Roberta Ragusa, «il cadavere è sepolto lì» ma nessuno verifica

Grottesca situazione nel caso Roberta Ragusa dopo la lettera anonima di una donna «vigile urbano, incensurata». Perché non si scava nel punto indicato?

 



roberta ragusaIl 18 aprile scorso il Corriere della Sera aveva pubblicato una notizia apparentemente rilevante nel caso della scomparsa Roberta Ragusa. Una presunta testimone, che ha deciso di restare anonima, fa recapitare una lettera ai Carabinieri indicando il punto in cui sarebbe stata sepolta Roberta Ragusa e fornisce fotografie con particolari utili all’identificazione del luogo. Sembra l’annuncio che tutti aspettavano, finalmente in grado di portare almeno alla scoperta del corpo della povera Roberta Ragusa. Invece la notizia viene accolta con una certa freddezza. In primis è la trasmissione Chi l’ha visto? che, parlando del caso, bolla le ultime presunte novità come opera di un millantatore. La stessa conduttrice Federica Sciarelli precisa ad inizio trasmissione: «In realtà questo file non sarebbe arrivato ai Carabinieri. E chi ha mandato questa lettera sarebbe in realtà un millantatore».

 

cadaverePresunta verità o no? Da una parte il Corriere della Sera, attraverso il giornalista Fabrizio Peronaci, sostiene che la testimone è attendibile; dall’altra Chi l’ha visto? sostiene l’opposto. Alla “diatriba” si aggiunge il silenzio degli inquirenti, i quali fino ad oggi non hanno fornito ancora ufficialmente un parere sulle ultime possibili novità del caso Roberta Ragusa. Eppure, il dubbio dovrebbe farla da padrone in situazioni come queste. Su tutte, la domanda che molti si pongono ormai da tre settimane è la seguente: perché nessuno va a verificare se davvero il corpo di Roberta Ragusa è sepolto nel punto indicato nella lettera? Sarebbe l’atto più logico considerando che sono ormai quattro anni che il corpo della donna sembra svanito nel nulla. Un tentativo che quantomeno permetterebbe di escludere una pista altrimenti menzognera. Invece dopo il parere espresso da Chi l’ha visto? è calato il silenzio sulle novità pubblicate dal Corriere della Sera.

 




 

Il giornalista Fabrizio Peronaci

A far presente quanto non sta accadendo mediaticamente intorno al caso Roberta Ragusa è proprio il giornalista Fabrizio Peronaci, autore dell’articolo del Corriere che aveva riacceso la speranza.  Secondo Peronaci, che non usa mezzi termini e rivela dettagli su quella che considerata la supertestimone («vigile urbano, incensurata, spinta dal desiderio di contribuire all’accertamento della verità ma a lungo frenata nell’esporsi da motivi personali»), si assiste ad un «cortocircuito già visto, che chiama in causa il grado di libertà del giornalismo in Italia». È quanto egli stesso scrive sulla propria pagina Facebook lamentando i riflettori spenti attorno al caso. «Il grosso del mondo dell’informazione, invece che approfondire la notizia ‒ scrive Fabrizio Peronaci ‒, vale a dire l’irruzione nella scena di nuovi e non secondari elementi indiziari su un caso che da anni appassiona l’opinione pubblica, l’ha ignorata o, peggio, ha lavorato per porla in cattiva luce o edulcorarla. Il risultato ci racconta qualcosa di già sentito: un’inchiesta che avrebbe dovuto ripartire con grande e decisivo impulso adesso, chi sa perché, pare essersi impantanata più di quanto già non fosse».

 

Non sappiamo se qualcuno nelle ultime settimane si è recato per un breve sopralluogo. Di sicuro c’è che dalla Procura di Pisa non è partito l’ordine di compiere verifiche e accertamenti approfonditi sul posto. Un’amara constatazione che non cancella però l’apparente inerzia investigativa, con o senza l’ausilio dell’attenzione mediatica. Se anche il cadavere non vi fosse, esso potrebbe avere lasciato tracce della propria permanenza nel terreno dovute alla putrefazione, al netto del periodo di permanenza e di eventuale rimozione del cadavere. Tutti interrogativi che però oggi non hanno ragion d’essere perché nessuno è andato a verificare. Solo scavando si può davvero sapere se il corpo di Roberta Ragusa è o è stato nel boschetto indicato nella lettera oppure no. Una verifica sembra essere la cosa più logica da fare.

 

articolo di Andrea B.

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Roberta Ragusa, «il cadavere è sepolto lì» ma nessuno verifica ultima modifica: 2016-05-05T16:26:16+00:00 da info@cronacaedossier.it

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