nel palazzo nessuno la conosce o, almeno, nessuno sembra essersi accorto della sua presenza né è a conoscenza dell’attività che la donna svolge nel suo appartamento.

Il corpo della donna privo di vita viene ritrovato dai Vigili del Fuoco che fanno irruzione nell’appartamento, allertati da un vicino di casa della donna di Parma che a sua volta è stato allertato dalla figlia minore della donna uccisa, che la sera non la vede rientrare da Reggio Emilia come invece le aveva assicurato.

Quello che i Vigili trovano nell’appartamento è uno spettacolo raccapricciante: il corpo di Cristina è riverso in un lago di sangue. Riporta numerose ferite e contusioni agli arti superiori e alla testa, il che fa pensare a grossi colpi, inferti con un corpo contundente pesante.

Da una prima sommaria ricostruzione della dinamica dell’omicidio, si ipotizza che la donna abbia spontaneamente aperto al suo aggressore, un possibile cliente, il quale abbia poi avuto tutto il tempo per agire con la massima calma e discrezione.

frattura salvatore avantaggiatoLa svolta nelle indagini arriva con l’analisi delle registrazioni delle telecamere di sicurezza del palazzo che la sera del 7 agosto 2000 riprendono un uomo. Grazie a quei fotogrammi e alle impronte digitali rinvenute nell’appartamento, gli inquirenti risalgono all’autore dell’omicidio di Cristina: un assassino che, dopo aver esaurito il suo permesso premio, da detenuto modello, è tornato nella sua cella del carcere di Ferrara dove sta scontando un ergastolo per aver ucciso una donna a martellate. Quell’uomo è Salvatore Avantaggiato, leccese di 56 anni.

Salvatore Avantaggiato, uscito per il suo permesso premio, aveva preso il treno insieme ad un altro pregiudicato di Reggio. Sceso dal treno, a Reggio, tra gli annunci di un giornale trova il numero di una prostituta d’appartamento: è quello di Cristina. La chiama e prende appuntamento, poi entra in un negozio di ferramenta ed acquista un grosso martello, che chiude in un borsone, per recarsi poi all’appuntamento con Cristina.

Murder in the House di Jakub SchikanederDopo averla massacrata, rompendole il cranio col martello, Salvatore Avantaggiato parte per la Puglia, verso casa sua, a Corigliano d’Otranto, per raggiungere la moglie e la figlia. Con loro è tranquillo, conduce per dieci giorni la sua vita di sempre, non parla con nessuno di quel corpo insanguinato dentro un appartamento, massacrato a centinaia di chilometri da casa sua. Poi, il 17 agosto, prende nuovamente il treno e rientra nel carcere di Ferrara. È la quinta volta quell’anno che Salvatore Avantaggiato usufruisce dei permessi premio, concessi dal Magistrato di Sorveglianza che non ha mai avuto motivi per dubitare della sua condotta avendo inoltre sempre rispettato le regole durante tali permessi premio.

È forse questo solo l’epilogo della carriera criminale di Salvatore Avantaggiato che ventitré anni prima, durante una sera dell’ ottobre del 1977, nel leccese, aveva commesso il suo primo omicidio uccidendo a sprangate, davanti ai suoi figli e al marito, una donna che lo aveva sorpreso mentre entrava in casa sua per rubare.

Sono due delitti-fotocopia quello del 1977 e quello del 2000: una donna massacrata con una tempesta di colpi sul cranio e una prostituta mal capitata uccisa senza un apparente motivo.

In realtà, Salvatore Avantaggiato non ha bisogno di un motivo per uccidere, perché per lui uccidere è bisogno, è piacere, perché lui è un serial killer.

Il parere dell’esperta, dott.ssa Francesca De Rinaldis (psicologa forense)

Dott.ssa Francesca De Rinaldis
Dott.ssa Francesca De Rinaldis

Certamente la condotta recidivante, nel commettere il medesimo reato, a distanza anche di molti anni, non è sufficiente ad identificare Salvatore Avantaggiato come serial killer, bensì, accanto a questa, vanno evidenziate altre caratteristiche fondamentali. Innanzitutto la scelta della tipologia della vittima e la scelta dello stesso modus operandi: in entrambi i casi si tratta di una donna massacrata a colpi di corpo contundente al cranio sferrati con estrema violenza e crudeltà. Facendo un passo indietro e concentrandosi sul primo omicidio del 1977, in quell’occasione Salvatore Avantaggiato, introdotto nell’appartamento insieme ad altri cinque pregiudicati a scopo di rapina, non si accontenta del bottino, perché prima di scappare ha bisogno di dedicarsi al suo oggetto del desiderio, il corpo della povera donna che massacrerà con una spranga, compiendo un’azione che va al di là di ogni logico legame col fatto reato, la rapina, ma che risponde invece ad un suo profondo desiderio che finalmente si realizza: uccidere. Lo stesso desiderio che Salvatore Avantaggiato realizza la sera del 7 agosto 2000 durante uno dei suoi permessi premio, scegliendo una preda semplice da catturare, una prostituta, perfezionandosi nel modus operandi, organizzandosi per non farsi catturare, per fare in modo che il suo piacere, dopo l’atto si prolunghi il più possibile.

La vicenda di Salvatore Avantaggiato però solleva un altro dibattito che riguarda la concessione dei permessi premio soprattutto nei confronti di persone così “pericolose”.

La concessione dei permessi premio è regolamentata dall’art.30 della L. 26 luglio 1975 n. 354 che ha riformato l’Ordinamento Penitenziario. I permessi premio vengono, secondo la norma, concessi a quei detenuti che non risultano socialmente pericolosi, dal Magistrato di Sorveglianza, dopo aver sentito il Direttore dell’Istituto. I permessi premio non possono avere durata superiore a quindici giorni e sono finalizzati a consentire al detenuto di poter coltivare interessi affettivi, culturali e di lavoro.

00La cronaca, prima di Salvatore Avantaggiato, ha già narrato di serial killer che hanno ucciso in regime di permessi premio: Roberto Succo, che evade, scappa in Francia dove dà avvio alla sua serie omicidiaria uccidendo altre quattro persone e, non da ultimo, Angelo Izzo il cosiddetto Mostro del Circeo che uccide tre donne, la prima nel 1975 e altre due, madre e figlia nel 2005 quando, dopo vari permessi premio concessi per la sua “condotta esemplare” durante la detenzione, guadagna la semilibertà.

La questione qui va inquadrata non in ragione della concessione o meno dei permessi premio, i cui presupposti sono in linea con i principi ispiratori della Riforma dell’Ordinamento Penitenziario del 1975, orientati alla rieducazione e alla riabilitazione sociale del reo in un’ottica umanistica e quindi di rispetto per l’uomo e la sua dignità di persona ancor prima che delinquente.

La questione va inquadrata semmai in ragione della tipicità dei soggetti coinvolti: siamo davanti a tre serial killer che nessuno, prima che tornassero ad uccidere, aveva identificato o poteva identificare come tali. La pericolosità sociale degli assassini seriali risiede proprio nella motivazione che muove la loro azione delittuosa: il desiderio di uccidere che non risponde a bisogni materiali bensì a bisogni psichici che il soggetto avverte come egosintonici, ossia in armonia con il proprio sé, con il proprio modo di essere, tale per cui il bisogno di uccidere è un tratto tipico della loro personalità che come tale si estingue solo con la morte dell’assassino seriale medesimo.

Poniamo allora un’ulteriore esigenza: quella di un adeguato inquadramento diagnostico e un accurato esame della personalità del reo omicida che presenta caratteristiche “di mostruosità” sia in sede processuale che trattamentale, alla luce di quelle che sono le esigenze di accuratezza della diagnosi, e certezza dunque di supporto e tutela psicologica, in ambito penitenziario e di quelle che sono le conoscenze della cultura criminologica.

 

articolo di Francesca De Rinaldis @FrancescaDeRin2

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Salvatore Avantaggiato, serial killer in permesso premio ultima modifica: 2015-10-21T09:35:49+00:00 da info@cronacaedossier.it

One thought on “Salvatore Avantaggiato, serial killer in permesso premio

  • 5 marzo 2017 at 0:04
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    Avantaggiato aveva preso l’ergastolo…non doveva avere permessi premio…l’ergastolo è per sempre visto che in Italia non c’è la pena di morte…….non doveva uscire dal carcere adesso la colpa della morte di quella povera ragazza deve cadere pure sul magistrato che ha dato il permesso premio ad un’assasino.

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