I Poggi sul risarcimento: «Se non paga Stasi, lo faccia lo Stato»

Il caso Poggi finisce sui banchi della Corte europea e ora il risarcimento ai parenti di Chiara potrebbe essere affare di Stato





Alberto Stasi e Chiara Poggi
Alberto Stasi e Chiara Poggi

L’ultima novità sul processo a carico di Alberto Stasi proviene dai parenti di Chiara Poggi, i quali chiederanno un indennizzo allo Stato italiano, in base alle direttive dell’Unione europea in materia di risarcimento processuale nel caso in cui non sarà Alberto Stasi a risarcire la famiglia di Chiara.

Alberto Stasi è in carcere dallo scorso dicembre, dopo essere stato condannato a 16 anni per l’omicidio della fidanzata Chiara, uccisa il 13 agosto 2007. Secondo quanto stabilito dalla sentenza d’Appello bis esecutiva datata dicembre 2014, poi confermata in Cassazione, Stasi deve alla famiglia Poggi un milione 100mila euro.

 

Risultando però nullatenente e avendo rinunciato alla sua parte di eredità del padre Nicola, morto pochi mesi dopo la prima condanna del figlio attualmente in cella a Bollate, il risarcimento alla famiglia Poggi potrebbe addirittura saltare.

Chiara Poggi
Chiara Poggi

Intanto Gianluigi Tizzoni, legale dei Poggi, ha già dichiarato che non appena sarà designato un tutore per Stasi (che ha perso la capacità giuridica come conseguenza della pena per l’omicidio), partirà la causa civile con cui la famiglia di Chiara chiederà di accertare la fondatezza della rinuncia ai beni del defunto signor Stasi. «Se verrà accertato che Alberto Stasi ha legittimamente rinunciato all’eredità, quindi non potrà risarcire nemmeno in minima parte i Poggi – afferma a proposito Tizzoni – chiederemo allo Stato di riparare il danno subito».

 

 

Inoltre, il legale sottolinea come «ai Poggi in realtà il denaro in sé non interessa, anche perché ovviamente non si ipotizza che lo Stato possa versare una cifra equivalente. Si tratta di una questione di principio: se il responsabile non è in grado di pagare i danni alla vittima o alla famiglia della vittima, deve pensarci lo Stato, come indicato dall’Unione Europea».

alberto stasiLe direttive Ue infatti prevedono una serie di indennizzi per le vittime di qualsiasi tipo di reato considerato “intenzionale violento” commesso all’interno del territorio dei Paesi dell’Unione. Proprio all’Italia è stata contestata la mancanza di un sistema di indennizzo a questo tipo di vittime, tanto che il contenzioso di fronte alla Corte di giustizia europea prosegue ormai da due anni.

Dopodiché, l’avvocato aggiunge: «Alberto Stasi deve anche rimborsare le spese sostenute dallo Stato per i periti del giudice e i consulenti dell’accusa nei vari gradi di giudizio: si tratta di circa 200mila euro in totale».

D’altro canto, pare che Stasi ricorrerà proprio alla Corte Europea per il riesame della sentenza. L’avvocato Colli ha infatti affermato: «Vedremo se sono stati violati i diritti dell’imputato e acquisiremo anche gli atti del processo Marchetto».

 

articolo di Gianmarco Soldi
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I Poggi sul risarcimento: «Se non paga Stasi, lo faccia lo Stato» ultima modifica: 2016-06-27T18:05:53+00:00 da info@cronacaedossier.it

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