«Rudy Guede unico punto fermo di questa intricata vicenda»

Indizi, elementi a carico e un dubbio che aleggia sul caso Meredith Kercher: cosa rischia ora Rudy Guede in caso di revisione del processo? 

 

Intervista all’avvocato Cataldo Calabretta, docente di Diritto dell’Informazione, Esperto di Scienze forensi e autore assieme a Vittoriana Abate del libro Il Ragionevole sospetto.

 

Parlando della Revisione processuale esperita dai legali di Rudy Guede, quali sarebbero le possibili conseguenze di tale azione e a quali scenari andrebbe incontro l’unico condannato per l’omicidio di Meredith Kercher?

L'avvocato Cataldo Calabretta
L’avvocato Cataldo Calabretta

«Guede si è sempre dichiarato innocente, ha sempre affermato di non aver partecipato a quel brutale omicidio e al tentativo di violenza sessuale nei confronti della povera Meredith, peccato che le tracce del DNA, che avevano letteralmente contaminato la villetta di via della Pergola, l’hanno smentito. La sua presenza quella notte in quella casa non è mai stata messa in discussione e, per sua stessa ammissione, confermata ma spiegata con versioni differenti. Rudy Guede ha chiesto la revisione di quel processo con cui è stato in maniera definitiva condannato a “soli” 16 anni di reclusione per un’azione crudele. Per la giustizia italiana è il solo responsabile della morte della studentessa inglese massacrata nel 2007, anche se la sua condanna recita che ha commesso un «omicidio in concorso» e quindi avrebbe avuto dei complici, che però sono tuttora ignoti. La revisione, che è un mezzo d’impugnazione straordinario previsto dal nostro codice di procedura penale, è stata richiesta poiché i legali ravvisano che vi sia un contrasto di giudicati con la sentenza della Cassazione del 27 marzo 2015, che ha assolto in via definitiva Raffaele Sollecito e Amanda Knox. L’obiettivo dei legali è di ottenere un’assoluzione “per non avere commesso il fatto”».

Esistono ad oggi elementi che potrebbero ribaltare la situazione di Guede? Ci riferiamo sia a “fatti nuovi” sia a fatti non valutati adeguatamente in precedenza.

Amanda Knox
Amanda Knox

«Conosco abbastanza bene la vicenda giudiziaria sorta a seguito della morte della povera Meredith, Rudy Guede ha optato per il rito abbreviato e la sua colpevolezza è stata convalidata in ben tre gradi di giudizio. Il fatto che sia stato condannato inizialmente con altre due persone, poi assolte in un procedimento parallelo, non intralcia il riconoscimento della sua colpevolezza. Tra l’altro è stato lui a scegliere di separare la sua posizione giudiziaria rispetto a quella di Amanda e di Raffaele, scegliendo un rito alternativo e ottenendo anche uno sconto di pena. È opportuno precisare che l’elemento del concorso di altri soggetti non esclude la sua responsabilità. Non credo ci siano “fatti nuovi” tali da consentire addirittura la revisione».

casa circondariale perugiaA suo avviso la richiesta di revisione potrebbe essere incentrata esclusivamente sul tanto sbandierato “concorso con ignoti”, insomma, su di un presunto contrasto di giudicato più volte avvalorato come argomentazione dalla difesa dell’Ivoriano?
«Sì, potrebbe essere l’unica possibilità che ha la difesa per predisporre l’azione».

 

 

Spesso i protagonisti delle vicende giudiziarie lamentano un’attenzione morbosa da parte della stampa. Altre volte capita che sono proprio loro a cercare le telecamere e i giornalisti. Secondo Lei è stata una mossa sbagliata quella della “revisione mediatica”, così più volte apostrofata, l’intervista rilasciata da Guede alla giornalista Franca Leosini? Qual è il suo pensiero in merito?

Momento dell'intervista della Leosini a Rudi Guede
Momento dell’intervista della Leosini a Rudi Guede

«Nell’esercizio della cronaca giudiziaria la collettività ha il diritto di conoscere i fatti oggetto di una vicenda giudiziaria, l’interesse pubblico alla notizia è un diritto sacrosanto. Il giornalista deve raccontare la verità con equilibrio e obiettività. È indiscutibile che esercitando il diritto di cronaca l’esigenza di riservatezza del soggetto, indagato o imputato soccombe rispetto all’esigenza del “pubblico” di conoscere i fatti. Quando prevale quest’ultima esigenza può anche derivare una lesione della reputazione altrui, costituendo una causa di giustificazione della condotta del giornalista a condizione che siano rispettati i limiti, la verità, la continenza e la pertinenza. Detto ciò, Rudy Guede ha voluto rilasciare un’intervista alla giornalista dopo essere stato condannato in maniera definitiva, forse il suo obiettivo era di fornire gli strumenti per leggere o ri-leggere un crimine che ha sconvolto la pubblica opinione. Spero sia stato solo quello il motivo che l’ha spinto a raccontare la sua versione in tv. Sono profondamente convinto che le “tre verità” che costituiscono queste vicende – ossia la verità storica, quella processuale e quella mediatica – debbano convergere, anche se spesso questo non accade; e che sia compito di tutte e tre le categorie di persone che le informano singolarmente – i protagonisti per la prima, giudici e avvocati per la seconda, e i giornalisti per la terza – contribuire con il massimo impegno perché questi tre poli corrispondano. Abbiamo quindi il dovere di conoscere nel rispetto della verità dei fatti, non per quello che la dipendenza da share delle emittenti televisive ci ha consegnato».

Lei ritiene che l’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito sia dipesa esclusivamente dalla contraddittorietà degli elementi a loro carico e da una contestuale strategia processuale vincente o la verità processuale coincide con la verità dei fatti realmente accaduti quella tragica notte?

calabretta«Dopo due condanne e un’assoluzione, la Cassazione ha azzerato tutte le responsabilità di Amanda e Raffaele perché il complesso probatorio era molto contraddittorio tale da rendere impossibile il superamento dei dubbi e delle incongruità. Le ipotesi, prima di questo verdetto, da ritenersi oramai definitivo, erano tre: la conferma della sentenza della Corte d’Appello di Firenze, l’annullamento con rinvio o l’annullamento senza rinvio e quindi, appunto, l’assoluzione. Amanda condannata a tre anni solo per il reato di calunnia nei confronti di Patrick Lumumba ha già scontato la sua pena. Questa intricata vicenda giudiziaria ha un unico punto fermo e riguarda Rudy Guede. È lui l’unico colpevole, inchiodato dalle tracce lasciate. Guede come già detto è stato condannato per l’omicidio che avrebbe commesso in concorso con altri soggetti e non per esserne stato l’esecutore materiale. Quindi c’è ancora un assassino in libertà! In verità è doveroso sottolineare che i processi in capo ad Amanda e Raffaele sono stati unicamente indiziari. Sono sempre stati raccolti solo frammenti d’indizi e le operazioni di repertamento nella casa di Meredith non sono state eseguite correttamente. La scena del crimine è stata più volte “inquinata”. Tutto ciò ha coltello sanguegenerato non poche complicazioni. Su un coltello da cucina lungo 31 cm, sequestrato a casa di Sollecito, sono state trovate tracce del DNA di Meredith sulla lama e di Amanda sull’impugnatura. Altro indizio la presenza del DNA di Raffaele sul gancetto del reggiseno di Meredith. Per i consulenti della difesa le tracce biologiche che avrebbero potuto incastrare Sollecito sono frutto di contaminazione secondaria. Sostengono che non è possibile che si sia ritrovato il DNA di Sollecito solo sul gancetto del reggiseno e non sulla stoffa intorno poiché, per sollevare il reggiseno, è necessario toccare anche la stoffa e su quella del reggiseno è stato repertato solo il DNA di Rudy Guede. Il gancetto è stato repertato 46 giorni dopo l’omicidio e durante quel periodo all’interno dell’appartamento di via della Pergola non sono state rispettate le corrette procedure per non contaminare la scena del crimine. Il gancetto, inoltre, è stato raccolto con dei guanti sporchi, come dimostra il filmato delle operazioni di repertamento del 2 novembre 2007».

 

a cura di Alberto Bonomo

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«Rudy Guede unico punto fermo di questa intricata vicenda» ultima modifica: 2016-11-15T10:37:09+00:00 da info@cronacaedossier.it

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