Omicidio di Pordenone, parla l’avvocato: «Ragone tradito»

Ultime dichiarazioni sul celebre omicidio di Pordenone: secondo l’avvocato della famiglia Ragone uno dei traditori avrebbe portato la bara al funerale






omicidio di pordenoneContinuano le indagini sull’omicidio di Pordenone, quando ormai sono passati diversi mesi dal fatto delittuoso. È toccato ieri all’avvocato Nicodemo Gentile, legale della famiglia Ragone, entrare a piedi uniti sul colpevole.

«Trifone è stato tradito due volte». Esordisce così l’avvocato Gentile, che affida le proprie parole al Messaggero Veneto: «Chi portò la bara non disse tutto ai Pm». Sembrerebbe chiaro a chi l’avvocato si stia riferendo. Ad oggi l’unico sospettato per l’omicidio è l’ex commilitone di Ragone, Giosuè Ruotolo. È comprensibile l’amarezza e il dolore di una famiglia che aspetta di attendere la verità sulla scomparsa del figlio e della sua fidanzata, Teresa Costanza, da ormai quasi un anno: era il 17 marzo del 2015 quando i due venivano freddati a colpi di pistola nell’auto di Ragone, nel parcheggio della palestra che il giovane era solito frequentare.

omicidio-pordenone-2L’avvocato Gentile non sembra mostrare dubbi sul colpevole, tanto da fare il nome dell’imputato senza paura: «Dopo quasi un anno di indagini possiamo affermare con certezza che Trifone Ragone è stato assassinato da qualcuno che conosceva bene, che apparteneva ai suoi contatti costanti e quotidiani. Oltre a essere un duplice omicidio di rara crudeltà e ferocia, questo delitto racconta la storia di un doppio tradimento dell’amicizia e della fiducia.

 




RuotoloÈ questa la cosa che ci dispiace di più, che trasforma questo omicidio in qualcosa di insostenibile: persone che ancora oggi vestono la divisa hanno portato la bara di Trifone, eppure agli inquirenti, all’inizio delle indagini, non hanno raccontato tutta la verità su quella sera fatale. L’attuale indagato per il duplice omicidio Giosuè Ruotolo, peraltro, ha rettificato le sue dichiarazioni iniziali solo quando i Pm lo hanno messo di fronte all’evidenza, il fotogramma dell’Audi A3 ripresa dalle telecamere di via Interna». Interrogato circa il possibile movente l’avvocato segue la traccia degli inquirenti. L’assassino sarebbe stato portato all’omicidio da «una girandola di sentimenti perversi nei confronti di questa coppia, dalla gelosia all’invidia».

Nonostante il lungo iter delle indagini l’avvocato tiene a ringraziare le forze dell’ordine per il loro lavoro e attende quasi come Godot la perizia che potrebbe finalmente scrivere la parola fine sull’omicidio di Pordenone: «Auspichiamo che inizi una nuova fase dell’inchiesta dopo l’arrivo dei risultati della consulenza informatica, attesi nelle prossime settimane, a fronte di un quadro indiziario che riteniamo pesante».

 

di Nicola Guarneri

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Omicidio di Pordenone, parla l’avvocato: «Ragone tradito» ultima modifica: 2016-02-23T14:37:50+00:00 da info@cronacaedossier.it

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