Rosaria Patrone e la “finta pazzia” per nascondere le molestie

Secondo il gip di Pordenone Alberto Rossi gli sms deliranti di Rosaria Patrone sarebbero stati inviati ad arte

Proprio nulla sarebbe stato lasciato al caso, nemmeno gli sms: Rosaria Patrone, la fidanzata di Giosuè Ruotolo accusata di favoreggiamento nel duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, avrebbe inviato una serie di sms per fingere la pazzia e scagionare il fidanzato in caso di un’accusa di molestie. È questa la conclusione a cui è giunto il gip di Pordenone Alberto Rossi.




cellulareIl tutto risale al novembre 2014: è probabilmente in quel periodo che Trifone Ragone scopre che il suo coinquilino ed ex commilitone Giosuè Ruotolo molesta la sua fidanzata, Teresa Costanza, attraverso un falso profilo Facebook (molestie probabilmente iniziate come vendetta a causa di una lite precedente). Ruotolo però è in Finanza, ha davanti a sé una carriera nelle forze dell’ordine e non può rischiare che Ragone lo denunci: entra così in gioco la sua fidanzata, Rosaria Patrone, pronta ad assumersi la colpa in caso di eventuale denuncia. Ma come dimostrare che era lei a gestire il falso profilo Facebook? Semplice, creando dei precedenti. Secondo la ricostruzione del gip quindi la 24enne studentessa inizia ad inviare sms deliranti al fidanzato, fingendosi ogni volta una persona diversa: una volta la madre, un’altra la sorella, addirittura l’avvocato. Millanta malesseri improbabili come emorragie cerebrali ed ematomi al cervello, malattie come il morbo di Parkinson e addirittura di essere stata in coma, infine di essere morta e in obitorio. Il giudice pare non avere dubbi: «Una inquietante attività di simulazione, con palesi rappresentazioni artefatte e di contenuto delirante attuata dalla Patrone, a riprova della elevata criticità comportamentale caratterizzante la relazione tra i due soggetti».




omicidio pordenoneUn indizio che ha aiutato il gip Alberto Rossi a giungere a questa conclusione è la tempistica: gli sms iniziano proprio a novembre, quando si presume Ragone abbia scoperto il profilo Facebook, e terminano improvvisamente e di netto il 17 marzo 2015, giorno della sua morte. Questo secondo il gip evidenzia «l’immediata e profonda cesura che da tale giorno si è verificata nella relazione tra i due e la logica connessa conoscenza da parte della Patrone delle circostanze tali da determinarla». Con la scomparsa di Ragone sarebbe scomparso anche il pericolo di una denuncia e la carriera di Ruotolo sarebbe stata salva: per questo gli sms “deliranti” sarebbero stati inutili e la messinscena viene terminata.




Come anticipato dall’avvocato Costantino Catapano, ieri Rosaria Patrone non si è presentata per l’udienza di convalida di fronte al gip, avvalendosi della facoltà di non rispondere. Non resta quindi che attendere i primi giorni di aprile quando presumibilmente ci sarà l’udienza di fronte al Tribunale del Riesame di Trieste; nel frattempo la 24enne studentessa resta agli arresti domiciliari mentre il fidanzato Giosuè Ruotolo è detenuto presso il carcere di Belluno.

 

articolo di Nicola Guarneri

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Rosaria Patrone e la “finta pazzia” per nascondere le molestie ultima modifica: 2016-03-15T11:54:09+00:00 da info@cronacaedossier.it

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