Omicidio di Trifone e Teresa, spunta il movente?

Nell’omicidio di Trifone e Teresa forse una svolta: Ragone avrebbe scoperto chi era lo stalker che contattava anonimamente la fidanzata




omicidio di pordenoneUna nuova pista investigativa si apre sull’ormai tristemente celebre omicidio di Trifone e Teresa, il delitto in cui persero la vita i due fidanzati di Pordenone, freddati da un killer armato di pistola mentre erano fermi in auto nel parcheggio di una palestra. È passato quasi un anno da quel fatidico giorno di marzo e le indagini sono come al solito procedute a strappi, tra conferme, smentite e ipotesi fantasiose (tra le quali anche il delitto amoroso a sfondo omosessuale). Come Cronaca&Dossier scriveva fino alla settimana scorsa, il grande problema intorno agli inquirenti, che ormai da settimane hanno ristretto il cerchio dei sospettati intorno a Giosuè Ruotolo, ex commilitone di Trifone Ragone, e alla fidanzata Rosaria Patrone (arrestata lo scorso dicembre con l’accusa di aver istigato il fidanzato all’omicidio), risulta essere la mancanza di un movente chiaro e definito. La Procura sembra convinta che Rosaria Patrone convinse il fidanzato Giosuè a compiere l’omicidio di Trifone e Teresa. La domanda a cui è più difficile rispondere è anche la più semplice da porsi: perché?




trifone ragone ruotoloForse non siamo ancora di fronte ad un movente per l’omicidio di Trifone e Teresa, ma le recenti svolte investigative potrebbero presto portare alla luce il motivo dell’eventuale colpevolezza dei due giovani. Pare infatti che Teresa Costanza, la fidanzata di Ragone, fu presa di mira da uno stalker anonimo che per diverse settimane, nell’estate del 2014, la contattò su Facebook con un profilo di fantasia per metterla in guardia dai comportamenti del fidanzato, definito in quella sede non proprio uno stinco di santo. Lo stalker si sarebbe presentato come un’amante di Trifone, suggerendo a Teresa di controllare i messaggi sul cellulare del fidanzato. Un particolare importante, che ha fatto scattare l’attenzione delle Forze dell’ordine, è proprio quello del cellulare: l’anonimo avrebbe scritto di controllare «l’I-Phone, quello nero», oltre ad una serie di particolari che indicavano una stretta connessione con Trifone.




facebook-300x167Le indagini della Procura hanno poi evidenziato come i messaggi siano partiti da uno dei computer della caserma De Carli di Cordenons, dove all’epoca dei fatti prestavano servizio tra gli altri proprio Ragone e Ruotolo. Secondo le ipotesi Ragone, scoperto il gioco, avrebbe avuto una dura lite con il commilitone. Ruotolo per ora si rifiuta di commentare le indiscrezioni sull’omicidio di Trifone e Teresa e su suggerimento del proprio avvocato Rigoni Stern nell’interrogatorio di pochi giorni fa si è avvalso della facoltà di non rispondere. Secondo la strategia difensiva infatti erano diversi i commilitoni che avevano accesso a quel profilo, dato che tutti conoscevano i dati di accesso (nickname e password). Al momento la Procura continua nelle indagini: il prossimo passo sarà quello di stabilire chi effettivamente scrisse quei messaggi e, soprattutto, identificare il luogo in cui venne creato l’account fasullo, se effettivamente in caserma o in un altro luogo. Prosegue quindi la ricerca di un movente per l’omicidio di Trifone e Teresa, che potrebbe essere sempre più vicino.

 

Redazione di Cronaca&Dossier

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Omicidio di Trifone e Teresa, spunta il movente? ultima modifica: 2016-01-22T17:19:29+00:00 da info@cronacaedossier.it

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