OVRA e SIM, vecchi agenti nei nuovi servizi segreti

Ex appartenenti a OVRA e SIM, due organismi di spionaggio nati sotto Mussolini, sarebbero tornati a “lavorare” nei nuovi servizi segreti.

Mussolini fonda l'OVRAAppena dopo la marcia su Roma e l’occupazione del potere, per Mussolini è prioritario creare subito una rete segreta di spionaggio interno. Le sue camicie nere erano forti e con il petto in fuori, ma deboli ed inesperte nella gestione delle trame sommerse di un paese che fino ad allora aveva gestito le questioni di sicurezza interna con metodi Regi e fedeli a quel Re lo erano ancora.
Il SIM e l’OVRA sono i due organismi che nascono già nel 1925 con l’intento di gestire l’intelligence della neonata dittatura. Il Duce ritiene necessario infatti affidarsi ad organismi funzionali e sinergici al suo governo, che ha rischiato di esser travolto quasi subito sull’onda emotiva dell’omicidio di Matteotti. Mussolini, che ha misurato sulla propria pelle quanto difficile era stato nel 1924 gestire mettendoci egli stesso la faccia in vicende così spinose, ha necessità che il lavoro sporco lo facciano altri, al riparo nella nebbia spionistica. Egli continuerà ad essere il mandante di ogni azione ma rimanendo così con le mani pulite. Anche quando l’OVRA farà uccidere i fratelli Rosselli in Francia, con la complicità dalle meschine avanguardie “cagoulards” francesi, più naziste di Goebbels. Dopo il ’45 il nuovo governo repubblicano si trova a gestire la questione degli affari interni prima da un punto di vista strettamente militare. Del resto, non si era fatto altro che guerreggiare e ad occupare i posti di comando sono gli esponenti tra i partiti e i partigiani vincitori morali e materiali, mentre sul piano civile lo scacchiere era tutto da definire.
Ed è in questo nuovo ambito che chi aveva avuto ruoli chiave con OVRA e SIM si ricicla con grande abilità, impermeabili ad ogni epurazione.
(foto copertina)E così nel nuovo ”Ufficio Affari riservati” del Ministero dell’Interno riescono ad occupare poltrone di spicco funzionari come Guido Leto, che per l’OVRA dirigeva la sicurezza per la Repubblica di Salò e il veterano fascista Gesualdo Barletta, ex uomo di spicco dell’Italia repubblichina. Ma il capolavoro dell’usato tutt’altro che sicuro lo si ha con Ciro Verdiani, che farà in tempo prima di morire per sospetto avvelenamento ad intessere rapporti mai chiariti con Salvatore Giuliano.
All’interno del Ministero dell’Interno dunque, con estrema velocità e forse per influenza diretta degli Starti Uniti avviene un “cambio della guardia” improvviso tra gli ex partigiani, ed ex fascisti, alcuni non proprio dei passacarte, già epurati o arrestati per alcuni episodi orribili di cui si erano macchiati ai tempi di Salò, atrocità spesso dimenticate in nome della “ragion di Stato”.

 

articolo di Mauro Valentini

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OVRA e SIM, vecchi agenti nei nuovi servizi segreti ultima modifica: 2015-07-28T15:32:01+00:00 da info@cronacaedossier.it

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