Pordenone: Ruotolo usò un software per cancellare dati dal pc?

Si avvicina l’ora della “copia forense” dai computer: Ruotolo avrebbe usato un programma per cancellare dati quando fu ritrovata l’arma a Pordenone?






computerChe siano solo ipotesi degli inquirenti oppure verità oggettive, il caso di Pordenone sta assumendo i contorni di una storia in crescendo. E non potrebbe essere altrimenti dopo l’arresto di Rosaria Patrone, fidanzata di Giosuè Ruotolo e anch’egli agli arresti per il delitto di Pordenone. Degli accertamenti sul computer della coppia Ruotolo-Patrone si era già parlato a dicembre scorso, con l’impiego di periti per capire proprio dal computer potessero venire fuori elementi utili alle indagini. Oggi quell’accertamento per il delitto di Pordenone vede realizzarsi una seconda fase.

 
La ragione della mancata individuazione di file sarebbe in un software, come riporta il Messaggero Veneto, che Ruotolo avrebbe utilizzato per cancellare i dati presenti sul computer.
A detta degli inquirenti che si imbattono nell’indagine sul caso di Pordenone, l’azione sarebbe avvenuta il giorno in cui venne ritrovata la pistola (18 settembre 2015) nel laghetto di San Valentino, poco distante dalla scena del crimine.

 

RuotoloNon sarebbe stato adoperato un software “improvvisato”, bensì un programma appositamente utilizzato per la cancellazione di dati. A ciò si aggiunge l’accertamento in corso su altri cinque computer, tutti sequestrati di recente presso la caserma De Carli di Cordenons (frequentata da Giosuè Ruotolo e dalla vittima Trifone Ragone in qualità di commilitoni).




Spetterà al tecnico informatico Nicola Chemello di fornire per conto della Procura la consulenza determinante per chiudere il cerchio nel caso di Pordenone. L’accertamento inizierà venerdì ad Asolo. D’altra parte, se ancora le ricerche sono in corso vuol dire che nulla di rilevante è stato rinvenuto a carico di Giosuè Ruotolo e Rosaria Patrone.

 

omicidio di pordenoneNei mesi scorsi gli stessi inquirenti si sono lanciati in più ipotesi e soprattutto sono stati presi in considerazione vari elementi a carico. L’analisi balistica, ad esempio, avrebbe potuto portare ad individuare l’autore materiale del duplice omicidio di Pordenone. Particolarmente interessante è anche la “storia” dell’arma trovata nel lago di San Valentino, di fronte il parcheggio dove è avvenuto l’omicidio di Pordenone.

 

 

Risalente al Ventennio fascista e uscita da un’armeria di Cremona la pistola è giunta fino a quel 17 marzo 2015 uccidendo Trifone e Teresa. Chi la possedeva? Il registro è andato perduto perché bruciato e gli inquirenti stanno passando al setaccio sei pistole semiautomatiche che potrebbero avere un proprietario certo. Anche l’impronta presente su una cartuccia potrebbe portare ad un risultato interessante, ma finora non si sa dell’esito dell’accertamento in merito. Insomma tanti punti oscuri che ora ruotano unicamente, così sembra, attorno a computer, cellulari e dati informatici della cui esistenza non vi è neanche certezza.

 

Redazione Cronaca&Dossier

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Pordenone: Ruotolo usò un software per cancellare dati dal pc? ultima modifica: 2016-01-27T17:29:39+00:00 da info@cronacaedossier.it

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