Piazza della Loggia e gli uomini del SID

Il 28 maggio 1974 in piazza della Loggia a Brescia esplodeva un ordigno che causava la morte di otto persone.

 




 

piazza della loggiaQuello scoppio, quella voce del delegato sindacale che cerca di gestire dal palco quell’ondeggiamento della folla impaurita e impazzita alla vista di tutto quel sangue. Chissà che cosa avrà provato il delegato, Franco Castrezzati quando tanti anni dopo si scoprirà che nelle foto scattate dai reporter quella mattina appena dopo la tragedia in piazza della Loggia, tra la folla piangente, c’è impresso il volto di Maurizio Tramonte, infiltrato del SID nella galassia di Ordine Nuovo. Cosa faceva lì Tramonte? È stato lui a metter la bomba e per conto di chi?

 

A distanza di quarant’anni qualcuno che parla senza freni è proprio un ex ordinovista, Vincenzo Vinciguerra, che ai cronisti che seguono il processo, l’ennesimo ai possibili mandanti e autori di quella strage, dice: «Obiettivo della strage erano i manifestanti, non i carabinieri. Perché la strage di piazza della Loggia è la conseguenza di uno scontro durissimo all’interno dell’anticomunismo politico che governava l’Italia dal maggio 1947.

 

0In piazza della Loggia i carabinieri si spostarono perché non dovevano essere loro a morire ma i manifestanti. Eseguirono un ordine». Dove abbia appreso questa verità l’autore della strage di Peteano non è dato saperlo: «Di quanto avvenne a Brescia ho saputo durante la detenzione ma anche nel periodo della mia latitanza, iniziata ancor prima di quel 28 maggio 1974». Prove in realtà non ce ne sono molte, anzi, ma le testimonianze hanno convinto i pm Roberto Di Martino e Francesco Piantoni del processo ancora in corso con un teorema chiaro e drammaticamente semplice: «Sullo sfondo di questa storia ci sono i servizi segreti italiani e americani».

 



Si sarebbe verificato quindi un maledetto intreccio tra chi dirigeva Ordine Nuovo e apparati deviati dello Stato, anche ai massimi livelli. Ecco perché tra gli imputati c’è il generale Francesco Delfino, oggi defunto, ma in quel periodo a Brescia. I Pm lo accusano di aver partecipato a riunioni anche organizzative della strage. Ma chi sono questi testimoni che hanno concorso ad ipotizzare le accuse?

In primis ci sono le deboli ammissioni dello stesso Tramonte, non proprio un granché, ma qualche consistenza l’avrebbero, misteriose del resto come il suo ruolo imponeva. Poi i due pentiti, Martino Siciliano e Carlo Digilio, due personaggi che prima di morire con le proprie dichiarazioni costruiscono un quadro che appare probante. Soprattutto quella di Digilio che addirittura sostiene di essere un agente della CIA. E poi una figura che sembra chiave, l’anello di congiunzione, ormai defunto anch’egli: Giovanni Maifredi, un funzionario dello Stato. Per l’accusa era il collettore di informazioni strategico per i terroristi nella stanza dei bottoni al Ministero dell’Interno.

 

articolo di Mauro Valentini

Vuoi leggere il numero completo di Cronaca&Dossier da cui l’articolo su piazza della Loggia è tratto? Clicca qui, oppure sfoglialo qui sotto.

Piazza della Loggia e gli uomini del SID ultima modifica: 2015-07-28T15:22:14+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!