Omicidio di Pordenone, quel movente che fa acqua               

Un account misterioso secondo gli inquirenti c’entrerebbe con l’omicidio di Pordenone ma anche dopo il fermo di Patrone il movente  appare fragile






omicidio-pordenone-2Continuano implacabili le indagini sull’omicidio di Pordenone che a marzo scorso ha visto la morte di Trifone Ragone e della sua fidanzata Teresa Costanza. Nell’ultima settimana l’arresto di Rosaria Patrone, fidanzata di Giosuè Ruotolo, sembrava avere i connotati della svolta. La ragazza era stata interrogata più volte dagli inquirenti nelle settimane precedenti, giunti fino a Somma Vesuviana per conoscere da lei dettagli rimasti ignoti alla stampa fino a quando non le è stato notificato il fermo. Ora cominciano a trapelare indiscrezioni sulle ragioni dell’arresto di Rosaria Patrone, ragazza che sembrava non rivestire alcuna rilevanza nella dinamica dell’omicidio di Pordenone e che invece potrebbe essere dietro un secondo account su Facebook individuato dagli inquirenti di cui non avrebbe mai fatto menzione perché avrebbe dimenticato di dirlo.

trifone ragone ruotolo
Giosuè Ruotolo

Invece secondo quest’ultimi anche lei, oltre il già accusato Giosuè Ruotolo, avrebbe avuto un “compito” nell’economia di questa storia: istigazione a commettere l’omicidio e false dichiarazioni. Le uniche informazioni che riguardano il suo arresto giungono dall’ultima puntata di Chi l’ha visto? andata in onda il 23 dicembre e che si arricchisce del silenzio degli inquirenti fino a queste ultime ore, rotto solo dalle parole dell’avvocato Costantino Catapano, legale della ragazza. «L’avviso di garanzia certamente l’ha turbata: in un certo modo, se l’aspettava ma non in questi termini.




La ragazza ha sempre collaborato, è impensabile un suo coinvolgimento diretto nell’omicidio». Solo mercoledì Rosaria Patrone ha rifiutato di fornire ennesime risposte alle domande Pm, avvalendosi della facoltà di non rispondere. D’altra parte i dubbi dell’avvocato Catapano trovano sponda nei fatti che hanno accompagnato finora il comportamento di Patrone, tutt’altro che reticente; ma soprattutto appaiono fin troppo fragili le presunte ragioni del delitto. L’ipotesi che aleggia in queste ore verte intorno all’esistenza di un altro account su Facebook mai indicato dalla Patrone e che potrebbe essere stato utilizzato da quest’ultima e da Giosuè Ruotolo.

1. Trifone Ragone
Trifone Ragone

Quale funzione possa avere avuto tale account ancora non è dato saperlo. Invece particolarmente “certi” di cosa abbia portato all’omicidio sembrano ormai gli investigatori. Patrone avrebbe istigato Ruotolo a commettere il duplice delitto e alla base ci sarebbe la gelosia di lei provata nei confronti di Ragone, quest’ultimo oggetto di particolare encomio da parte di Ruotolo per qualità fisiche e professionali. Dunque Rosaria Patrone avrebbe operato una sorta di “lavaggio del cervello” al fidanzato per indurlo a commettere l’omicidio di Pordenone. L’ipotesi, è bene dirlo sin da subito, se fosse in questi termini sembrerebbe troppo fragile per reggere quanto accaduto a Trifone e Teresa; tutto troppo risibile per poter costituire un valido movente, tanto più che Giosuè e Trifone neanche vivevano più nella stessa casa, luogo che facilmente avrebbe potuto creare intrecci pericolosi. L’augurio è di arrivare per davvero alla scoperta della verità, sperando tuttavia di non ritrovarsi dinanzi ad un nuovo caso Stasi dove tutto sembra andare in una direzione ma senza trovare alcun movente valido per giustificare il sangue versato.

Redazione di Cronaca&Dossier

Seguici con un Mi Piace su Facebook e Twitter



Omicidio di Pordenone, quel movente che fa acqua                ultima modifica: 2015-12-26T17:11:50+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!