Paolo Borsellino ucciso 24 ore prima di rivelare confidenze di Falcone

Il giudice Paolo Borsellino voleva fare rivelazioni ai magistrati il giorno prima di morire        

 

12165717_905249629565699_1477102848_nConfidenze e presunte rivelazioni sarebbero state oggetto della deposizione che Paolo Borsellino avrebbe fatto dinanzi i magistrati di Caltanissetta durante l’udienza di stamani sui fatti del 19 luglio 1992. Se solo non fosse stato assassinato 24 ore prima di parlare, oggi forse ne sapremmo di più almeno sulla morte del suo collega, il giudice Giovanni Falcone. A rilasciare dichiarazioni di grande portata è stato il figlio di Borsellino, Manfredi, asserendo: «Il giudice Paolo Borsellino, dopo la morte di Giovanni Falcone, attendeva con ansia di essere interrogato dai magistrati della procura nissena, a tal punto che una volta disse pubblicamente: io qui non vi posso dire nulla, ciò che ho da dire lo dirò ai magistrati competenti».

Oggi ha deposto anche la figlia, Lucia Borsellino, confermando l’esistenza della celebre agenda rossa e asserendo che il mattino della morte del giudice ricorda di avere visto l’agenda essere inserita nella consueta borsa che portava con sé. Sebbene Lucia Borsellino non abbia dato informazioni sul contenuto di quell’agenda, dall’udienza di stamani contro gli imputati Salvo Madonia, Vittorio Tutino, Vincenzo Scarantino, Calogero Pucci e Francesco Andriotta, si conferma l’esistenza dell’agenda tra i documenti che Paolo Borsellino portò con sé il giorno della strage di via D’Amelio.

 

Paolo Borsellino«Qualche mese dopo la strage l’ex questore Arnaldo La Barbera ci restituì la borsa di mio padre ‒ ha continuato Lucia Borsellino ‒.  L’agenda rossa non c’era più. Io mi lamentai della scomparsa e chiesi che fine avesse fatto. La Barbera escluse che ci fosse stata e mi disse che deliravo». Quella rossa non è però l’unica agenda di Paolo Borsellino sorta in questa vicenda.

Ne compare un’altra, di colore grigio, che la stessa Lucia Borsellino consegnò al pm di Caltanissetta del periodo, Anna Palma. «Visto quanto accaduto nella storia di questo paese – ha affermato la Borsellino – chiesi che ne facessero delle fotocopie e che acquisissero quelle, ma che l’originale ci fosse restituito».

 

carcereAll’udienza ha preso parte anche l’ex ministro della Difesa, Salvo Andò, che ha ricordato un episodio antecedente la morte di Giovanni Falcone, che gli avrebbe riferito: «“Presto scoppierà un gran casino”. C’era il segnale di un clima di guerra ‒ ha asserito Andò ‒. Ho avuto l’impressione che Falcone a Palermo vivesse male. C’era chi lo amava ma anche chi tendeva ad isolarlo”.

Alle morti di Paolo Borsellino e Giovanni Falcone sarebbero legati i fatti che hanno portato all’istituzione del processo sulla presunta trattativa Stato-mafia. All’argomento Cronaca&Dossier ha dedicato un numero di copertina, analizzando nel dettaglio le ragioni e le contestazioni al 41 bis, dal quale trovano origine i dubbi che qualcosa possa essere accaduto tra uomini dello Stato e uomini della mafia.

 

Paolo Borsellino ucciso 24 ore prima di rivelare confidenze di Falcone ultima modifica: 2015-10-19T18:23:46+00:00 da info@cronacaedossier.it

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