Professione medica, nuove regole per evitare lo stress

Indispensabile ma ancora con tante, troppe problematiche: è la professione medica con nuove leggi e criticità irrisolte da lungo tempo




Medicina modernaLa professione medica è un’attività particolarmente delicata che richiede una preparazione di alto livello e una grande sensibilità da parte di chi la svolge. La capacità di calarsi nelle situazioni dei pazienti, con il giusto distacco professionale è fondamentale e consente al medico di svolgere in maniera onesta la sua missione d’aiuto.
Molte volte, però, il carico di lavoro eccessivo e tante altre problematiche possono provocare delle difficoltà grosse, che non vanno sottovalutate.

 

I medici come tanti altri lavoratori, che svolgono attività rientranti nelle helping professions, si ritrovano spesso a fronteggiare il rischio burnout: una progressiva perdita di energia che porta esaurimento emotivo, spersonalizzazione e scarsa realizzazione professionale. Tale malessere si può ripercuotere ingiustamente sui pazienti, provocando danni irreparabili. I fattori scatenanti possono essere di due tipi: soggettivi e oggettivi.

 

 

0000I primi riguardano i tratti caratteriali e la spinta motivazionale di chi si cimenta nella professione medica, due elementi che vanno analizzati in partenza, ma tenuti costantemente sotto controllo. Per questo è fondamentale un continuo sostegno psicologico all’interno delle strutture ospedaliere presso le quali operano questi professionisti. Lo sportello d’ascolto è un ottimo aiuto all’interno di queste strutture, anche solo per dei piccoli momenti di sfogo e di confronto che aiutano il professionista ad aprire la mente e a svolgere in maniera più distaccata, ma con sensibilità, il suo delicato ruolo.



Bisognerebbe dedicare altrettanta attenzione ai numerosi fattori oggettivi o esterni che favoriscono il burnout: orari prolungati di lavoro, sostegno inadeguato o assente all’interno dell’equipe, inadeguate condizioni di lavoro dovute ad una scarsa organizzazione e tensioni lavorative con colleghi. Tutte queste criticità emergono anche da un’indagine realizzata da ANAAO Giovani (Associazione Medici e Dirigenti del SSN) su un campione di camici bianchi.
Dall’analisi di circa 2.000 interviste, suddivise per aree geografiche e per età, viene delineato l’identikit del medico ospedaliero stressato che svolge dalle 7 alle 16 guardie al mese per carenza di personale ed è costretto a lavorare anche dopo il turno notturno.

 
0Dall’indagine emerge infatti che oltre a soffrire di malattie cardiovascolari e metaboliche, il medico italiano oggi presenta rilevanti disturbi del sonno e psicologici. In questi ultimi anni, caratterizzati da cospicui tagli finanziari, il medico si trova sempre più in difficoltà. È necessario riorganizzare il sistema sanitario anche da questo punto di vista, per valorizzare l’importanza del benessere in ambito lavorativo, evitando tensioni e minacciose forme di stress.

 

Un passo in avanti è rappresentato dall’entrata in vigore delle norme europee che impongono ai dottori di non lavorare più di 48 ore la settimana in ospedale; i turni non possono superare le 13 ore e tra uno e l’altro è obbligatorio un riposo di almeno 11 ore. La Direttiva europea recepita nel 2003 entra in vigore il 25 novembre 2015, con ben 12 anni di ritardo. Il problema di fondo però è la carenza di personale che viene spesso coperta da chi lavora, con turni massacranti. Il blocco del turn over aumenta i rischi per i pazienti e per le professioni mediche, provocando di conseguenza il collasso delle strutture ospedaliere e la fine di una professione indispensabile.

 

di Gelsomina Napolitano @gelsominamail

Segui Cronaca&Dossier con un “Mi Piace” su Facebook e Twitter

 




Professione medica, nuove regole per evitare lo stress ultima modifica: 2016-01-22T17:32:54+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!