Omicidio Macchi, l’indagine passa di mano

Non si conoscono i motivi della decisione, ma per l’omicidio Macchi ora è competente la Squadra mobile di Milano, non più di Varese

 




 

lidia macchi
Lidia Macchi

La Squadra mobile delegata ad indagini su un caso è solitamente quella dove il delitto è avvenuto, se non altro per una questione di praticità essendo chiamati a cercare indizi, prove e testimonianze più direttamente in considerazione del fatto accaduto. Invece per l’ormai noto omicidio Macchi questa “regola” non verrà seguita e la Squadra mobile di Milano affiancherà il sostituto procuratore generale Carmen Manfredda. A darne notizia è oggi il Corriere della Sera, edizione di Milano. Tuttavia resteranno ancora pochi e validi uomini della Mobile di Varese a supportare i colleghi nell’indagine. Un passaggio di mano che si realizza per la seconda volta nel caso dell’omicidio Macchi. Già nel 2013 la Procura generale avocò l’inchiesta. Oggi l’indagine torna nuovamente a Milano.

 

lidia macchi capelloNon si sa però quali siano le motivazioni che hanno portato a tale decisione. Quel che si sa è che oggi Milano è un po’ il “centro” delle indagini per l’omicidio Macchi dopo che il corpo di Lidia è fermo all’Istituto Medicina legale della città, nell’attesa che la Dottoressa Cristina Cattaneo, antropologa forense, compia gli accertamenti utili. Il corpo di Lidia Macchi è stato infatti esumato lo scorso 22 marzo per nuovi accertamenti.

 




 

Stefano Binda
Stefano Binda

Sul piatto c’è la possibilità di individuare elementi biologici appartenenti all’aggressore di Lidia, soprattutto oggi che c’è un accusato, Stefano Binda, arrestato dopo trent’anni dal fatto nonostante l’uomo si professi innocente. Appresa la notizia del passaggio di mano alla Mobile di Varese, la famiglia di Lidia ha voluto ringraziare pubblicamente gli investigatori che proprio a Varese hanno compiuti sin dalla prima ora le indagini sul quel che diventerà celebre come omicidio Macchi, con tutti i misteri che l’hanno reso complesso finora.

 

 

«Da parte della famiglia Macchi e mia c’è grande gratitudine e riconoscenza per l’importante lavoro svolto sino ad oggi dalla Squadra mobile di Varese». Queste le prime parole del legale della famiglia, Daniele Pizzi. «I familiari di Lidia sono rimasti colpiti dalla vicinanza che la Mobile di Varese ha avuto nei loro confronti in momenti delicatissimi quali l’incidente probatorio del 15 febbraio o la riesumazione della salma. Allo stesso tempo, però, c’è profondo rispetto per la scelta della Procura generale di trasferire l’indagine alla squadra mobile di Milano, la quale eredita il lavoro investigativo a dir poco egregio svolto fino adesso con grande caparbietà dalla polizia di Varese». Dopo i vetrini distrutti, la lettera di Binda tornata alla luce e le indagini che stanno pian piano stringendo il cerchio sull’omicidio Macchi, l’attesa è tutta per quanto emergerà a Milano grazie al lavoro della Dott.ssa Cattaneo, forse ultimo round di questa triste e lunga storia.

 

articolo di Andrea B.

Segui Cronaca&Dossier con un Mi Piace su Facebook e Twitter, oppure unisciti al canale Telegram




Omicidio Macchi, l’indagine passa di mano ultima modifica: 2016-04-14T15:31:16+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!