Noventa, nelle lettere degli indagati le loro verità

Nuove lettere sul caso Noventa: il maresciallo denuncia il tradimento di Debora, che dal suo canto chiede di essere scarcerata in quanto madre

 




 

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Debora Sorgato

Debora Sorgato e il maresciallo Giuseppe Verde, suo ex compagno, stanno col tempo assumendo il ruolo di protagonisti del caso Noventa: entrambi considerati figure quasi ininfluenti all’inizio delle indagini, oggi veri e propri personaggi di spicco, sempre più coinvolti in vicende oscure prima insospettabili. Mentre da un lato il maresciallo lamenta i tradimenti di Debora, quest’ultima invia lettere a trasmissioni televisive.

 

Ebbene sì: Debora Sorgato, reclusa insieme al fratello Freddy e alla tabaccaia Manuela Cacco con l’accusa di omicidio premeditato per la morte di Isabella Noventa, 55enne segretaria di Albignasego, si rifiuta di rispondere alle domande poste dagli inquirenti avvalendosi della facoltà di non rispondere ma invia lettere alla trasmissione Pomeriggio Cinque.

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Giuseppe Verde

A distanza di circa un mese dalla prima missiva, in cui chiedeva di non essere guardata come un mostro, la sorella di Freddy, che proprio martedì ha presentato un’istanza di scarcerazione tramite i propri legali, ha scritto in una nuova lettera: «Una madre non andrebbe mai messa in carcere. […] Queste giornate tutte uguali, questa non vita a cui siamo costretti. La società ci vede tutti come assassini, anche persone come me che non c’entrano nulla. Scusa del mio piccolo sfogo, grazie, Sorgato Debora». Poche righe in cui, come già accaduto, la Sorgato non accenna a isabella Noventa, di cui ancora oggi non è stato trovato il cadavere, né al caso in sé.

 




 

Il particolare delle lettere è diventato ormai una vera e propria storia nella storia all’interno del caso Noventa: le parole di Debora hanno infatti seguito di un giorno quelle dell’ex compagno, il maresciallo Giuseppe Verde, a sua volta indagato per accesso abusivo alla banca dati delle Forze dell’ordine e violazione del segreto d’ufficio. L’uomo, coinvolto nelle indagini dopo le perquisizioni in caserma e le analisi sui software, ha voluto sottolineare nella propria lettera di essere stato tradito da Debora.

 

 

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Isabella Noventa

Queste le sue parole: «Trovarmi coinvolto in tutto questo mi ha devastato psicologicamente e fisicamente, costringendomi a rivolgermi ad una psicologa per cercare di affrontarlo. Dopo otto anni con Debora mi sento tradito e tutti parlano senza sapere, facendo finta che le loro vite con i loro compagni siano diverse. Mi fidavo di una donna come tutti noi ci fidiamo di chi amiamo e sfido chiunque a pensare di controllare l’intimità della propria compagna come i suoi effetti personali. Mai avrei pensato di avere la mia fiducia tradita. Sono stato accusato di tutto, di averla coperta, di non aver capito nulla di tutto quello che era successo, nulla di tutto. Chiedo solo una cosa: vi prego, spegnete i riflettori su di me e lasciatemi solo nel dolore. Non voglio più trovarmi tutte le sere giornalisti sotto casa alla ricerca di un’intervista, dichiarazione o quant’altro».

 

 




 

Il caso Noventa si sta trasformando in una vicenda strana, a volte con la sensazione di perdersi in dettagli inutili alle indagini. E intanto il corpo di Isabella Noventa ancora non si trova, vero punto nodale di tutta questa storia.

 

articolo di Gianmarco Soldi

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Noventa, nelle lettere degli indagati le loro verità ultima modifica: 2016-06-11T17:01:07+00:00 da info@cronacaedossier.it

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