P2, 35 anni dopo: 10 cose da sapere

 

Nel 1981 fu ritrovata la lista degli appartenenti alla Loggia P2: ecco qualche informazione per non cadere nei soliti luoghi comuni

Il ritrovamento della lista degli appartenenti alla P2 è stato un passo importantissimo per la storia della Repubblica italiana. Eppure, molti dei nomi rinvenuti in quella lista sono ancora ai loro posti di potere in Italia. Perché non sono stati presi provvedimenti? E cos’era effettivamente la P2? Ecco dieci cose da sapere per non cadere in facili luoghi comuni.




1 – La Loggia “Propaganda 2” nasce dalla Loggia “Propaganda” fondata nel 1877. Faceva parte del GOI (il Grande Oriente d’Italia), un’obbedienza massonica fondata a Milano nel 1805 e tuttora esistente: ad oggi conta ben più di 20 mila iscritti (in continuo aumento), tutti alla luce del sole. Ci sono più di 800 logge sul territorio e sono incentrate al volontariato e alla filantropia.

Licio Gelli2 – La storia della P2 cambia quando entra in scena la figura di Licio Gelli: nel 1970 l’imprenditore toscano viene delegato dal Gran maestro a rappresentarlo in tutte le sue funzioni, poi nel 1975 diventa Maestro Venerabile. Solo un anno dopo, nel 1976, la P2 viene sospesa dal GOI.

3 – Il 17 marzo 1981 viene rinvenuta la lista degli appartenenti alla P2: a fare notizia tanto quanto i quasi mille nomi dell’elenco, sono le circostanze del ritrovamento. La lista infatti viene ritrovata nel corso delle perquisizioni a Villa Wanda e nella fabbrica “La Giole” di proprietà di Licio Gelli, in provincia di Arezzo, durante le indagini sul presunto rapimento di Michele Sindona.

4 – La Commissione parlamentare d’inchiesta presieduta da Tina Anselmi ha il compito di accertare «l’origine, la natura, l’organizzazione e la consistenza dell’associazione massonica denominata Loggia P2». La Loggia viene definita come una vera e propria organizzazione criminale ed eversiva e ne viene decretato lo scioglimento con una legge ad hoc, il 25 gennaio 1982.

5 – La relazione della Commissione Anselmi del 12 luglio 1984 giudica la lista degli appartenenti alla P2 assolutamente autentica ed attendibile. Ciononostante molti nomi risultano iscritti alla loggia ben prima dell’insediamento di Gelli, mentre altri dicono di essere stati iscritti ad insaputa da alcuni amici. Tutti gli iscritti hanno negato il coinvolgimento in attività della loggia, tanto che l’elenco dei nomi è stato diffuso al solo scopo documentale e non probatorio.




Ricevuta pagamento iscrizione di Silvio Berlusconi alla P26 – Per questi motivi molti dei nomi rinvenuti nella lista sono (o sono stati) ai loro posti di potere: sono risultati iscritti, tra gli altri, Berlusconi Silvio (tessera n. 625), Calvi Roberto (tessera n. 519), Costanzo Maurizio (tessera n. 626), Pecorelli Carmine (tessera n. 235), Rizzoli Angelo (tessera n. 532), Vittorio Emanuele di Savoia (tessera n. 516), Sindona Michele (tessera n. 501).

7 – Dall’insediamento di Gelli la P2 viene avvicinata ad alcuni dei più grandi scandali e misteri della Repubblica italiana: parliamo del tentato golpe Borghese, della strage dell’Italicus, della strage di Bologna, dei vari sequestri di persona organizzati dal gangster dei marsigliesi Albert Bergamelli e molti altri.

8 – Nonostante la sospensione dal GOI nel 1976 il gran maestro Lino Salvini (e il suo successore Ennio Battelli) confermano la “posizione speciale” di Gelli all’interno della massoneria.




Giulio Andreotti9 – La Commissione Anselmi arriva alle conclusioni che «Gelli ha acquisito nella seconda metà degli anni Settanta il controllo completo ed incontrastato della Loggia Propaganda Due, espropriandone il naturale titolare e cioè il Gran Maestro» e che «la Loggia Propaganda Due non può nemmeno eufemisticamente definirsi riservata e coperta: si tratta ormai di una associazione segreta, tale segretezza sussistendo non solo nei confronti dell’ordinamento generale e della società civile ma altresì rispetto alla organizzazione che ad essa aveva dato vita».

10 – Gelli sostenne sempre di avere portato la lista completa (quella con i nomi più importanti) a Montevideo e che quella ritrovata fu solo una piccola parte della P2: nonostante le accuse della vedova di Roberto Calvi, non fu mai riscontrato un coinvolgimento di Giulio Andreotti (da lei indicato come li vero capo della P2). Andreotti ha sempre smentito di conoscere Licio Gelli, fino alla pubblicazione di una foto che li ritrae insieme a Buenos Aires.

 

articolo di Nicola Guarneri @SpecialGuarns

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P2, 35 anni dopo: 10 cose da sapere ultima modifica: 2016-03-18T11:44:38+00:00 da info@cronacaedossier.it

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