Orlandi e le ossa in Villa: a gennaio la relazione della Scientifica

Le ossa sono di un uomo vissuto nei primi secoli dopo Cristo secondo fonti interne alla Polizia Scientifica di Roma, ma gli interrogativi non sono finiti


articolo di Tommaso Nelli

 

Immagine d'archivio, non dalla scena del ritrovamento
Immagine d’archivio, non dalla scena del ritrovamento

Il grande bluff di Villa Giorgina è prossimo al capolinea. Quelle ossa sono di un uomo. E risalgono ai primi secoli dopo Cristo. È quanto si apprende da fonti interne la Polizia Scientifica di Roma in merito alle analisi sui resti umani rinvenuti all’interno della nunziatura apostolica italiana alla fine di ottobre. Sprofondata negli abissi dell’oblio all’indomani dell’acquisita certezza della sua estraneità con la sparizione di Emanuela Orlandi, quella notizia merita invece di essere ripescata e approfondita in ogni sua sfaccettatura. Perché continua comunque a suscitare più di un interrogativo.

 

 

Emanuela Orlandi
Emanuela Orlandi

A che punto sono gli esami? E una volta terminati, che cosa accadrà? Quali notizie dai corridoi della Procura di Roma? Ma soprattutto: “chi” è stato l’artefice dello strumentale accostamento tra quel ritrovamento ed Emanuela Orlandi? E “perché” lo ha fatto?

Nell’ultimo mese, nei laboratori con sede sulla Tuscolana, è proseguito il lavoro della Polizia Scientifica capitolina. Un processo minuzioso e dalla tempistica articolata.

 

640px-microtiter_plateLo scheletro ritrovato sotto il pavimento della dependance di Villa Giorgina era in ottime condizioni per completezza e integrità, si è ricorso a una potente sega elettrica per tagliare il femore oggetto degli esami, ma la sua lunga inumazione aveva degradato il DNA, attaccato dall’umidità e dalla microfauna che si nutre proprio del patrimonio cromosomico. Fatto ricorso a particolari tecniche di pulizia e di asciugamento delle ossa per poterle periziare, è stato possibile individuare, in almeno otto-dieci loro punti, la presenza dell’aplotipo Y ovvero di quel particolare elemento genetico caratterizzante i soggetti di sesso maschile (nelle donne è invece presente l’aplotipo X).

 

 

Immagine d'archivio
Immagine d’archivio

Stabilito che quei reperti non potevano essere di Emanuela Orlandi, con l’ausilio dei laboratori dell’Istituto Circe di Caserta, che ha accertato il loro periodo d’appartenenza, è filtrata la notizia più significativa sul loro conto: l’età millenaria. Cioè quanto più di siderale ci possa essere con l’epoca della scomparsa della giovane cittadina vaticana (1983). Un divario temporale che dall’asettica scientificità dei laboratori ci proietta nel frenetico dinamismo del palazzo di Giustizia.

 

procura repubblica romaA piazzale Clodio è tutt’ora aperto il fascicolo contro ignoti avviato dalla Procura all’indomani della scoperta di quelle ossa. Lo sarà ancora per alcune settimane, almeno fino alla consegna della relazione della Polizia Scientifica, che dovrebbe avvenire entro la fine del gennaio 2019.

Premessa la pressoché impossibilità ad accertare l’identità della vittima, oltre che l’annesso disinteresse a individuarne le ragioni del decesso per il tempo trascorso dai fatti, molto probabile che l’incartamento sarà archiviato.

Due domande però, le più interessanti di questa grande bolla di sapone, meritano di rimanere sul tavolo delle indagini: dov’è nata la storia di quest’associazione arbitraria, data l’inesistenza del benché minimo indizio a suo sostegno e appurato che non è stata messa in circolo né dalle forze istituzionali e né dal Vaticano (che non avrebbe alcun interesse a divulgare una voce che lo vedrebbe coinvolto, visto che qualora quei resti fossero stati della Orlandi avrebbe dovuto rispondere del motivo della loro presenza in una sua sede)? E per quali interessi è stata concepita?

 

downloadQuesiti che non possono rimanere inevasi. Perché quest’ennesimo depistaggio sul caso Orlandi, l’ultimo di una lunga serie, al pari dei precedenti si è rivelato un’illusione, un’intensificazione del dolore e un altro intorbidimento di acque contaminate da trentacinque anni di fango. E se la verità in momenti come questo sembra più lontana, se non addirittura irraggiungibile, è anche perché si attribuisce spropositato e immotivato credito a quelle che non sono altro che vere e proprie fake news.

 

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Orlandi e le ossa in Villa: a gennaio la relazione della Scientifica ultima modifica: 2018-12-28T10:59:38+00:00 da info@cronacaedossier.it

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