Pietro Maso, 25 anni fa la notte degli orrori

Il 17 aprile 1991 Pietro Maso assassinò entrambi i genitori e oggi scrive a Manuel Foffo: «Capisco perché volevi uccidere tuo padre: non ti biasimo»

 




 

Pietro Maso
Pietro Maso

Pietro Maso non è un nome qualunque nella storia del crimine in Italia. La sua triste fama è legata ad un gesto tanto riprovevole quanto efferato: la notte de 17 aprile 1991 assassinò i propri genitori Antonio Maso (56 anni) e Mariarosa Tessarinella (48 anni), nella loro casa di Montecchia di Crosara per ragioni legate all’eredità. Due giorni dopo il duplice delitto venne arrestato e confessò il massacro compiuto. Da quel momento sono passati 25 anni e Pietro Maso, dopo avere scontato la pena in regime di semilibertà, nel 2015 è diventato un uomo libero. I due poveri genitori furono colpiti ripetutamente con un tubo di ferro e con altri oggetti utilizzati come corpi contundenti che cagionarono la morte di entrambi. Tutto venne pianificato, modalità e sensazioni poi descritte in un libro nel quale scrisse, riferendosi a quei momenti: «[…] Vado in bagno. Devo lavarmi. Apro a manetta l’acqua calda, tengo la testa bassa. Fisso le macchie sul dorso delle mani. È sangue. È il sangue di mio padre. È il sangue di mia madre. Ci è schizzato sopra, sulle dita».

 

 

manuel foffo
Manuel Foffo

Anche per lui il passato ritorna. Il 21 gennaio scorso la Procura di Verona ha scritto il suo nome nel registro degli indagati con l’accusa di tentata estorsione nei confronti delle sorelle, non senza che quest’ultime siano state più volte minacciate dalla libertà del fratello. Infine lo scorso marzo Pietro Maso è stato ricoverato per turbe mentali e abuso di cocaina. La sua libertà ha però aperto il dibattito sulla opportunità di concedere la libertà a chi ha commesso delitti tanto efferati, oggetto di una puntata a “La Storia Oscura”, su Radio Cusano (clicca qui per scaricare la puntata nel podcast del 10 marzo 2016), discussione radiofonica ripresa da più agenzie di stampa ponendo importanti interrogativi in merito.  Ancora oggi però la figura di Pietro Maso fa discutere.

 




 

masoI fatti recenti del caso Luca Varani probabilmente hanno suscitato in lui sensazioni rimaste sopite per anni ma rivivendole nelle parole di Manuel Foffo, al punto da spingerlo a scrivere proprio a quest’ultimo con una lettera inviata alla redazione de Il Giornale e pubblicata ieri dal quotidiano. E come sempre, Pietro Maso non nasconde nulla di quel che pensa: «Caro Manuel, se me lo permetti mi rivolgo a te con un confidenziale tu. Sono Pietro Maso, il mostro, colui che molti anni fa uccise i genitori senza alcun tentennamento […]. Credo di essere tra i pochi a comprendere i terribili momenti che stai vivendo. […] Non posso biasimarti per quello che hai fatto. Io sono stato peggiore di te, ma posso capire perché volevi ammazzare tuo padre ‒ continua Pietro Maso ‒. Perché ho pensato di scriverti? Per egoismo. Aiutarti mi fa sentire finalmente migliore e mi aiuta a sconfiggere i fantasmi che alimentano i mie sensi di colpa».

Tuttavia la lettera di Pietro Maso ha infastidito, e non poco, l’avvocato di Manuel Foffo che non pensa affatto possa essere d’aiuto al suo assistito. «Sensi di colpa» sono invece quelli provati da Pietro Maso dopo tutto questo tempo, un sentimento che oggi trova difficile comprensione per quel gesto che ancora risuona come un abominio e un orrore compiuto una notte di 25 anni fa.

 

articolo di Andrea B.

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Pietro Maso, 25 anni fa la notte degli orrori ultima modifica: 2016-04-17T20:29:22+00:00 da info@cronacaedossier.it

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