Rosboch e Pomatto, una pistola per due?

Si infittiscono i misteri intorno al caso di Gloria Rosboch: alcuni particolari fanno pensare al coinvolgimento di Defilippi in un altro omicidio

Soldi veri, soldi falsi, una pistola sepolta, una complice misteriosa e una fidanzata in Marocco. Sono questi gli ingredienti del delitto Rosboch, che ogni giorno si arricchisce di nuovi, agghiaccianti particolari. Fino ad ora sono tre le persone finite in carcere: Gabriele Defilippi, l’ex-studente della professoressa di Castellamonte, il suo amante Roberto Obert e la madre di Gabriele, Caterina Abbattista (quest’ultima sospettata solo di truffa). Mentre Defilippi dice di volersi suicidare e il suo avvocato pensa alla carta della seminfermità mentale, spuntano alcuni particolari che potrebbero collegare l’omicidio della professoressa a un altro caso, quello di Pierpaolo Pomatto, un pregiudicato di 66 anni trovato morto nelle campagna di Rivarolo il 18 gennaio e per il cui omicidio è già stato arrestato Mario Perri, un altro pregiudicato, di 55 anni. Ebbene, cosa legherebbe questi due delitti apparentemente molto lontani?




gabriele defilippiIn primo luogo, l’arma del delitto. Gloria Rosboch è stata colpita da un colpo di pistola prima di venire spinta in un pozzo, come confermato sia da Defilippi sia da Obert. Durante l’interrogatorio di fronte al Gip di Ivrea il giovane ha però detto di essersi sbarazzato dell’arma: «La pistola l’ho data a Obert il 13 gennaio quando mi sono cambiato a casa mia a Gassino». Versione confermata dallo stesso Obert: «Due giorni prima del 16 gennaio Gabriele mi consegnò una pistola che avevo già visto in casa sua. Mi disse “tienila tu”. Era già avvenuto l’omicidio, l’arma era una semiautomatica e i proiettili erano simili a quelli in uso alle forze di polizia». Il complice avrebbe poi indicato la locazione del nascondiglio dell’arma, cercata inutilmente dai Carabinieri nei giorni scorsi (le ricerche riprenderanno prossimamente con tanto di metal detector). Una semiautomatica come quella che ha ucciso anche Pierpaolo Pomatto, con un singolo colpo alla testa: anche quest’arma non è stata ritrovata.




Euro_banknotes_2002Ma c’è un secondo particolare ancora più strano che lega i due delitti. Quel giorno Obert non ricevette da Defilippi solo un’arma: «Quando mi consegnò la pistola mi diede anche una busta piena di banconote fasulle da 50 e 100 euro, mi disse di tenerle ma io le ho bruciate». Un particolare che ha fatto subito drizzare le orecchie degli investigatori. Pomatto infatti, quando venne ritrovato cadavere, era seminudo e ricoperto da diverse banconote false con la scritta fac-simile. Possibile che i due omicidi siano legati? Se sì, per quale ragione? Sono questi gli interrogativi a cui gli inquirenti stanno cercando di rispondere: cosa lega l’assassinio di una professoressa all’omicidio di un pregiudicato invischiato nel traffico della droga?




gabriele defilippi charles mansonNel frattempo gli investigatori seguono anche la pista della complice. Pare che non sia stata la madre a fare la telefonata a Gloria Rosboch fingendosi un’impiegata di banca per garantire i conti di Gabriele Defilippi. Dopo aver scartato la confessione di Gabriele («Sono stato io fingendo una voce da donna») ora si cerca un’altra complice, forse un’altra amante o un’ex-fidanzata. Sì, perché pare che la fidanzata attuale non c’entri nulla: Sofia Sabhou, studentessa modello, è in Marocco in vacanza da qualche settimana. Il Secolo XIX ha raggiungo il padre Mohamed per un’intervista. Al signor Sabhou non è mai piaciuto il fidanzato della figlia: «Due anni fa mia figlia me lo portò a casa per presentarmelo. Passai con lui tre ore. L’impressione fu pessima. Pensai: “Questo è un truffatore”». A leggere le parole di un’amica di Sofia emergono altri particolari che fanno pensare a Defilippi come a una sorta di moderno Charles Manson: «In un certo senso aveva la capacità di formare culturalmente le persone che avvicinava. Consigliava libri, gruppi musicali, cercava di convincere a condividere con lui gli interessi per la psicologia, per certi autori che pochi conoscevano. Sofia era come stregata».

 

articolo di Nicola Guarneri

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Rosboch e Pomatto, una pistola per due? ultima modifica: 2016-02-26T11:08:04+00:00 da info@cronacaedossier.it

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