Omicidio Pordenone: «Amore, hai fatto qualcosa che non hai detto?»

Ecco le ragioni dell’interrogatorio alla fidanzata di Ruotolo: un nuovo elemento che però potrebbe portare a nulla in omicidio Pordenone

 

 

Giosuè Ruotolo, per ora l'unico indagato nel duplice omicidio di Pordenone
Giosuè Ruotolo, per ora l’unico indagato nel duplice omicidio di Pordenone

Sull’omicidio Pordenone un nuovo tassello si aggiunge alle indagini per fare luce sulla morte di Trifone Ragone e Teresa Costanza, avvenuta il 17 marzo scorso. Ancora una volta è protagonista Giosuè Ruotolo, stavolta assieme alla fidanzata Rosaria, di Somma Vesuviana, con la quale un intenso scambio di messaggi si scatena dalla partenza di Ruotolo da casa con destinazione la palestra fitness di via Interna. Quel martedì 17 marzo potrebbero essere avvenuti fatti ancora rimasti nell’ombra, a detta degli inquirenti.
È il Messaggero Veneto a dare notizia dell’esistenza di quei messaggi e in particolare di uno che avrebbe inviato proprio la fidanzata di Ruotolo a quest’ultimo. «Amore, hai fatto qualcosa che non mi hai detto?» sarebbe il testo del messaggio, che sarebbe rimasto però senza una risposta da parte dello stesso Ruotolo. La conversazione avviene via whatsapp ed è questo il motivo che ha portato nei giorni scorsi i sostituti procuratori impegnati nell’indagine, Matteo Campagnaro e Pier Umberto Vallerin, direttamente a Somma Vesuviana per interrogare la giovane per più di cinque ore e mezza.
Per ora le notizie che si hanno vedono la giovane sentita solo come possibile persona informata sui fatti che hanno portato all’omicidio Pordenone.

 

 

Quando ciò accade non si rende necessaria la presenza di un avvocato e infatti senza alcun legale sarebbe stata sentita sui fatti inerenti il 17 marzo. I messaggi coprirebbero un arco di tempo che va dalla partenza di Ruotolo fino al presunto arrivo in palestra. Secondo gli inquirenti invece Ruotolo si sarebbe recato direttamente nel parcheggio per mettere in atto il duplice omicidio Pordenone.

ritrovamentoLa notizia dell’esistenza del messaggio «Amore, hai fatto qualcosa che non mi hai detto?» scritta dalla ragazza potrebbe però non rappresentare una reale svolta nelle indagini. In assenza, a quanto pare, di altre parole riferibili direttamente al duplice delitto risulta molto complicato costruire una tesi accusatoria sulla base di parole che potrebbero invece essere legate anche ad un altro contesto.
Non sappiamo ad oggi come si giunge a quella frase, ma essa potrebbe rappresentare un pezzo di dialogo che nulla avrebbe a che fare con l’omicidio di Pordenone. Non vi sarebbe, infatti, esplicito riferimento all’intenzione di uccidere Trifone Ragone e Teresa Costanza e quelle parole potrebbero di fatto solo riferirsi ad un cambio di programma di Ruotolo la sera del 17 marzo, dunque preoccupando la ragazza più del solito.
Insomma, una forma d’apprensione che potrebbe essere del tutto scollegata con l’omicidio Pordenone.

Nell’omicidio Pordenone ad oggi gli elementi investigativi più forti provengono invece dall’analisi balistica e dall’impronta papillapre ritrovata su una cartuccia non esplosa presente sulla scena del crimine; per non parlare di tutto il filone legato alla Genetica e dunque alle presunte tracce che potrebbero, quelle sì, costituire un pesante capo d’accusa nei confronti del giovane Ruotolo.
Sulla vicenda è possibile leggere qui l’intervista alla Dottoressa Marina Baldi, genetista forense e parte del pool investigativo messo in piedi dalla famiglia Ragone.

Redazione di Cronaca&Dossier

Seguici con un Mi Piace su Facebook e Twitter

 

 

Omicidio Pordenone: «Amore, hai fatto qualcosa che non hai detto?» ultima modifica: 2015-12-05T12:08:34+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!