Rudy Guede, “concorso” in solitaria

L’ivoriano accusato del delitto ha chiesto la revisione del processo: l’ultimo strascico di una tragedia umana e giudiziaria per Rudy Guede

Rudy Guede
Rudy Guede

Lo scorso 3 agosto Rudy Guede ha chiesto la revisione del processo che lo ha condannato a 16 anni di carcere per l’omicidio di Meredith Kercher. È questo l’ultimo strascico di una vicenda giudiziaria ricca di errori, esplosa sui mass media e sui social network. I fatti sono arcinoti: Meredith Kercher viene uccisa a Perugia nel novembre 2007. Dopo una serie di indagini costellate di errori, pressioni e diritti negati, gli inquirenti circoscrivono i sospettati: sono l’italiano Raffaele Sollecito, l’americana Amanda Knox e l’ivoriano Rudy Guede. Un prologo fondamentale è la scelta degli imputati: Knox e Sollecito optano per il rito ordinario mentre Guede, consigliato dagli avvocati Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, ottiene dal giudice per l’udienza preliminare la concessione del rito abbreviato. Ciò crea un bivio nell’iter giudiziario: la sentenza di Primo grado per Knox e Sollecito li vede condannati a 26 e 25 anni di reclusione, mentre Guede con il rito abbreviato viene condannato a 16 anni per «concorso in omicidio».

 

Palazzo della Cassazione, Roma
Palazzo della Cassazione, Roma

Knox e Sollecito vengono poi assolti in Appello per l’omicidio nel 2011; nel 2013 la Cassazione annulla l’assoluzione e a inizio 2014 la Corte d’Assise d’Appello di Firenze afferma la colpevolezza dei due, rovesciando il Secondo grado. Il 27 marzo 2015 infine la Cassazione assolve definitivamente Knox e Sollecito, annullando praticamente gli ultimi quattro anni di processi e tornando alla sentenza del 2011. E Rudy Guede? Avendo scelto il rito abbreviato, Guede attende la fine del processo di Knox e Sollecito consapevole di avere un’arma a propria disposizione, ovvero la decisione del giudice che lo ha condannato per concorso in omicidio in seguito al rito abbreviato. Concorso in omicidio con chi, si chiede Guede, se gli altri due sono stati assolti? Nasce da qui la richiesta di revisione del processo, da un grave errore giudiziario e da un sistema italiano con evidenti lacune. Va elogiata dunque la coraggiosa decisione della Cassazione che non si lascia influenzare e nel 2015 assolve Knox e Sollecito basandosi esclusivamente sulle prove raccolte – giuste o sbagliate che siano – pur creando un evidente paradosso giudiziario: per loro infatti l’unico assassino risulta essere il ragazzo ivoriano, che di conseguenza avrebbe agito da solo.

 

Sezione penale del tribunale di Perugia
Sezione penale del tribunale di Perugia

Per questo motivo Rudy Guede ha deciso di chiedere la revisione del processo, il cui successo pare tuttavia altamente improbabile per diversi motivi. Un forte indizio era già arrivato lo scorso gennaio, quando gli avvocati Gentile e Biscotti avevano rinunciato alla difesa di Guede: ufficialmente perché ritenevano che fossero «ormai esauriti tutti gli aspetti tecnico-processuali che lo hanno coinvolto nella vicenda dell’omicidio Kercher».

 

 

 

caso clapsUfficiosamente, si può ipotizzare che secondo i legali che lo hanno seguito fin dal primo giorno non ci sia spazio per un’azione giudiziaria di questo tipo: sono stati i nuovi avvocati di Guede, Tommaso Pietrocarlo e Monica Grossi, a richiedere la revisione del processo per un «contrasto di giudicati» con la sentenza che ha assolto Raffaele Sollecito e Amanda Knox. A tal proposito va sottolineato come, per i delitti in concorso, la legge italiana preveda che se un imputato (o più) dovesse essere assolto gli altri (o l’altro) restino colpevoli. Qualora la revisione del processo dovesse superare il vaglio dell’ammissibilità ed essere accolta, gli avvocati di Guede chiederebbero l’assoluzione del proprio assistito per non aver commesso il fatto.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Rudy Guede, “concorso” in solitaria ultima modifica: 2016-11-15T10:29:18+00:00 da info@cronacaedossier.it

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