Parassiti killer, storie di vero horror

I parassiti killer sono crudeli manipolatori della mente per sopravvivenza: eccoli in natura come non li avete mai conosciuti






parassitiEsistono storie meritevoli dei peggiori film horror. Storie che perfino la mente più sadica farebbe fatica a partorire. Sono le storie dei parassiti killer, che vivono a spese di altre creature, dentro o sul loro corpo.
La vita non è facile per i bruchi delle farfalle. Hanno numerosi predatori e possono essere attaccati da virus in grado di dissolverli e lasciare i loro cadaveri sciolti appesi ai rami. Ma ai numerosi nemici si aggiungono anche le vespe parassite icneumonidi che iniettano le proprie uova nel loro corpo. Le larve delle vespe mangiano il bruco dall’interno, evitando di ledere i suoi organi vitali così da tenerlo vivo per tutto il tempo necessario al loro sviluppo. Quando sono pronte a diventare adulte, bucano la cuticola del bruco, ne fuoriescono e costruiscono i propri bozzoli accanto all’ospite morente. Una vera crudeltà. Eppure, come tutto in natura, anche questa ha uno scopo: tenere sotto controllo, meglio di qualsiasi predatore, la popolazione delle farfalle.




parassitiAlcuni parassiti killer riescono anche a manipolare a proprio vantaggio il comportamento degli sfortunati ospiti. È il caso di un verme piatto, il Leucochloridium, che infesta gli uccelli. Per arrivare a loro, però, ha bisogno di un ospite intermedio: una chiocciola. Se la chiocciola arriva su un escremento di uccello infetto e se ne nutre, il suo incubo ha inizio. I parassiti killer si insediano nel suo corpo e si spostano nelle antenne, dove assumono un colore pulsante e un aspetto simile a quello dei grossi e succulenti bruchi che piacciono tanto agli uccelli. Inoltre, i vermi riscrivono il comportamento della chiocciola che, accecata dai vermi, farà una cosa che non ha mai fatto prima: si esporrà al sole, lì dove diventa più visibile ai suoi predatori e dove non sarebbe mai andata per non disidratarsi. Gli uccelli le mangiano le antenne, consentendo al verme di completare il suo ciclo. La chiocciola può anche sopravvivere senza antenne e magari riuscire anche a farle ricrescere, ma con esse ricrescerà anche il parassita, condannandola a eseguire sempre gli stessi comportamenti suicidi.




parassitiAnche il verme nematode Myrmeconema neotropicum si dà molto da fare per completare il suo ciclo e arrivare agli uccelli. Questa volta infetta una formica, rendendone l’addome rosso brillante come bacche. E anche questo parassita riscrive il comportamento del suo ospite. La formica è spinta infatti a passare molto più tempo fuori dal formicaio, a camminare lentamente e a tenere l’addome alzato, in modo da renderlo più visibile agli uccelli affamati. Il piatto, condito con parassiti killer, è servito.

Alcuni parassiti, come la Fasciola hepatica, inducono le formiche infette a salire sui fili d’erba e a rimanervi attaccate con le mandibole finché un animale erbivoro non arriva e se ne nutre. La Fasciola infesterà così il fegato del grosso animale.

Non va meglio ai grilli e alle cavallette, parassitati da un verme che vive al loro interno e diventa molto più lungo dei suoi ospiti. I poveri insetti sono spinti addirittura a gettarsi in acqua dove annegheranno, mentre i parassiti, che necessitano di acqua per completare il proprio ciclo, avranno raggiunto il loro scopo. Quando  si tratta di sopravvivere, i parassiti ne sanno una più del diavolo.

 
di Salvatore Valerio Riccobene
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Parassiti killer, storie di vero horror ultima modifica: 2015-12-23T18:42:29+00:00 da info@cronacaedossier.it

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