Piano Solo: quelle schede dei servizi segreti mai spiegate

Il “Piano Solo” è la prima grande vicenda controversa che riempie le pagine dei libri di Storia sulla giovane Repubblica italiana

 

Giovanni De Lorenzo.
Giovanni De Lorenzo

Qualcosa era in programma per il 18 luglio del 1964 nelle intenzioni del generale dei Carabinieri De Lorenzo? Su questo “qualcosa” si interrogheranno, dal 1967 (dopo la campagna stampa de L’Espresso) giornalisti, storici e pm. La Storia ha dato un nome a quel “qualcosa” e oggi è ricordato come il “Piano Solo” sebbene smentito in sede processuale. È certo che il Piano Solo prevedesse un intervento militare nel caso in cui i “rossi” avessero tentato di conquistare il potere in Italia attraverso insurrezioni di piazza. Per difendersi, i soli Carabinieri (da qui il nome “Piano Solo”) sarebbero dovuti intervenire per sedare gli animi e portare esponenti dell’allora Sinistra italiana (culturale e politica) in Sardegna al fine di essere lì segretamente trattenuti. Fin qui il ruolo “previsto” degli uomini dell’Arma. Dietro però c’è tutto un mondo. Ed è qui che entrano in gioco i servizi segreti.

 

 

Per ciascun uomo politico (non solo di Sinistra), del mondo dello spettacolo e dell’ambito culturale esistevano interi fascicoli pieni di informative o addirittura veri e propri tomi (come nel caso di Amintore Fanfani) per raccontarne spostamenti, incontri, vizi e virtù. Alla fine si conteranno 157.000 fascicoli. La controversia aveva tirato in ballo il precedente ruolo di Giovanni De Lorenzo, già a capo del SIFAR dal 1955 al 1962, anni nei quali il Servizio continua quel certosino lavoro di schedatura iniziato dal SIM. Si tratta di un’eredità pesante, preziosa per la sicurezza nazionale ma potenzialmente in grado di diventare un’arma di ricatto se in mani sbagliate.

 

Piano SoloDopo la scoperta delle intenzioni golpiste, fallite all’ultimo momento, il clamore non mancherà, accentuato dalle controversie processuali tra De Lorenzo e L’Espresso, quest’ultimo accusato di avere pubblicato notizie false.

Entrano così sulla scena gli omissis che l’allora presidente del Consiglio Aldo Moro impone, ma soprattutto ci si accorge che parte di qui fascicoli svaniscono nel nulla, con più di qualche sospetto che ad operare nell’interesse della sicurezza nazionale possano essere stati uomini dei Servizi, chiamati a mettere toppe su una vicenda potenzialmente esplosiva.

Il caso Piano Solo segna soprattutto un vero punto di non ritorno, rendendo evidente la necessità di una riforma dei servizi segreti tale da potenziare l’Intelligence nostrana per esprimere un controllo maggiore segnando zone “di confine” maggiormente definite anche rispetto agli altri apparati militari dello Stato. Un Servizio più potente e organizzato, insomma. Si passa così al SID (Servizio Informazione e Difesa), altra arma che si rivelerà a doppio taglio se in mani sbagliate.

 

articolo di Pasquale Ragone

Vuoi leggere il numero completo di Cronaca&Dossier da cui l’articolo sul Piano Solo è tratto? Clicca qui, oppure sfoglialo gratuitamente qui sotto.

Piano Solo: quelle schede dei servizi segreti mai spiegate ultima modifica: 2015-07-28T15:30:19+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!