Omicidio-suicidio passionale, gesto estremo di un amore finito

Il caso dell’omicidio di Monica De Rossi e le cause psicologiche di un fenomeno in crescita a partire dagli anni Sessanta

 




 

sangueIl 5 aprile in provincia di Vicenza, a Poiana di Granfion, Davide Tomasi di 37 anni ha ucciso la sua ex compagna, Monica De Rossi, 47 anni, omicidio avvenuto con un coltello per poi provare a togliersi la vita con un’overdose di insulina. Il delitto è accaduto all’interno di un appartamento che la donna, agente immobiliare, stava mostrando all’ex fidanzato che le aveva chiesto una mano per trovare una abitazione. La relazione tra i due era finita da qualche mese, durante la scorsa estate, ma l’uomo, stando alle prime indiscrezioni, non si era rassegnato all’idea e avrebbe continuato ad inviare messaggi e fare regali alla donna. Una vicenda, quella appena descritta, che ne ricorda altre simili presenti nelle cronache più recenti e che individua una tipologia di delitto, l’omicidio-suicidio passionale, che gli studi criminologici fotografano come un fenomeno in crescita progressiva a partire dagli anni Sessanta.

 

suicidioCasi di violenza che trovano le loro radici all’interno delle relazioni interpersonali in cui solitamente l’uomo occupa il ruolo dell’autore dell’omicidio e la donna quello della vittima che paga con la propria vita la  “colpa” di aver rifiutato o abbandonato il partner, o di aver cercato una separazione. Delitti che descrivono l’incapacità dell’uomo di accettare la perdita del proprio oggetto d’amore, dove l’amore prende la forma del possesso, della fusione, in un soggetto che vive la fine della relazione come un abbandono troppo doloroso in cui la disperazione per il non poter vivere con la persona amata porta alla decisione, estrema, di unirsi a lei nel legame indissolubile della morte. In questi casi l’autore del reato mostra un’incapacità a distinguere tra sé e l’altro e di rispettarlo nella sua autonomia, volontà, nei suoi diritti, compreso il diritto più importante quale quello della propria vita, poiché non tollera che si possa vivere separati, in modo indipendente.

 

 




 

 

violenzaUn fenomeno complesso dove l’omicidio e il consequenziale suicidio diventano due eventi complementari, dove nessun atto è secondario all’altro, ma si è in presenza di due passaggi di un unico atto pianificato con cura, che ha come matrice comune l’aggressività dell’assassino nelle sue forme di etero distruzione e autodistruzione. Tra le due azioni c’è un legame psicologico diretto, un filo che lega gli aspetti motivazionali con la criminodinamica degli eventi che devono essere indagati, caso per caso, per comprendere il fenomeno delittuoso. Spesso questi casi di violenza, che trovano la loro massima espressione nell’omicidio, hanno alle spalle un passato di maltrattamenti o di comportamenti significativi che sono stati sottovalutati o non riconosciuti nella loro effettiva gravità e che, con la morte della coppia, non sempre vengono alla luce proprio perché non c’è più nessuno che può raccontare cosa avveniva in quella relazione di intimità.

 

Per l’omicidio di Monica De Rossi, al contrario, si apre uno scenario diverso per la ricostruzione della sua relazione con l’omicida. Davide Tomasi è stato trovato in fin di vita dai Carabinieri allertati dei vicini ed è stato trasportato presso l’ospedale San Bartolo di Vicenza. Gli investigatori ipotizzano un omicidio premeditato e l’uomo dovrà fornire importanti informazioni sulla sua relazione con la vittima e sulle motivazioni alla base del comportamento delittuoso.

 

articolo di Stefania Borghetti (Psicoterapeuta e Criminologa)  @StefaniaBorghe1

 

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Omicidio-suicidio passionale, gesto estremo di un amore finito ultima modifica: 2016-04-06T15:34:21+00:00 da info@cronacaedossier.it

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