Ritrovamento del cellulare di Trifone? Arriva la smentita

Dal Procuratore giunge la smentita sul ritrovamento nei giorni scorsi del cellulare di Trifone nel lago San Valentino, anche se i dubbi restano

ritrovamentoSolo pochi giorni fa la notizia, nel caso del duplice omicidio di Trifone Ragone e Teresa Costanza, del ritrovamento di un cellulare nel lago di San Valentino. La prima ipotesi formulata, in virtù del ritrovamento, era stata la possibilità che potesse trattersi di un elemento investigativo piuttosto importante, nonostante le condizioni dell’oggetto per via della permanenza in acqua, considerando soprattutto il tempo intercorso dal delitto. Il ritrovamento stesso aveva lasciata aperta la possibilità che lo stesso assassino fosse tra i contatti di Trifone e che con quest’ultimo si fosse sentito nei momenti immediatamente precedenti il duplice assassinio: da qui la necessità di cancellare una possibile prova.
Dunque vi sarebbe stato un appuntamento, rivelatosi poi una trappola mortale, alla base della dinamica dei fatti.
Arriva invece la netta smentita del Procuratore a spazzare via qualsiasi ipotesi. Il ritrovamento del vecchio Samsung nel lago «non c’entra con il delitto – ha precisato infatti il procuratore capo della Repubblica Marco Martani –. Non conteneva la sim, ma grazie al codice Imei gli investigatori sono riusciti a collegare il cellulare alle caselle di posta elettronica. Le ultime e-mail risalivano a maggio di quest’anno, due mesi dopo il duplice omicidio. Per questa ragione abbiamo escluso che possa essere collegato al delitto di via Interna».
Copertina 20

A sostenere la tesi opposta erano stati invece Sergio Romano e Daniele Renna, coinquilini di Giosuè Ruotolo (ad oggi principale sospettato del duplice omicidio). Secondo loro la vittima aveva un cellulare uguale per marca, modello e colore. Trifone aveva poi anche un iPhone.

Intanto, sono molti gli spunti investigativi che ruotano attorno alla vicenda. Noi di Cronaca&Dossier abbiamo cercato di fare il punto della situazione assieme alla Dott.ssa Marina Baldi, genetista forense e parte del collegio difensivo incaricato dalla famiglia Ragone, attraverso un’intervista dal titolo Il mosaico prende forma.
Proprio al caso di Pordenone abbiamo dedicato infatti la copertina del numero di novembre indagando e approfondendo tutto ciò che concerne l’arma utilizzata per il delitto fino all’importanza dell’identikit in questa triste vicenda.

Ritrovamento del cellulare di Trifone? Arriva la smentita ultima modifica: 2015-11-26T11:47:52+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!