Privacy: quanto costa spiare in Italia

Il primato italiano delle intercettazioni e le città più “virtuose”: privacy, questa sconosciuta

 

DF-ST-85-05326Il diritto alla privacy subisce un’evoluzione nel corso degli anni e diviene sempre più oggetto di discussione. Con l’ingresso nell’era digitale, la riservatezza delle informazioni personali si assottiglia, nonostante i divieti di legge. La tracciabilità delle informazioni non è più così complicata e, grazie al potente mezzo della tecnologia, è semplice invadere la sfera personale degli individui.

Tra le numerose forme di violazione della privacy, le intercettazioni sono da sempre oggetto di dibattito e si possono effettuare nel caso di reati gravi. Le persone possono essere spiate, previa autorizzazione del giudice, qualora esistano elementi fondanti per l’accertamento di un reato o indicazioni rilevanti per impedirne la commissione.

Gli atti delle indagini possono essere pubblicati solo in forma di riassunto, quando non sono più coperti da segreto e, nel caso di divulgazione testuale, gli editori possono essere puniti con multe elevate. La riservatezza, quindi, è fondamentale per la buona riuscita delle indagini e per il rispetto della privacy.

privacyOgni anno in Italia si eseguono circa 181 milioni di intercettazioni e il fenomeno è cresciuto dal 2006 del 22,6%. È quanto emerge dall’ultimo studio aggiornato dell’Eurispes del Ministero della Giustizia-Direzione Generale di Statistica, pubblicato nel 2012.

Secondo i dati forniti dall’Ufficio Statistico del Ministero, tra le diverse tipologie di intercettazione, quelle telefoniche rappresentano il 90% del totale (125.150), quelle ambientali l’8,4% (11.729) e, infine, quelle informatiche e telematiche solo l’1,6% (2.172).

I controlli effettuati, non solo sulle conversazioni, fanno emergere numeri abbastanza alti. Le cifre, poi, si innalzano a picco se valutiamo i costi per la realizzazione di tali procedure distribuiti diversamente per aree geografiche.

000Tra i distretti dove la spesa per le intercettazioni telefoniche è più alta troviamo al primo posto Milano, dove nel 2010 gli uffici giudiziari hanno liquidato 39.670.400 euro per questa tipologia di spese. Seguono Palermo (34.746.180€), Reggio Calabria (31.288.886€), Napoli (25.122.030€) e Catania (17.942.562€). Inversamente, la spesa per le intercettazioni è più contenuta a Campobasso (374.359€), Potenza (1.085.988€) e Salerno (1.527.466€).

La concentrazione di queste attività di controllo risulta essere minore nelle Province del Mezzogiorno, da sempre associate ad una maggiore presenza di criminalità organizzata di stampo mafioso. Contrariamente, le intercettazioni si concentrano in misura maggiore nelle città settentrionali. In ogni caso, l’Italia rispetto agli altri tre principali paesi europei messi insieme, effettua circa il doppio delle intercettazioni. Secondo i dati del Ministero, nel 2012 in Italia sono state autorizzate 124.713 intercettazioni telefoniche. Nello stesso anno in Francia ne sono state autorizzate 41.145, in Germania 23.678 e nel Regno Unito appena 3.372.

La questione della privacy, nella nostra penisola, è in risalto nell’ultimo periodo, in previsione della nuova legge sulle intercettazioni da approvare entro il 2015. Il premier Matteo Renzi intende intervenire sull’argomento per rivedere i limiti della pubblicabilità delle informazioni ottenute durante le indagini e i costi che, negli ultimi tempi, suscitano qualche perplessità.

 

articolo di Gelsomina Napolitano

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Privacy: quanto costa spiare in Italia ultima modifica: 2015-07-28T16:38:52+00:00 da info@cronacaedossier.it

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