Omicidio Ashley Olsen, arriva conferma: è stata strangolata

Conclusa l’autopsia a Firenze per omicidio Ashley Olsen e arrivano le prime informazioni più dettagliate: una corda o un cavo per strangolarla




lettoArrivano le prime informazioni utili alle indagini per l’omicidio Ashley Olsen, la bella 35enne originaria della Florida che il 9 gennaio scorso è stata trovata morta nel suo monolocale a Firenze in via Santa Monaca. L’autopsia eseguita ieri sera all’Istituto Medicina Legale dell’Ospedale Careggi ha confermato quanto era già apparso al momento del rinvenimento del cadavere: l’omicidio Ashley Olsen è avvenuto per strangolamento. Dall’esame autoptico l’attesa era conoscere però ulteriori modalità del delitto. Giunge così la notizia che quest’ultimo sarebbe avvenuto utilizzando una corda o un cavo, dunque non a mani nude. Altre informazioni utili avverranno dopo l’analisi tossicologica e dopo gli accertamenti utili a determinare se ci siano stati rapporti sessuali. Rinvenuta cadavere nel suo letto in un appartamento nel quartiere Santo Spirito, nell’omicidio Ashley Olsen non mancano elementi che danno un’ombra di mistero alla vicenda, attirando di fatto l’attenzione dei media. Il primo è l’assenza di segni di effrazione che hanno portato immediatamente gli inquirenti a pensare che la vittima conoscesse il carnefice, tanto più considerando come il cadavere è stato ritrovato, completamente nudo e solo con i calzini ai piedi. Un’evidente situazione di intimità al momento della morte, il che collocherebbe l’omicidio Ashley Olsen immediatamente nella categoria dei delitti a sfondo sessuale. Almeno è quanto sembrerebbe da una prima evidenza dei fatti.




cellulareDella vita affettiva della ragazza si sa soltanto che, trasferitasi tre anni fa in Italia e stabilitasi a Firenze in uno dei monolocali nel centro storico, aveva una relazione con Federico Fiorentini, pittore di fama. Proprio il fidanzato, preoccupato dall’assenza della Olsen da venerdì, aveva deciso di andare da lei. Utilizzando una chiave fornita dalla proprietaria del monolocale, assieme a quest’ultima è entrato facendo la macabra scoperta e tentando invano di rianimarla dopo aver portato il corpo al centro della stanza. Come da prassi in casi del genere, i primi sospetti si sono indirizzati immediatamente nei confronti del fidanzato. Si è scoperto però che tra giovedì  e venerdì la 35enne era stata in un locale in via del Bardi e lì avrebbe potuto incontrare il suo carnefice. Nelle indagini che in queste ore si susseguono per trovare il responsabile per omicidio di Ashley Olsen arrivano però le telecamere site attorno al monolocale della giovane. Quest’ultime potrebbero avere ripreso il carnefice, registrandone di fatto entrata e uscita dall’abitazione della vittima. Inoltre decine di persone sono già state ascoltate dagli inquirenti, soprattutto i proprietari del locale frequentato dalla Olsen prima della morte. Elemento che potrebbe invece rivelarsi importante nelle prossime ore è l’assenza del cellulare della ragazza: non è stato rinvenuto nel monolocale e potrebbe essere stato sottratto dall’assassino. Forse sono state sue le ultime telefonate alla vittima? E se così fosse, perché uno sconosciuto incontrato in un locale, che avrebbe dunque accompagnato la 35enne a casa, avrebbe avuto necessità di chiamare quest’ultima dal momento che era con lei? Oppure il numero era stato appena registrato dalla ragazza come quando due persone si conoscono? Nel primo caso si allontanerebbe l’ipotesi dello sconosciuto mentre nel secondo resterebbe in piedi. Sono questi i primi inquietanti interrogativi che ad oggi caratterizzano l’ omicidio Ashley Olsen.

 

Redazione di Cronaca&Dossier

Seguici con un Mi Piace su Facebook Twitter




Omicidio Ashley Olsen, arriva conferma: è stata strangolata ultima modifica: 2016-01-12T15:50:32+00:00 da info@cronacaedossier.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

La realtà fa notizia, aiutaci a condividerla. Seguici con un Mi Piace!