Nigergate: le ombre dei servizi segreti

Nel 2002 un traffico di documenti e informazioni legate a un presunto contatto tra Niger e Iraq per la fornitura di uranio e la fabbricazione di armi nucleare diventerà per la cronaca mondiale lo scandalo “Nigergate”.

nigergateL’informativa emersa con il Nigergate sul presunto contrabbando risulta essere in possesso del SISMI. Questo scomodo segreto sarebbe stato consegnato dai servizi segreti italiani agli Stati Uniti che, di concerto con il Regno Unito, avrebbero dovuto costatare la violazione dell’embargo iracheno sui dettami delle Nazioni Unite e l’intento di creare armi per la distruzione di massa. Dobbiamo aspettare il 2005 per scoprire che in realtà le informazioni alla base dello scandalo Nigergate, capaci di incrinare i delicati rapporti internazionali, sono del tutto infondate e dunque false. Il subbuglio diplomatico è grande, nonostante ciò, il governo esclude ufficialmente ogni tipo di coinvolgimento nello scandalo Nigergate, negando la responsabilità nella consegna agli Usa delle scottanti informazioni sulla compravendita di uranio. I cervelli dietro una menzogna talmente infiocchettata sarebbero una fonte del SISMI e alti esponenti della struttura. Purtroppo, un coinvolgimento italiano è stato accertato. Il 15 ottobre 2001 il SISMI avrebbe inviato alla CIA un report su questi dati sensibili. A confermarlo poco tempo dopo è il direttore stesso della CIA in una dichiarazione innanzi al Senato degli Stati Uniti: «Abbiamo appreso l’esistenza del documento sul Niger dai servizi italiani alla fine del 2001». Dopo la scottante notizia, il direttore del SISMI tenterà (senza un buon esito) un lancio boomerang diffondendo un dossier, anch’esso fasullo, in cui si addebita la faccenda al governo francese contrario alla guerra. Purtroppo la tesi francese trova la sua perfetta antitesi nell’inesistenza di un qualsivoglia documento che possa provarla. L’inchiesta sull’accertamento della verità approda a una svolta quando un ex dirigente della Cia, Tyler Drumheller (responsabile CIA per operazioni europee), svela in un’intervista alla rete americana CBS, chi accreditò l’interna montatura sul traffico di Uranio organizzato da Saddam (foto copertina)Hussein. A suo dire fu proprio l´Intelligence di Roma a fornire il rapporto che “provava” l´acquisto iracheno di uranio in Niger. Da quel momento, racconta, verrà diffusa ogni tipo di notizia e solo un teorema veniva eseguito costantemente: «Se una singola fonte, come nel caso dell’uranio nigerino, era pronta a confermare ciò che l´Amministrazione Bush voleva sentirsi dire, era attendibile. Ma se accadeva il contrario, allora una singola fonte non era più sufficiente». Nonostante la bufala dell’uranio verrà smascherata dall’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica) restano nell’aria l’odore di polvere da sparo, tanta confusione e i sotterfugi dietro cui si è nascosto il governo italiano.

 

articolo di Alberto Bonomo

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Nigergate: le ombre dei servizi segreti ultima modifica: 2015-07-28T15:11:23+00:00 da info@cronacaedossier.it

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