Musicoterapia: caro amico, ti guarisco con una nota

La nuova “scienza” che mobilita i medici e dà speranza ai pazienti: la musicoterapia è sempre più diffusa

Family_gathered_around_pianoLa musicoterapia ha radici che affondano nel nostro passato: nell’antichità musica e medicina erano praticamente una cosa sola. Il sacerdote che aveva la funzione anche di medico sapeva che la musica ha in sé un potere sulla parte irrazionale dell’uomo, capace di procurare uno stato di benessere.

Il primo trattato di musicoterapia risale alla prima metà del Settecento, frutto dei lavori di un medico musicista londinese, Richard Brockiesby. Il suo volume compie il giro d’Europa suscitando interesse e scetticismo. Sam Porgeter è uno dei primi medici a capire la necessità di una conoscenza molto approfondita della scienza musicale per applicarla con successo nella cura di alcuni disturbi mentali. Karl Strumpf in Germania, verso la fine dell’Ottocento studia la nozione di psicologia del suono e mette l’accento sull’impatto sonoro vissuto da chi ascolta la musica. Questa è la base degli studi della musicoterapia moderna che si differenzia da quella antica in quanto slegata da nozioni empiriche o rituali e derivante studi scientificamente dimostrabili.
La musicoterapia è quindi una metodologia di intervento per un lavoro pedagogico o psicologico che permette di
Musicoterapiacomunicare, con l’aiuto del terapeuta, attraverso un codice alternativo che utilizza il suono per aprire canali di comunicazione interno dell’individuo. Dal punto di vista terapeutico essa diviene attiva stimolazione multisensoriale, relazionale, emozionale e cognitiva, impiegata nelle attività di prevenzione, di riabilitazione e sostegno, al fine di ottenere migliore equilibrio e armonia psico-fisica.
Oggigiorno esiste un percorso terapeutico formato da una rete di musicisti, medici e volontari chiamato Donatori di Musica.

Il suo presidente, primario di Oncologia del Carlo Poma, Maurizio Cantore (58 anni, mantovano) fino ad ora ha organizzato ben duecento “concerti”, portando in corsia musica classica e leggera.

I concerti dei Donatori di Musica non sono soltanto eventi culturali, ma molto di più: sono l’unione di cuori che battono all’unisono trascinati dalla forza di melodie che fanno dimenticare i mali, i dolori e le paure. Artisti noti che scendono dai palchi per entrare nelle corsie, per lo più oncologiche, e donare qualcosa di grandioso, attimi di speranza e sorrisi.

MusicEcco il potere della musica. I medici si tolgono i camici, così come i malati cercano di sistemarsi al meglio per il concerto, appuntamento fisso e irrinunciabile.

Questo accade, per esempio, al Reparto oncologico di Carrara, dove anche Franco Battiato, l’anno scorso ha partecipato a un’esibizione. Lo stesso è accaduto nel reparto di oncologia pediatrica dell’ospedale di Parma. Di anno in anno, quello che sembrava un sogno è diventato realtà,  sviluppandosi per gli ospedali d’Italia.

L’esordio arriva nell’estate del 2007, quando all’ospedale di Carrara giunge Gian Andrea Lodovici, un importante 090731-N-4716P-004produttore discografico colpito improvvisamente da un tumore allo stomaco. Il dottor Maurizio Cantore gli chiede quale sia la sua professione e lui risponde che organizza concerti e incisioni discografiche. «Bene, allora perché non organizzi una stagione concertistica nel nostro reparto?».

Così nasce la prima stagione dei Donatori di Musica. Lodovici muore il 5 gennaio 2008, non prima di aver realizzato il CD Uno strumento per Oncologia e con esso il suo ultimo ma più grande sogno.

 

articolo di Dora Millaci

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Musicoterapia: caro amico, ti guarisco con una nota ultima modifica: 2015-04-21T17:55:45+00:00 da info@cronacaedossier.it

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